sabato, 18 settembre 2021
Medinews
30 Marzo 2007

POLMONE, NELLA TAC SPIRALE LA TECNICA DEL FUTURO. LA DIAGNOSI PRECOCE ALLUNGA LA VITA DI 10 ANNI

L’Istituto Regina Elena di Roma tra i principali partner della ricerca. Il prof. Giunta: “E’ forse questo il momento di sensibilizzare le istituzioni per dare il via a campagne di screening in soggetti a rischio per cancro del polmone”

Roma, 2 novembre 2006 – Come per altre patologie tumorali la diagnosi precoce del cancro del polmone si è rilevata l’elemento fondamentale, in grado di allungare la sopravvivenza fino a 10 anni quando il tumore viene rilevato allo stadio iniziale. È questo il risultato che emerge dallo studio multicentrico I-ELCAP (International- Early Lung Cancer Actio Program) condotto su 31.567 persone a rischio perché forti fumatori attraverso l’utilizzo della TAC spirale a bassa dose, metodica che ha permesso di individuare 484 lesioni tumorali al polmone, di cui l’85% (412) al primo stadio. L’importante trial internazionale pubblicato il 26 ottobre sul New England Journal of Medicine, è stato condotto da un gruppo di ricercatori del New York Presbyterian Hospital-Weill Cornell Medical Center, iniziato nel 1993 e a cui hanno partecipato 38 istituti di sette diversi Paesi, tra cui, per l’Italia, l’Istituto Regina Elena di Roma, tra i principali collaboratori del progetto. “La portata di questo studio – spiega il Prof. Salvatore Giunta, dirigente radiologo della Struttura Complessa di radiologia e diagnostica per immagini (Direttore: Dott. M. Crecco) dell’ospedale romano – è rivoluzionaria. Basti pensare che il 95% circa dei malati di tumore al polmone nel mondo muore ogni anno per una mancata diagnosi precoce. La malattia è tuttavia curabile se viene diagnosticata e trattata chirurgicamente al primo stadio. Scoprire il tumore del polmone in questa fase significa, come dimostrato dalla ricerca, poter garantire ai pazienti un periodo di sopravvivenza mai ottenuto prima”. “Sono risultati realmente straordinari – afferma il Prof. Francesco Cognetti, Direttore Scientifico dell’Istituto Regina Elena – e siamo orgogliosi di aver partecipato con il nostro Istituto a questo importantissimo studio. Infatti in un tumore in cui la terapia offre effetti modesti, ottenere un 92% di sopravvivenza a 10 anni con questa tecnica diagnostica rispetto alla sopravvivenza inferiore al 15% dei soggetti diagnosticati sulla base della comparsa dei sintomi è un importante avanzamento”.

I partecipanti sono stati selezionati in base all’età (più di 40 anni) e al rischio di contrarre la malattia (fumo attivo e passivo e fattori ambientali). Dei 412 malati con lesioni tumorali individuate al I stadio grazie alla tac spirale, otto hanno rifiutato di sottoporsi a terapie e sono morti entro cinque anni; 29 sono stati curati con chemioterapia o radioterapia e 375 sono stati operati, 312 entro un mese dalla diagnosi. In questi ultimi la sopravvivenza a 10 anni è stata rilevata nel 92%: un dato straordinario. “Riteniamo – afferma la Prof.ssa Claudia Henschke, coordinatrice della ricerca e professore di Radiologia e chirurgia al Weill Cornell Medical College – che il nostro studio dimostri con straordinaria evidenza che lo screening con Tac spirale a bassa dose offre una nuova speranza per milioni di persone a rischio per questa malattia e potrebbe ribaltare la percentuale di morti per cancro al polmone”.
In Italia si registrano ogni anno circa 46.000 casi di cancro al polmone (circa 197.000 in Europa e 173.000 negli Usa) e con percentuale di mortalità superiore a quella rilevata nei tumori al seno, prostata e colon considerati complessivamente. La diagnosi precoce con Tac spirale può invertire questi dati negativi. Questa indagine, ricostruisce il polmone a strati di 1 mm e consente di rilevare noduli millimetrici che possono essere l’espressione di un cancro in una fase precoce. L’esame che non è invasivo, non prevede l’uso di mezzo di contrasto e dura meno di 20 secondi, utilizza le radiazioni ionizzanti a bassissima dose, paragonabili a quelle relative ad un volo intercontinentale. “Alla luce dei risultati di questo lavoro – continua il Prof. Giunta – è forse il momento di sensibilizzare le Istituzioni ad avviare campagne di screening del cancro del polmone con Tac spirale in soggetti a rischio come già è stato fatto con la mammografia per il cancro alla mammella e la colonscopia per il cancro del colon. Oltre a salvare la vita di molte persone, si otterrebbe anche un risparmio economico notevole poiché la chirurgia del I stadio ha un costo pari alla metà rispetto al trattamento dello stadio avanzato”. “La Tac spirale – conclude il prof. Giunta – si è dimostrata oramai la tecnica di elezione per la diagnosi precoce del tumore del polmone ed è necessario passare alla fase applicativa su vasta scala. Ricordiamo che l’Istituto Regina Elena collabora ormai da anni nella diagnosi precoce del cancro polmonare con Tac spirale con la Cornell University e gli altri 38 centri che si riuniscono nell’‘I-ELCAP’, l’International Early Lung Cancer Action Program. È però importante ricordare che questo studio è il risultato di un lavoro di gruppo e deve essere effettuato in centri specializzati, con specifica esperienza nel settore. Infatti il successo di questo studio deve essere attribuito all’intero processo diagnostico – terapeutico che comprende oltre ad uno specifico percorso radiologico, il trattamento chirurgico precoce ed ulteriori procedure mediche con l’apporto dell’anatomo-patologo, dello psicologo e dello broncopneumologo”. “Sono in corso – conclude il Prof. Cognetti – anche valutazioni presso il nostro Istituto su eventuali markers biologici in grado di discriminare tra lesioni benigne e maligne ed evitare successivi esami invasivi dopo la scoperta di un nodulo (falsi positivi)”. L’équipe italiana dell’ Istituto Regina Elena di Roma che ha partecipato alla ricerca è formata, tra gli altri, oltre che dal prof. Salvatore Giunta, dal prof. Francesco Facciolo (chirurgia toracica), dal Dr. Paolo Visca (anatomia patologica diretta dal Prof. R. Perrone Donnorso), dalla Dott.ssa Patrizia Pugliese (psicologia) e dal Dr. Vincenzo Cilenti (fisiopatologia respiratoria).
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