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21 Aprile 2022

PEDIATRI DI FAMIGLIA: D’AVINO, “INSIEME A FNOMCeO PER CHIEDERE UNA RIFORMA DELLA SANITÀ IN 20 PUNTI. LA PROSSIMITÀ RESTI CENTRALE”

Il Presidente FIMP: “Non sprechiamo questa crisi. Il modello del Pediatra di Libera Scelta vincente nella sua autonomia e nel rapporto fiduciario con i genitori. Pronti a fare la nostra parte, ma è necessario garantire sostenibilità alle misure adottate nel PNRR. Altrimenti avremo cattedrali nel deserto”.

Roma, 21 aprile 2022 – Si è svolta stamane a Roma, alla presenza del Ministro della Salute Roberto Speranza, la prima “Conferenza nazionale sulla Questione Medica”, indetta dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, insieme alla FIMP e ad altre organizzazioni. “Non sprechiamo la crisi aperta con la pandemia – ha affermato il Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Antonio D’Avino -. Oggi condividiamo con FNOMCeO una proposta di riforma della Sanità in 20 punti, sottoscritta da 15 sigle sindacali mediche e odontoiatriche. Partiamo dalla centralità della prossimità e dalla necessità di salvaguardare il modello specifico del Pediatra di Libera Scelta, individuato dalle famiglie nell’ambito di un rapporto fiduciario, figura indispensabile per garantire la crescita di un bambino sano. La carenza dei medici va affrontata eliminando il tetto al fondo 2004 (- 4%), raddoppiando le borse per la Formazione Specifica e aumentandone l’attrattività, con l’obiettivo di una corretta programmazione degli organici. Dobbiamo inoltre definire le risorse economiche per i rinnovi dei CCNL e degli ACN per il personale medico, anche attraverso lo sblocco del tetto di spesa del salario accessorio e la certezza attuativa dei contratti decentrati, in sintonia con i nuovi modelli organizzativi e strutturali della Sanità previsti dal PNRR. Occorre prevedere, per i dipendenti del privato, accordi contrattuali omogenei all’interno del SSN. Assicurare il benessere psicofisico di tutti i medici sarà possibile garantendo adeguato personale sanitario e amministrativo. Appare doveroso il riconoscimento della condizione di lavoro usurante e l’incremento del Fondo specifico per valorizzare le competenze dei medici del Servizio 118 e del Pronto Soccorso, nonché il riconoscimento normativo delle attività professionalizzanti e assistenziali dei colleghi in formazione. Altro tema è quello del completamento orario per il pieno utilizzo di tutte le risorse professionali convenzionali del SSN nel territorio, ad esempio con l’aumento del monte ore della specialistica ambulatoriale. Dovrà inoltre essere aperto un Tavolo di confronto permanente tra Ministero della salute e FNOMCeO, per valorizzare il ruolo medico in cinque passaggi: deburocratizzando l’atto medico (Piani Terapeutici) e semplificando le procedure autorizzative per l’esercizio della libera professione; valorizzando il ruolo sociale del medico anche attraverso provvedimenti normativi; assicurando maggiore incisività alla Professione nella governance del SSN; salvaguardando l’autonomia professionale; tutelando l’atto nei processi di Telemedicina. Chiediamo inoltre l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla tutela dei diritti e delle condizioni lavorative dei medici con le organizzazioni sindacali presso il Ministero della Salute e il riconoscimento della peculiarità della condizione femminile nei CCNL, negli ACN e nella Professione medica. Vogliamo sicurezza nei luoghi di lavoro, il riconoscimento del burn out come malattia professionale e la revisione dei percorsi di formazione da orientare nella presa in carico e nella cura della persona nella sua specificità, piuttosto che soltanto nell’approccio generalizzato alla malattia. Pensiamo inoltre sia necessario valorizzare l’appropriatezza nel SSN, individuare la Stp (società tra professionisti) come l’unica modalità di esercizio dell’attività medica e odontoiatrica, garantire ai professionisti le stesse opportunità previste per la piccola e media impresa e integrare le risorse e gli attori della sanità (Medici e Pediatri di Famiglia, ospedali e Case di Comunità, il Distretto, le strutture accreditate esterne e la Libera professione), in modo da valorizzarle e sfruttarne tutti i punti di forza. Infine sosteniamo la richiesta della FNOMCeO, di ampliare i LEA in Odontoiatria e di favorire la libera scelta del medico curante anche nei percorsi di cura erogati dalle assicurazioni e dalla sanità integrativa”.

“Il Pediatra di Libera Scelta – ha concluso D’Avino – lavora in sinergia con la Famiglia, primo nucleo responsabile della salute neonato, con il ruolo di coautore della salute del bambino e dell’uomo e della donna di domani. Non dobbiamo dimenticarlo e dobbiamo proteggere questa condizione di autonomia che garantisce anche la continuità terapeutica. Alfabetizzazione sanitaria, prevenzione, alimentazione, cura delle patologie e tutela della salute sono nelle mani della Pediatria di Famiglia. Faremo la nostra parte, ma perché le indicazioni contenute nel DM 71 non rimangano un libro dei sogni e, per esempio, le costituende Case di Comunità non restino cattedrali nel deserto, è necessaria un’importante allocazione e una seria pianificazione delle risorse, in una prospettiva di solida sostenibilità”.

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