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Medinews
10 Ottobre 2016

NIVOLUMAB HA STABILIZZATO GLI OUTCOME RIFERITI DAI PAZIENTI AFFETTI DA CARCINOMA SQUAMOSO DI TESTA E COLLO RECIDIVO O METASTATICO PRECEDENTEMENTE TRATTATI NELLO STUDIO DI FASE III CHECKMATE -141

Copenaghen, 10 ottobre 2016 – I pazienti trattati con nivolumab hanno mostrato una stabilizzazione dei parametri funzionali e dei sintomi rispetto a quelli trattati con la terapia scelta dagli sperimentatori che invece hanno manifestato un peggioramento statisticamente significativo di questi outcome. Nivolumab ha più che raddoppiato il tempo al deterioramento nella maggior parte dei parametri funzionali

Nuovi dati sulla qualità di vita riferita dai pazienti, un endpoint esplorativo, sono emersi dallo studio di fase III CheckMate -141, che ha valutato nivolumab in pazienti con carcinoma a cellule squamose di testa e collo recidivo o metastatico dopo regime contenente platino, rispetto alla terapia scelta dagli sperimentatori (metotrexato, docetaxel o cetuximab). Le valutazioni degli outcome hanno mostrato come nivolumab abbia stabilizzato i sintomi descritti dei pazienti, le funzioni fisiche e il funzionamento di ruolo e sociale, determinati con tre strumenti separati. Indipendentemente dall’espressione di PD-L1, i pazienti trattati con la terapia scelta dagli sperimentatori hanno manifestato un peggioramento statisticamente significativo degli outcome riportati dal paziente dal basale alla 15ma settimana rispetto a nivolumab. Inoltre nivolumab ha più che raddoppiato il tempo al deterioramento della maggior parte dei parametri funzionali misurati e ha significativamente rallentato il tempo al peggioramento dei sintomi, tra cui fatigue, dispnea e insonnia, rispetto alla terapia scelta dagli sperimentatori. Questi risultati sono stati presentati al Congresso ESMO (European Society for Medical Oncology) 2016 nel corso del Presidential Symposium il 9 ottobre (Abstract #LBA4) e contemporaneamente pubblicati sulla rivista The New England Journal of Medicine. “I pazienti che convivono con questa forma avanzata di tumore testa-collo spesso manifestano effetti fisiologici debilitanti e al contempo affrontano sfide emotive e sociali causate dalla malattia nonostante le attuali opzioni di trattamento”, ha affermato Kevin Harrington, Professore in Biological Cancer Therapies all’Institute of Cancer Research e Consultant Clinical Oncologist al Royal Marsden NHS Foundation Trust di Londra. “Questi outcome riferiti dai pazienti sono incoraggianti perché ci aiutano a comprendere il potenziale di nivolumab per migliorare importanti aspetti della qualità di vita in questa popolazione di pazienti”. Il carcinoma a cellule squamose di testa e collo costituisce quasi il 90% di tutti i tumori del distretto testa-collo e può avere un forte impatto sulle funzioni fisiologiche dei pazienti (es. respirazione, deglutizione, alimentazione, idratazione), sulle caratteristiche personali (es. aspetto, modo di parlare, voce), sulle funzioni sensitive (es. gusto, odore, udito), così come sul funzionamento psicologico e sociale. John O’ Donnell, vice president, head, Health Economics and Outcomes Research, Bristol-Myers Squibb, ha commentato: “In Bristol-Myers Squibb ci impegniamo a migliorare gli outcome in tumori avanzati e siamo orgogliosi di utilizzare le scienze immuno-oncologiche per studiare il modo in cui le persone convivono con il carcinoma squamoso di testa e collo. I dati sulla qualità di vita ottenuti dallo studio CheckMate -141 sono importanti perché forniscono ulteriori conoscenze su come nivolumab possa aiutare i pazienti in questa malattia difficile da trattare”.
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