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5 Maggio 2009

“È NECESSARIO CONDIVIDERE LE RESPONSABILITÀ SUL FINE VITA. I MEDICI DI FAMIGLIA NON POSSONO ESSERE GLI UNICI A DECIDERE”

Firenze, 27 marzo 2009 – “Chiediamo un confronto tra tutte le componenti della professione. Non ci sottraiamo ai nuovi compiti, ma serve un percorso di formazione non ancora definito”

“Il testo licenziato dal Senato attribuisce forti responsabilità al medico di fiducia della persona e della famiglia, cioè al medico di medicina generale, che vanno ben al di là dei compiti attuali. Non ci sottrarremo a queste nuove responsabilità, ma vogliamo che siano condivise perché aprono l’esigenza di un percorso straordinario di formazione professionale che non è stato ancora definito”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), commenta l’approvazione del disegno di legge sul testamento biologico da parte di Palazzo Madama, richiamando l’attenzione sulla necessità di avviare un percorso formativo. L’art. 7 del testo individua infatti nel medico di famiglia la persona che dovrà valutare le indicazioni manifestate dal paziente “in scienza e coscienza, in applicazione del principio dell’inviolabilità della vita umana e della tutela della salute, secondo i principi di precauzione, proporzionalità e prudenza”. È previsto un confronto con il fiduciario eventualmente nominato dal paziente, ma in caso di contrasto, è sempre il medico di famiglia ad avere l’ultima parola. “A quest’ultimo– continua il dott. Cricelli – viene affidato il compito di consigliare e indirizzare il paziente nella comprensione delle migliori scelte in rapporto alle direttive anticipate di trattamento. Si pongono quindi nuovi problemi per la professione legati alla necessità di comprendere le implicazioni bioetiche, relazionale e di carattere medico-legale che queste scelte comportano”. “Chiediamo con urgenza – spiega Cricelli – ai Presidenti della Commissione parlamentare del Senato e della Camera un’audizione per comprendere come, nel corso dell’iter parlamentare del provvedimento, il Parlamento e Governo intendano coordinare i rapporti di collaborazione e le responsabilità professionali dei medici di famiglia così come definite nel nuovo testo”. È necessaria anche una immediata consultazione tra tutte le componenti professionali coinvolte nel processo di analisi del nuovo testo. “Per questo – conclude Cricelli – chiediamo al presidente della Federazione nazionale degli ordini, Amedeo Bianco, di voler considerare la medicina generale, nelle sue componenti scientifiche e professionali, come la disciplina fondamentale da coinvolgere nella discussione sulle tematiche di fine vita, sulle diposizioni anticipate di trattamento e sulla informazione dei cittadini in merito ai temi oggetto del decreto”.
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