martedì, 24 novembre 2020
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28 Aprile 2004

ONCOLOGIA, IN ITALIA “ECCELLENTE” 1 STRUTTURA SU 2. IL SUD RIALZA LA TESTA: NEL MERIDIONE I PROGRESSI MAGGIORI

sez,320

Presentata a Roma la seconda edizione del Libro Bianco AIOM. In tre anni sono quintuplicate le attrezzature diagnostiche di primo livello. Maggiore disponibilità di posti letto, di personale medico e paramedico e di servizi

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Roma, 20 aprile 2004 – Sono oltre il 50% le strutture oncologiche italiane che oggi rispondono ai criteri d’eccellenza, che hanno cioè la disponibilità delle più sofisticate apparecchiature diagnostiche, in grado di identificare un tumore sin dai primissimi stadi di formazione. La TAC spirale è presente in 9 centri su 10, la Risonanza Magnetica in 7 su 10, la PET, che nel 2001 era ancora “in fase di acquisizione” in molte strutture, ora funziona nel 10% dei centri, la metà dei quali ha anche in dotazione un laboratorio di biologia molecolare. Solo tre anni fa questa percentuale oggi del 50 era ferma al 9,3%: in pratica meno di una struttura su dieci poteva considerarsi al top. Ad attestare questa ‘accelerazione’ sono i risultati del censimento 2003 di tutte le strutture oncologiche italiane, raccolti nella seconda edizione del Libro Bianco dell’AIOM. Presentato oggi al CNR dai vertici dell’Associazione e dal ministro della Salute Girolamo Sirchia, il volume tratteggia una realtà in grande evoluzione: aumentano i posti letto in Day Hospital (+30%), più che triplicati i servizi di terapia del dolore, assistenza psicologica e domiciliare, passati da 2 centri su 10 del 2001 agli attuali 7 su 10. In salita anche il numero degli infermieri specializzati (+25%) e dei medici oncologi (+6%); per molti camici bianchi è arrivato il sospirato contratto, con un calo del 60% dei precari (borsisti e dottorandi). Entrando nello specifico, i progressi maggiori si sono registrati al Sud, nonostante minori risorse e finanziamenti: nel 2001 nemmeno 7 strutture su 100 (6,7%) potevano contare su un’apparecchiatura diagnostica d’eccellenza, oggi è presente in una su due.

“Con il nuovo volume, frutto di due anni di lavoro – spiega Roberto Labianca, presidente AIOM – mettiamo a disposizione della comunità scientifica e istituzionale una miniera di dati aggiornati e aggregati per aree geografiche e Regioni. Dati che non solo ridisegnano la mappa dell’oncologia italiana, ma ne testimoniano i cambiamenti che si sono ormai imposti e vanno radicandosi: dall’organizzazione delle competenze ai criteri di governance delle Istituzioni sanitarie, alla valutazione e comparazione dei rapporti costi-benefici, in considerazione delle risorse disponibili. In questa nuova edizione trovano quindi spazio capitoli riguardanti i centri di costo, l’organizzazione amministrativa-manageriale e la farmacoeconomia”.
La nuova pubblicazione ha inoltre il merito di aver ampliato il campione delle strutture censite, passate da 280 a 319, un numero ormai vicinissimo a quello globale: i servizi di cura oncologica attualmente presenti nel nostro Paese sono infatti stimati in 400 unità. Questo, oltre ad un confronto con il precedente censimento, offre la possibilità di considerazioni più pertinenti della realtà. “Dal confronto con il primo censimento del 2001 – sottolinea ancora Labianca – spiccano i notevoli progressi delle strutture del Meridione, che hanno colmato il divario esistente con le altre zone del Paese, quando non l’hanno addirittura superato. E’ il caso della disponibilità di medici oncologi e di psicologi, un binomio fondamentale per assicurare cure e assistenza: il Sud ha scavalcato il resto del Paese con quasi 4 oncologi (3,8) per struttura, contro i 3,6 di Nord e Centro. Nel 2001 i rapporti erano invertiti e le medie ovunque più basse: 3,2 al Sud, 3,3 al Centro, 3,5 al Nord. Gli psicologi sono invece 1,6 per struttura al Sud (erano 0,2 nel 2001) contro 1,3 di Centro e Nord (erano rispettivamente 0,5 e 0,4 nel 2001)”.
Altri dati dimostrano la ‘riscossa’ del Meridione: “Al Nord – aggiunge Carmelo Iacono, segretario nazionale AIOM – 4 strutture radioterapiche su 10 hanno posti letto, mentre al Sud sono quasi 6 su 10; la terapia del dolore, eseguita in 2 strutture su 10 nel 2001, oggi è somministrata in 6 (62%) centri su 10, percentuale ormai simile a quella del Nord (67,5%). Considerando poi che nel 2001 le strutture oncologiche dov’era possibile seguire cicli di riabilitazione erano solo il 4%, cioè in 1 centro ogni 20, e che oggi sono 3 su 10, i progressi possono considerarsi rilevanti anche in questo ambito”.
In ogni caso la ‘guardia’ contro il cancro rimane alta, come testimonia l’impegno dei 2.000 medici dei centri italiani che nel 2002 hanno effettuato 1.200.000 visite, 600 all’anno per ogni camice bianco, il 14,5% in più rispetto al 1999 (+400 visite per struttura), ricoverando per accertamenti o cure 300 mila persone, delle quali solo la metà, per fortuna, è risultata avere un tumore.
“Le strutture italiane – continua Marco Venturini, tesoriere AIOM – hanno compiuto passi importanti anche per quanto riguarda l’archiviazione e la gestione elettronica dei dati clinici e l’informazione su internet: quasi la metà dei centri – precisamente il 48% – utilizza una cartella parzialmente informatizzata; 3 centri su 10 hanno un proprio sito web, erano 2 su 10 nel 2001. In questo caso il progresso del Sud è notevole: i siti web delle strutture Meridionali sono addirittura triplicati passando da 1 a quasi 3 centri su 10 (dal 10,6 al 28,1%) ponendosi così al medesimo livello delle altre aree del Paese e scavalcando il Centro. Un segnale in più di come la forbice Nord-Sud si stia rapidamente restringendo, pur se rimangono molte cose da fare. Ad esempio per la disponibilità di posti letto in Day Hospital: nel Meridione si registra un -30% rispetto a Nord e Centro”. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha avuto parole d’elogio per l’iniziativa. “Il nuovo censimento – sostiene – testimonia come in campo oncologico il nostro Paese abbia raggiunto risultati di grande rilievo in termini di diagnosi e terapia, grazie anche all’elevata professionalità dei nostri oncologi medici e al miglioramento dell’assistenza. Il Libro Bianco dell’Oncologia Italiana costituisce un valido strumento dal quale trarre informazioni aggiornate sulla realtà italiana in campo oncologico”.
“La partecipazione a questo importante progetto – spiega Giacomo Di Nepi, Amministratore delegato di Novartis, che ha reso possibile la pubblicazione – è parte di un impegno complessivo della nostra azienda, volto a creare alleanze costruttive con le Istituzioni e la rete dei centri oncologici italiani, per rendere il nostro sistema sanitario competitivo, al pari dei Paesi più avanzati, nella ricerca clinica. Un numero sempre maggiore di centri di eccellenza, infatti, consente da un lato di rendere disponibili innovazioni terapeutiche ai pazienti italiani in tempo reale, dall’altro di attrarre sempre maggior risorse verso il settore della ricerca, chiave di sviluppo futuro per il nostro Paese”.

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