giovedì, 22 gennaio 2026
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14 Maggio 2025

ONE HEALTH, NASCE IL PRIMO “GLOBAL CURRICULUM” PER I PROFESSIONISTI GLI ESPERTI: “SEMPRE PIU’ COLLEGATI AMBIENTE, SALUTE UMANA E ANIMALE”

Le nuove Linee Guida nascono durante la Seconda Edizione del Forum sulla One Health e si pongono l’obiettivo di fornire indicazioni precise per interconnettere le diverse discipline coinvolte

Roma, 14 maggio 2025 – Nasce nel nostro Paese il primo “Global Curriculum in materia One Health”. Si tratta di un percorso formativo codificato per coniugare diversi ambiti multidisciplinari e formare esperti sull’interdipendenza tra la salute umana, quella animale e il benessere dell’ecosistema. Un approccio fondamentale e ormai imprescindibile in un mondo dove i professionisti della medicina, della veterinaria e dell’ambiente devono collaborare per trovare soluzioni condivise. Le “Linee Guida” per il nuovo Curriculum sono state elaborate da una Faculty di oltre 70 scienziati durante la Seconda Edizione del Forum sulla One Health. L’evento ha visto la partecipazione di esperti da tutta Italia e si è tenuto oggi a Roma. Entrambe le iniziative sono state promosse da One Health Foundation.

“Siamo orgogliosi di presentare un documento frutto di una consensus che intende formare una nuova categoria di professionisti ­ afferma Rossana Berardi, Presidente di One Health Foundation ­. La One Health dovrebbe, infatti, interconnettere diverse discipline ma al momento non esistono ancora delle indicazioni precise in merito al percorso formativo. Stiamo colmando questa lacuna grazie al prezioso supporto di rinomati esperti provenienti dal mondo dell’accademia, delle Istituzioni sia sanitarie che politiche, di imprenditori e rappresentanti dei pazienti. Ognuno ha fornito un contributo affinché le Linee Guida formative tengano conto dei molteplici punti di vista. Fondamentale a nostro avviso deve essere il tema della prevenzione delle gravi patologie che è possibile e soprattutto non più rinviabile”. “L’approccio One Health si pone molti obiettivi, tra cui quello di garantire la sostenibilità dei diversi sistemi sanitari nazionali ­ aggiunge Giovanni Leonardi, Capo del Dipartimento One Health del Ministero della Salute ­. In tutto il mondo molti casi di malattie sono legate a fattori ambientali il cui impatto può essere ridotto. I corretti stili di vita possono prevenire fino al 40% dei casi di cancro e l’insorgenza di molte altre patologie come, per esempio, quelle cardiovascolari o respiratorie. Dobbiamo perciò puntare maggiormente sulla formazione di personale medico-sanitario che possa avere una visione globale della salute”.

Durante il Forum di Roma sono stati avviati otto tavoli di lavoro su altrettante aree tematiche di competenza: 1. Formazione (coordinatore Vincenzo Caputo) 2. Leadership e Management delle organizzazioni (Giuseppe Quintavalle) 3. Comunicazione e coinvolgimento della comunità (Mauro Boldrini) 4. Principi Etici (Nicla La Verde) 5. Economia e Sostenibilità (Attilio Bianchi) 6. Gestione dei dati, Biostatistica e informatica (Alessandro Delle Donne) 7. Networking (Rossana Berardi) 8. Ricerca (Roberto Danovaro), sotto il coordinamento metodologico di Roberto Papa. “Ogni tavolo ha contributo alla stesura del Curriculum in base alle proprie competenze ­ prosegue Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1, Referente Rapporti Istituzionali e Referente Area Centro del Progetto ­. L’approccio One Health è relativamente recente ma tuttavia si è evoluto in seguito ai continui progressi delle conoscenze scientifiche. Riscontriamo anche una maggiore consapevolezza delle diverse e sempre più sofisticate interdipendenze che caratterizzano la vita sul nostro Pianeta”. “Seguendo il paradigma bisogna favorire il più possibile la collaborazione interprofessionale e interdisciplinare ­ conclude Mauro Boldrini, Vice Presidente One Health Foundation ­. L’approccio One Health va poi comunicato in modo corretto non solo agli addetti ai lavori ma anche all’intera cittadinanza che deve comprendere l’importanza delle interconnessioni tra ambiente, uomini e animali. È questo uno degli obiettivi che ci siamo posti di realizzare in Italia come One Health Foundation”.


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