sabato, 5 dicembre 2020
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5 Luglio 2006

NUOVE ARMI CONTRO IL CANCRO DELLO STOMACO, MA LA PREVENZIONE RIMANE LA VERA RICETTA VINCENTE

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Dopo 10 anni, approvata una molecola per la fase avanzata: il docetaxel, già utilizzato con successo per le neoplasie della mammella e della prostata. 12mila i casi ogni anno in Italia

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Barcellona, 30 giugno 2006 – “Da almeno un decennio gli oncologi non avevano nuove armi a disposizione contro il tumore dello stomaco che rappresenta ancora la terza causa di morte per neoplasia nei Paesi occidentali. La messa a disposizione del docetaxel per la malattia metastatica avanzata ci permetterà d’ora in poi di combattere meglio e più efficacemente questo tipo di cancro, come si conferma dai lavori presentati a questo congresso”. Con queste parole il Dott. Corrado Boni, direttore dell’oncologia medica dell’ospedale di Reggio Emilia, commenta la decisione dell’EMEA di autorizzare il docetaxel, già usato con successo nel tumore del seno e della prostata, anche per quello dello stomaco in base ai lavori che vengono presentati oggi e domani a Barcellona nel corso del congresso mondiale dei tumori gastro-intestinali, il massimo appuntamento planetario che riunisce oltre 8 mila esperti. “In Italia – aggiunge il prof. Roberto Labianca, presidente della Fondazione AIOM – rappresenta la terza causa di morte per cancro, con circa 15.000 morti all’anno (12% delle morti complessive per cancro), con una incidenza quasi doppia nei maschi rispetto alle femmine. I pazienti con malattia metastatica (che rappresentano purtroppo la grande maggioranza dei casi) hanno una prognosi molto severa, con una sopravvivenza mediana, in assenza di trattamento, di appena 3-4 mesi”. Fino a poco tempo fa la chemioterapia ha fornito risultati scoraggianti, con poche molecole a disposizione dotate di scarsa efficacia (Fluorouracile, Cisplatino, Antracicline), in grado di produrre un modesto miglioramento della sopravvivenza mediana. Da poche settimane, invece, è disponibile il docetaxel, che si è dimostrato efficace, sia da solo, sia in combinazione con altri farmaci, quali Cisplatino, Fluorouracile e Irinotecan, in vari studi di fase II.

E’ proprio in corso di pubblicazione sul Journal of Clinical Oncology uno studio internazionale di fase III con 445 casi, chiamato V325 (Tax 325); il principale ricercatore è il belga Eric van Cutsem. Alla sperimentazione, che ha coinvolto 72 centri in 16 nazioni, l’Italia ha dato un contributo di rilievo con l’oncologia medica di Reggio Emilia, diretta dal dott. Corrado Boni (coautore dello studio), e altri 5 centri (Modena, Perugia, Roma, Terni e Verona). Lo studio ha confrontato, in pazienti con carcinoma gastrico metastatico, un regime standard di chemioterapia (l’associazione cisplatino-fluorouracile, regime CF, 224 pazienti), con una chemioterapia di combinazione costituita da cisplatino-fluorouracile e docetaxel (DCF, 221 pazienti ). L’aggiunta di docetaxel ha significativamente migliorato i risultati per quanto riguarda il Tempo alla Progressione, la Sopravvivenza e la percentuale di Risposte Obiettive. “Con risultati particolarmente significativi – spiega Boni – con una percentuale addirittura doppia di pazienti vivi a due anni (18% contro 9%). E le risposte obiettive sono salite dal 25% al 37%. Ma già sono in corso altri studi. Uno in particolare internazionale e di grosse dimensioni, il cui Steering Committee è formato da Eric van Cutsem, di Leuven, da Philippe Rougier, di Parigi e da Corrado Boni, di Reggio Emilia. Si pone l’obiettivo di valutare l’efficacia della combinazione Oxaliplatino-Docetaxel, da sola o associata a Fluorouracile o Capecitabina. I presupposti sono quelli di trovare un trattamento ancora più attivo e meno tossico, rispetto a quello appena approvato. “Gli sforzi degli oncologi medici e della ricerca sono impressionanti – conclude Labianca- ma molto resta ancora da fare in termini di prevenzione che rappresenta la vera arma vincente contro questo tipo di tumore. Numerosi studi, infatti, confermano che il cancro dello stomaco viene favorito da un forte consumo di cibi conservati ricchi di nitrati, da una alimentazione povera di frutta e verdura, da un forte consumo di sigarette e, in misura minore, di alcool. Tutti aspetti che potrebbero essere controllati senza problemi da tutti noi, solo con una maggiore attenzione ai nostri stili di vita”.
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