venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
13 Marzo 2008

PAZIENTI E ONCOLOGI SODDISFATTI, L’ASSISTENZA COSTA MENO. MA NELLE UNIVERSITÀ ITALIANE NON SI INSEGNA A COMUNICARE

sez,556

Un rapporto di fiducia è una risorsa per l’intero sistema: migliora l’adesione alle terapie e riduce il contenzioso legale. Operatori sanitari, associazioni, aziende e media a confronto

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Roma, 13 marzo 2008 – Investire nella relazione medico-paziente può aiutare a ridurre i costi oncologici. Sembra una provocazione ma i dati della letteratura internazionale e di un progetto pilota italiano dimostrano che una comunicazione efficace aumenta la soddisfazione e la compliance del malato oncologico, migliora la soddisfazione del medico, aiuta a prevenirne il “burn out” e a ridurre le controversie medico legali. La buona comunicazione come risorsa per il sistema sanitario è l’oggetto del convegno che si svolge oggi all’Istituto Regina Elena di Roma, alla presenza di specialisti, associazioni di pazienti, psicologi, aziende e rappresentanti dei media. “Un’occasione per favorire il confronto fra le diverse figure professionali e le esperienze realizzate – spiegano i due presidenti del convegno, il prof. Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica A dell’IRCCS Regina Elena di Roma e il prof. Pierfranco Conte, responsabile del Dipartimento integrato di oncologia ed ematologia dell’Università di Modena-Reggio Emilia –. Il nostro obiettivo è stimolare una riflessione su quali devono essere le priorità del sistema e denunciare l’arretratezza in cui versa il nostro Paese: in Italia, infatti, la comunicazione non fa ancora parte della preparazione professionale degli oncologi”. Da una recente indagine, che ha coinvolto tre istituti di eccellenza, l’ IFO Regina Elena di Roma, l’Istituto nazionale dei Tumori di Milano e il Policlinico-Universitario di Modena, risulta che circa il 60% dei professionisti considera la propria formazione universitaria su questo tema poco adeguata (un ulteriore 10% per nulla adeguata) e solo uno su tre ha avuto la possibilità di seguire corsi ECM dedicati.

Il progetto pilota, presentato oggi come una delle esperienze italiane più significative, ha coinvolto oltre cento donne con tumore del seno, selezionate per tipo di trattamento (chemioterapia, ormonoterapia, terapie biologiche). A ciascuna è stato somministrato un questionario diviso per macroaree: il linguaggio (“le parole del cancro”), i tempi e le modalità della visita, il rapporto con il medico, gli effetti delle terapie nella vita sociale ed affettiva del paziente (i problemi più frequenti, l’imbarazzo). Un analogo questionario, con un focus aggiuntivo sulla formazione, è stato somministrato anche agli oncologi che si occupano di tumore del seno. “I risultati sono stati decisamente positivi per quanto riguarda le donne, in generale soddisfatte del rapporto con il proprio medico – afferma il prof. Cognetti – a sorpresa invece sono stati proprio gli specialisti a lamentare una scarsa preparazione sul tema e a chiedere interventi formativi dedicati e maggiore attenzione per la comunicazione”.
Il Convegno si tiene al Centro Congressi degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO) Regina Elena di Roma, centro di eccellenza nazionale in oncologia: “il Consiglio di Indirizzo e Verifica da me presieduto – sottolinea il prof. Giuseppe Petrella – ha stabilito tra le priorità le iniziative multidisciplinari che vadano a rafforzare la centralità del paziente. Tutto nei nostri istituti deve essere orientato alla massima umanizzazione della relazione medico-malato-familiari-operatori. Sono molte le iniziative che abbiamo messo in cantiere per favorire l’ascolto e la comunicazione e l’evento di oggi rappresenta un tassello di un ampio lavoro che dovremo portare aventi tutti insieme”. Altre esperienze significative presentate nel Convegno sono quella del gruppo C.A.R.E. (Comunicazione Accoglienza Rispetto Empatia) composto da un’equipe di multidisciplinare con l’obiettivo di realizzare un manuale sulla qualità della relazione professionale e sulle capacità di accoglienza nella cura dei tumori, e quella del progetto “Accompagnarsi nelle storie di malattia oncologica” promosso dalla Fondazione Michelangelo. La seconda fase della mattinata è invece dedicata ad esaminare il ruolo dei vari attori del processo di comunicazione. “Accanto all’oncologo esistono una serie di altre figure determinanti nel modo di costruire rapporto del paziente con la sua malattia – afferma il prof. Pierfranco Conte – : i familiari, gli psicologi, il medico di medicina generale, ma anche i media. Il nostro compito è anche promuovere una corretta informazione e “fare cultura” affinché muti l’atteggiamento dominante nei confronti del tumore. Insegnare che non si deve più considerare una malattia incurabile perché si sono compiuti enormi progressi e per alcuni tipi di cancro, come quello del seno, la percentuale di persone che riescono a guarire è quasi dell’ 80%”. In questo processo culturale anche le aziende farmaceutiche possono rivestire un ruolo fondamentale, ponendosi a fianco dei medici nel sostegno di un “percorso” di comunicazione a tutto vantaggio dei pazienti. “Sanofi-aventis è la prima azienda farmaceutica in Italia e considera irrinunciabile la propria funzione di elemento coagulante per iniziative di questo tipo – spiega Arturo Zanni, Deputy General Manager sanofi-aventis Italia. La nostra visione presuppone di essere a fianco dei medici e dei pazienti non solo per offrire farmaci efficaci e sicuri, ma anche per favorire l’interscambio di informazioni necessario per il miglioramento dell’approccio “olistico” al malato di tumore”.
Il convegno è stato realizzato grazie a un grant istituzionale di sanofi-aventis.
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