domenica, 29 novembre 2020
Medinews
24 Gennaio 2008

MILANO IN PRIMA LINEA CONTRO I TUMORI TESTA COLLO. CON I TRATTAMENTI È POSSIBILE “SALVARE” LA LARINGE

12.000 casi ogni anno nel nostro Paese. Grazie ai progressi della ricerca diminuiti drasticamente i casi di chirurgia demolitiva. Colpiscono chi abusa di alcol e fumo

Milano, 24 gennaio 2008 – È Milano la capitale per la cura dei tumori “testa-collo”, un gruppo di neoplasie assai più frequenti di quanto si creda (12.000 casi ogni anno in Italia) che colpiscono soprattutto chi fuma ed eccede con l’alcol. In particolare, l’Ospedale San Paolo rappresenta uno dei centri di assoluta eccellenza per la cura di queste patologie: la loro complessità richiede infatti trattamenti integrati che possono essere garantiti solo in strutture dotate di tutte le competenze necessarie. Non è un caso quindi che proprio qui oggi si svolga il Convegno nazionale “I tumori del distretto cervico-facciale: un dissensus meeting”. “Per ottenere risultati ottimali è necessaria una strategia di “trattamento integrato” – spiega il prof. Paolo Foa, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’ Ospedale San Paolo di Milano – Nel nostro centro è attiva una “task force” costituita da oncologi medici, chirurghi otorinolaringoiatri e maxillo-facciali. A questo gruppo si affiancano, in stretta sinergia, gli specialisti dell’Istituto Europeo di Oncologia. Solo con un utilizzo combinato di chirurgia, chemioterapia e radioterapia è possibile contrastare con successo la malattia, garantire un’adeguata assistenza al paziente e preservare la funzionalità di organi essenziali per la vita di relazione. La nuova frontiera delle cure contro questo tipo di tumori – prosegue il Prof. Foa – è costituita dai farmaci biologici. Proprio nei tumori cervico-facciali un anticorpo monoclonale, il cetuximab, ha consentito di migliorare in modo sostanziale l’efficacia dei trattamenti”. L’integrazione fra terapie mediche sempre più attive, nuove modalità di radioterapia e tecniche innovative di chirurgia consente oggi di guarire oltre la metà di questi pazienti.

I tumori del distretto cervico-facciale comprendono i carcinomi del cavo orale, della laringe, del faringe e delle ghiandole salivari. Fino a pochi anni fa il trattamento di queste neoplasie richiedeva interventi spesso demolitivi, poiché la malattia nella maggior parte dei casi veniva diagnosticata in fase avanzata. “Per le neoplasie del distretto cervico-facciale si è assistito ad un sostanziale miglioramento delle possibilità di cura – precisa il prof. Foa – grazie sia alla precocità della diagnosi che all’impiego di agenti biologici come cetuximab, un anticorpo monoclonale capace di bloccare in modo selettivo il recettore dell’epidermal growth factor impedendone l’attivazione e arrestando una serie di funzioni essenziali alla sopravvivenza e alla moltiplicazione delle cellule tumorali”. Ma oltre alle potenzialità dei farmaci biologici, nel Convegno si discute anche di altre interessanti novità. Ad esempio, per i carcinomi del rinofaringe, sono stati ottenuti risultati promettenti con la immunoterapia. Sono poi migliorate le modalità di radioterapia, in grado di “mirare” in modo sempre più selettivo e modulato la massa tumorale, risparmiando i tessuti sani, così come si sono compiuti progressi rilevanti per le tecniche chirurgiche che prevedono oggi anche la laser-chirurgia e la chirurgia robotica. Al Convegno parteciperanno alcuni fra i massimi esperti italiani per questa patologia fra cui la prof.ssa Licitra, il prof. Benasso, il prof. Merlano, il prof. Ferrari, il prof. Orecchia, il prof. Chiesa e la Prof.ssa Olmi.
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