mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
21 Marzo 2006

ONCOLOGIA, AL SUD TROPPO POCHI INVESTIMENTI

Si è aperto oggi il II congresso scientifico “Le nuove grandi frontiere dell’oncologia” a Valderice (Tp)

Trapani, 11 febbraio 2005 – “Al sud si registra una minore incidenza di malattie oncologiche ma attualmente si sopravvive di meno al cancro. Questo non significa che le strutture sanitarie siciliane non funzionano”. Dati alla mano il dott. Carmelo Iacono, segretario nazionale dell’AIOM (associazione italiana oncologia medica) ha dimostrato stamattina, nel corso della relazione di apertura del II congresso scientifico “Le nuove grandi frontiere dell’oncologia” in corso di svolgimento a Valderice (Tp), che la mortalità oncologica non dipende da un deficit di strutture e capacità professionali dei medici ma dagli investimenti economici in materia di sanità. Al sud si investe di meno e si muore di più. “La sopravvivenza al cancro, come dimostrato da uno studio europeo (EUROCHIP), è strettamente legata a fattori socio-economici tra cui il prodotto interno lordo e la spesa sanitaria pro-capite. Nei paesi a prodotto interno lordo più basso vi è minor incidenza di tumori ma una maggiore mortalità. Purtroppo al sud d’Italia si sono avuti minori investimenti e si è avuta una scarsa capacità di spesa dei finanziamenti ricevuti. Maggiori investimenti significa maggiore possibilità di prevenzione, di diagnosi precoce, di cure speciliazzate. E’ compito del politico riflettere su questi dati ed utilizzarli per una corretta programmazione sanitaria regionale che consenta di recuperare il residuo gap tra la Sicilia e le regioni del nord”.
Sono circa 70.000 i casi prevalenti di tumore in Sicilia nel 2002 di cui 20.000 nuovi casi e di questi soltanto 259 hanno fatto ricorso a cure all’estero. Il dato è molto significativo se raffrontato ai 1351 casi curati all’estero nel 1992, ai 425 nel 2000 e ai 305 nel 2001.
“Importanti e significativi dati strutturali ed organizzativi rilevati dal Libro Bianco della oncologia italiana pubblicato dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medici) – spiega sempre Carmelo Iacono – dimostrano come l’assistenza oncologica erogata dalle strutture siciliane già nel 2002 è perfettamente nella media nazionale”. Secondo Iacono “anzi la Sicilia anticipa la normativa che regolerà la erogazione dei farmaci ad alto costo. Con decreto del 6 giugno 2003 ‘linee guida per la erogazione della prestazione di day surgery e di day hospital’ la regione Sicilia prevede il rimborso dei farmaci antiblastici somministrati in day hospital con apposito finanziamento che non fa gravare il costo sul bilancio delle unità operative di oncologia e quindi della azienda sanitaria.Tale innovativa normativa è unica in Italia e sta per essere adottata anche dalla Francia e dalla Germania. Essa fornisce una adeguata risposta al problema dei farmaci ad alto costo in oncologia consentendo agli oncologi siciliani di poterli utilizzare senza l’assillo del costo economico.”
Secondo Biagio Agostara, direttore della divisione oncologica medica dell’ospedale “M. Ascoli” di Palermo e membro del comitato scientifico del congresso, “ è arrivato il momento di dimostrare una credibilità tale da non sottrarsi come ‘consiglieri’ dei politici per progetti nell’ambito oncologico”.
Nel corso della mattinata è intervenuto anche mons. Charles Vella, membro del Comitato Etico dell’Istituto Scientifico “San Raffaele” di Milano. “L’etica non è solo scienza e teoria – ha affermato mons. Vella – Esiste una ‘bedside ethics’, l’etica del capezzale del malato e l’etica della quotidianità. L’etica ci tocca da vicino e quando si parla di etica parliamo del nostro ‘essere uomini e operatori’. Questo esige l’umanizzazione della medicina e degli ospedali. Come dice il giornalista e scrittore Gaspare Barbiellini Amidei: “Io credo che è sempre stato chiaro almeno teoricamente, a ogni medico, ad ogni uomo, che certo possono vivere di volta in volta uomini inguaribili, ma vorrei che fosse eliminata, nella professione medica e nei dibattiti, quella parola che sa un po’ di computer, un po’ di stazione ferroviaria, di binario morto: “malato terminale”.
In apertura dei lavori sono intervenuti il vescovo Francesco Miccichè, presidente delle fondazioni “A. Campanile” e “Auxilium” promotrici del congresso scientifico, il prefetto di Trapani Giovanni Finazzo, i sindaci di Trapani e Valderice, tutti membri del comitato d’onore; il direttore dell’ASL di Trapani Fulvio Manno e il dott. Vito Amari dell’Ispettorato Regionale alla Sanità. Al convegno partecipano 400 tra medici e paramedici provenienti da ogni parte dell’Italia. Nel pomeriggio hanno preso il via le sessioni del congresso: la sessione dedicata alle neoplasie del polmone moderata dal dott. Roberto Labianca, presidente nazionale dell’AIOM e da Carmelo Iacono. La sessione dedicata alla neoplasia della prostata moderata dal dottor Carlo Pavone, professore associato di Urologia dell’Università degli Studi di Palermo e dal dott. Filippo Zerilli, dell’Ospedale “S. Antonio Abate di Trapani”.
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