domenica, 19 settembre 2021
Medinews
28 Ottobre 2009

NASCE LA RETE EMATOLOGICA TOSCANA “TUTTI I CENTRI COLLEGATI PER ESSERE PIÙ VICINI AI PAZIENTI”

Firenze, 28 ottobre 2009 – Non più differenze nelle cure fra centro e periferia. Fra gli obiettivi un database dei casi di leucemia mieloide cronica e il monitoraggio dei malati con i test

L’ematologia toscana entra in rete. Da oggi i centri ematologici della Regione saranno collegati per garantire un censimento dei casi di leucemia mieloide cronica, la corretta applicazione delle linee guida, la standardizzazione di avanzate tecniche diagnostiche e il costante monitoraggio dei pazienti con i test molecolari e mutazionali. La rete, che nella fase iniziale riguarderà una patologia rara come la leucemia mieloide cronica, è un modello per sviluppare in futuro un network regionale esteso anche ad altre malattie ematologiche più diffuse. “Siamo tra i primi in Italia a realizzare un progetto di questo tipo – spiega il prof. Gianni Amunni, direttore operativo dell’Istituto Toscano Tumori –, una forma virtuosa di assistenza sanitaria, nata dalla fruttuosa collaborazione pubblico-privato, da una parte la Regione Toscana e l’Istituto Toscano Tumori e dall’altra Bristol-Myers Squibb. Uno dei vantaggi più evidenti della rete è rappresentato da una presenza capillare sul territorio, per assicurare livelli omogenei nell’offerta sanitaria ai cittadini”. Vengono eliminate le differenze tra chi ha il proprio domicilio in periferia e chi invece vicino a un’importante azienda ospedaliera universitaria. “Il futuro – sottolinea il dott. Giorgio Ghignoni, Direttore Market Access di Bristol-Myers Squibb – sarà sempre più rivolto a trattamenti mirati per i quali la diagnostica e la ricerca più avanzata sono fondamentali. Il nostro supporto alla realizzazione del network toscano mette a fattor comune risorse e know how. Rispondiamo così alla crescente esigenza di un uso appropriato dei farmaci a vantaggio dei pazienti e del sistema salute nel suo complesso”. In Italia si registrano circa 1000 nuove diagnosi di leucemia mieloide cronica ogni anno, di cui 60 in Toscana. “La leucemia mieloide cronica – afferma il prof. Alberto Bosi, Direttore della Cattedra di Ematologia dell’Università di Firenze – è una malattia complessa da gestire; è infatti importante effettuare regolarmente i test mutazionali per verificare se i pazienti sviluppino resistenze alla terapia standard e, se necessario, modificarla. Il nostro obiettivo è quello di fornire a tutta la popolazione i mezzi diagnostici più sofisticati per curare in maniera adeguata tutti i pazienti”. L’incidenza della leucemia mieloide cronica aumenta con l’età (solo il 2% dei casi si manifesta sotto i 20 anni d’età), rappresenta il 15% di tutte le leucemie degli adulti e il 4% delle leucemie dell’infanzia.

Alla rete è anche legato lo sviluppo del sistema informatico che unisce i centri: i professionisti possono così condividere esperienze e competenze, coordinando gli approcci diagnostici e terapeutici. La nascita del network si colloca nella scelta di fondo della Regione Toscana: la creazione delle reti delle specialità, all’interno della più grande rete oncologica toscana. Gioco di squadra e sinergia tra istituzioni ne costituiscono la fondamentale fonte d’ispirazione, con un uso appropriato delle risorse regionali.
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