domenica, 18 ottobre 2026
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23 Agosto 2004

“PNAS” PUBBLICA UN LAVORO DELL’ UNIVERSITA’ DI MODENA SU CELLULE STAMINALI

Roma, 13 agosto 2004 – Rigenerare sia le cellule del sangue sia quelle delle ossa e della cartilagine oggi è possibile, grazie alle cellule staminali adulte prelevate dal midollo osseo e trapiantate in un donatore compatibile. Per indagare questa possibilità il dottor Massimo Dominici, dell’Università di Modena, in collaborazione con Edwin Horvitz del S. Jude Children Hospital di Memphis, ha condotto uno studio, realizzato su topi, che e’ stato pubblicato sulla rivista americana Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences).”Grazie a questa ricerca – ha spiegato il dottor Dominici – abbiamo ora la certezza che queste cellule staminali adulte del midollo giocano un ruolo nella rigenerazione di alcuni tessuti. Lo studio potrà avere applicazioni cliniche positive anche per quei malati di tumore che sviluppano metastasi alle ossa”. La ricerca continuerà presso il Laboratorio di Biologia Cellulare e Terapie Oncologiche Avanzate del Dipartimento diretto dal prof Pierfranco Conte.
I ricercatori hanno manipolato in provetta alcune cellule staminali prelevate dal midollo osseo dei topi inserendo un virus-bandierina che si integra permanentemente nel genoma. In questo modo si può seguire l’evoluzione delle staminali e il percorso anche nelle cellule figlie dopo aver trapiantato cellule in un topo compatibile. Così i ricercatori hanno osservato la presenza del virus-bandierina sia nelle cellule progenitrici del sangue sia in quelle delle ossa e della cartilagine. ”E’ come se i nostri globuli bianchi e gli osteociti siano originati da una medesima cellula staminali midollare madre dopo trapianto – ha spiegato Dominici. La natura di queste cellule staminali non e’ ancora del tutto chiarita; si tratta presumibilmente di cellule identificate con l’antigene sca-1 (stem cell antigen-1)”. ”Questo tipo di cellule staminali – ha sottolineato Conte – hanno alcuni vantaggi rispetto alle altre: non sono di origine embrionale, possono essere estratte anche da tessuto adiposo e sono facilmente coltivabili e manipolabili geneticamente”. Cosi’ mentre in autunno a Memphis comincera’ uno studio con l’utilizzo di queste cellule staminali su bambini affetti da una grave malattia delle ossa (osteogenesi imperfetta) che procura continue fratture, a Modena si sta tentando di utilizzarle per inserire dentro di esse geni che inducono ma morte cellulare nelle cellule tumorali.
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