venerdì, 3 febbraio 2023
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21 Maggio 2010

PILLOLA: PER 8 ITALIANE SU 10 MIGLIORA LA SESSUALITÀ. BOOM FRA LE UNDER 25, MA LA USANO ANCHE LE 50ENNI

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L’Aja, 21 maggio 2010 – L’anticoncezionale per eccellenza festeggia mezzo secolo e, nelle nuove formulazioni, è sempre più apprezzato a tutte le età. Le giovani la premiano e le mamme concordano: l’81% la considera sicura

La pillola giova alla donna e alla coppia: l’80% delle italiane è convinta che grazie a questo contraccettivo la sua vita sessuale sia migliorata. Ed è d’accordo anche la larga maggioranza di chi non l’ha mai utilizzata nel passato per paura degli ormoni (31%), perché il partner era contrario (27%) o per motivi religiosi (19%). Oggi una su due è pentita di questa scelta e l’81% è convinta che le nuove formulazioni siano sicure, da consigliare alle figlie. I dati dimostrano che sempre più donne le scelgono anche per risolvere fastidiosi problemi femminili. Fra le giovanissime si registra in Italia, come già negli USA, un boom di Yaz, efficace nel contrastare acne e cellulite e nel curare la sindrome premestruale. Molto amata pure la bio-pillola Klaira, usata a tutte le età e addirittura per un 2% dalle donne dopo i 50. La pillola è dunque considerato un prezioso alleato della salute fisica e sessuale, rispettivamente dal 78% e dal 57% di utilizzatrici e non. Sono i risultati del sondaggio condotto nella prima metà di maggio 2010 dal progetto “Scegli tu” della Società Italiana di Ginecologia e Ostericia (SIGO), presentati oggi al Congresso Europeo della Contraccezione dell’Aja. Le oltre 600 italiane intervistate, tutte dai 40 anni in su, esprimono un giudizio positivo. “Si è parzialmente modificato l’atteggiamento della società ma soprattutto sono cambiate le pillole – afferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano – . Chi le ha usate 30 o più anni fa, infatti, per una maggior tranquillità (91%) e frequenza (71%) di rapporti sessuali, ha però sopportato in molti casi effetti indesiderati come ritenzione idrica (83%) o aumento di peso (51%), oggi superati grazie a dosaggi ridotti e nuove formulazioni. Siamo in lento recupero ma le percentuali di utilizzo sono ancora molto basse, pari al 16.3%. Una buona notizia è che la crescita d’uso della pillola nelle adolescenti si è tradotta nel 2009 nella riduzione del 4,7% della contraccezione d’emergenza, per la prima volta dopo anni di crescita ininterrotta di utilizzo. Un dato di efficacia che premia anche l’impegno di SIGO sul fronte dell’educazione sessuale, sentimentale e contraccettiva delle italiane più giovani. All’Aja si celebrano i 50 anni della pillola, sbarcata negli USA il 9 maggio 1960, ma in Italia si è dovuto attendere il 1971 per poterla utilizzare liberamente: prima la contraccezione era proibita dall’art. 553 del Codice Penale. “È a ragione considerata la più importante rivoluzione del XX secolo – spiega il prof. Pier Giorgio Crosignani dell’Università di Milano –. Ha permesso alle donne di scegliere come e quando diventare madri migliorando così le loro possibilità di autonomia e la stessa aspettativa di vita”. In questi decenni la ricerca non si è mai fermata: “Oggi siamo riusciti ad ottenere vantaggi sia fisici che psicologici, ad esempio contro gli sbalzi d’umore – aggiunge la prof.ssa Anna Maria Paoletti, ginecologa dell’Università di Cagliari – massimizzati nella nuova pillola al drospirenone con 24 confetti invece dei “classici” 21. Ma si è anche ridotto al minimo l’impatto sul corpo. L’estrogeno naturale, è particolarmente apprezzato proprio perché le donne non avvertono questa pillola come estranea”.
I dati presentati dagli oltre 3.000 esperti internazionali riuniti all’Aja dimostrano che in larga parte del mondo la contraccezione resta però un bisogno negletto: 80 milioni di donne subiscono gravidanze indesiderate ogni anno, 20 milioni rischiano l’aborto e 68.000 muoiono a causa delle complicazioni di questo intervento. Il ricorso alla pillola è estremamente diversificato anche nel Vecchio Continente e va dai livelli record dell’Olanda (circa il 50% delle donne la usa) al nostro “misero” 16,3%. “In compenso siamo al sesto posto in Europa per consumo di contraccezione di emergenza – afferma la Graziottin – 381.000 confezioni utilizzate nel 2008, con una prima inversione di tendenza nel 2009. Una situazione grave, da affrontare con decisione. Se la paura degli ormoni è un po’ svanita, restano troppi pregiudizi, distorsioni ideologiche e tabù che da anni ci sforziamo di combattere, anche attraverso progetti educazionali come “Scegli tu” (www.sceglitu.it) per un’informazione scientifica completa in tema di contraccezione e salute riproduttiva”. Un analogo progetto condotto negli anni ’90 dal Ministero della Salute nei Paesi Bassi, mirato ad una protezione combinata con contraccezione ormonale e preservativo (il “doppio olandese” appunto), ha permesso di ridurre drasticamente gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili (MST). Ma, come risulta da precedenti indagini della SIGO, in Italia la prima volta è ancora oggi senza precauzioni per il 37% delle ragazze. Meno di un giovane su 4 (22%) si sente completamente a proprio agio quando parla di contraccezione con il proprio partner, percentuale che si riduce ulteriormente se consideriamo le sole ragazze (18%). La prima fonte di informazioni e consigli su questo tema sono le amiche (76%) seguite dalla mamma (37%) ma è alta la percentuale di chi decide da sola (34%). “Questi dati, messi a confronto con il sondaggio fra le donne ultraquarantenni, dimostrano che certe attitudini sono profondamente radicate – spiega la Paoletti –. Anche allora prendere la pillola era una scelta quasi esclusivamente della donna, spesso contro il parere del partner (in un caso su 4) e della madre (il 46% disapprovava)”. Non a caso il titolo del meeting dell’Aja è “Cultura, Comunicazione, Contraccezione” uno slogan che fa espresso riferimento alla necessità di ripensare la salute sessuale e riproduttiva, anche nell’ottica multietnica che caratterizza oggi il nostro continente. “Una diversità che va letta come una sfida stimolante – conclude il prof. Crosignani –. Il compleanno della pillola ci offre l’opportunità di una riflessione globale sul suo impatto nella nostra società e non possiamo che tracciare un bilancio decisamente positivo. Ci attendiamo dal futuro nuove evoluzioni, sempre più orientate a rispondere ai bisogni della donna e capaci di migliorare la salute femminile, come è già avvenuto in questi anni nei confronti di problemi diffusi ed invalidanti come l’endometriosi o le mestruazioni abbondanti”.

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