mercoledì, 25 novembre 2020
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1 Settembre 2005

OMEOPATIA, ON. PETRELLA: NON C’È “CONFLITTO”. SI’ A SPERIMENTAZIONE ITALIANA E LEGGE DI RIORDINO

Roma, 31 agosto 2005 – Un vasto studio clinico italiano, multicentrico e randomizzato, che metta a confronto farmaci tradizionali con medicine omeopatiche e una legge di riordino dell’intero settore delle medicine non convenzionali come omeopatia e agopuntura. È quanto propone l’on. Giuseppe Petrella, vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera e docente di Oncologia Chirurgica all’Università di Napoli, secondo il quale, “per i cittadini non esiste conflitto tra le due medicine: molti pazienti che fanno uso di medicine omeopatiche utilizzano anche farmaci allopatici, cioè convenzionali. C’è una differenza di approccio alla medicina, questo sì, e devo dire che l’attenzione per la persona nella sua interezza, uno dei capisaldi della medicina omeopatica, ha sicuramente qualcosa da insegnare alla medicina convenzionale”. “Ovviamente – precisa il prof. Petrella che è tra i primi firmatari di una proposta di legge di riordino dell’intero sistema delle medicine non-convenzionali – per molte patologie la medicina omeopatica ritengo non debba essere utilizzata. Penso per esempio alla cura dei tumori dove bisogna agire con un approccio rigoroso e immediato di tipo medico-chirurgico convenzionale”.
Rispetto all’ultima ricerca, quella apparsa giorni fa su Lancet, una delle più prestigiose riviste internazionali che annunciava una sostanziale identità di effetto tra omeopatia e placebo, Petrella ricorda che recentemente analoghe ricerche retrospettive (cioè analisi di altre analisi) sono risultate di segno opposto. Serve ora – dice Petrella – uno studio con una numerosità elevata, prospettico randomizzato e dunque multicentrico, possibilmente da compiere nel nostro Paese dove una tale ricerca non è mai stata fatta. Mi rendo conto della difficoltà anche concettuale di progettare uno studio di tale natura ma se non vogliamo proseguire in ulteriori polemiche o contrapposizioni è l’unica cosa da fare, anche per rispondere in modo rigoroso ai molti cittadini che fanno uso di omeopatia nel nostro paese”.
L’obiettivo è dunque la chiarezza scientifica, anche perché c’è chi preme perché queste medicine diventino rimborsabili da parte del sistema sanitario, come accade in Francia, dove peraltro l’Accademia di medicina ha denunciato tale rimborsabilità come inopportuna e inutilmente dispendiosa. “Occorre avere le idee chiare dal punto di vista scientifico sulla reale efficacia dei farmaci che rimborsiamo con i soldi dei contribuenti – afferma Petrella – e dunque ritorniamo alla necessità di uno studio rigoroso. Debbo anche dire che tra le medicine non convenzionali non c’è solo l’omeopatia, ma altre pratiche, per esempio l’agopuntura che in alcune situazioni ha già dimostrato efficacia e per la quale esistono già ambulatori attivi nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale”.
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