mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
11 Febbraio 2004

MILANO CAPITALE DELLA RICERCA. DALLE PROTEINE LA CHIAVE PER DIAGNOSI SEMPRE PIU’ PRECOCI

Giornata di studio internazionale sulla proteomica domani all’Università di Milano

Milano, 18 dicembre 2003– E’ la scienza che consente di prevedere – e quindi affrontare – i danni provocati da molte malattie. Si chiama ‘proteomica’ e apre nuove frontiere alla terapia dell’infarto, dei disturbi legati al fumo e delle malattie genetiche grazie a tecniche in grado di riconoscere direttamente molte migliaia di proteine nel cuore o nel sistema nervoso. Così un semplice esame del sangue permetterà di valutare subito gli effetti che un infarto avrà sul cuore grazie alla ‘lettura’ del modo in cui sono frammentate alcune proteine, fra cui l’ormai nota apolipopoproteina AI, molecola responsabile della rimozione del colesterolo dai tessuti. Ma non solo. Con la proteomica si potrà esaminare direttamente, in modo non invasivo, le conseguenze delle sigarette, attraverso lo studio di piccole variazioni delle proteine eliminate con il respiro, spie dei primi danni causati dal fumo. Di questa nuova e affascinante disciplina parleranno i massimi esperti del settore riuniti domani a Milano in un meeting internazionale organizzato dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università degli Studi. All’interno della struttura milanese si è infatti formato il gruppo leader italiano della proteomica che ha messo a punto la prima tecnica di indagine per identificare il maggior numero possibile di proteine.

Si annuncia come una vera e propria rivoluzione in medicina: attraverso lo studio di circa mezzo milione di proteine presenti nell’organismo, molecole composte a loro volta da ‘mattoncini’ chiamati aminoacidi, la nuova disciplina promette di mapparne il maggior numero per riconoscere quante proteine compongono ogni singolo elemento della materia vivente e cogliere, attraverso un’analisi differenziale, le caratteristiche delle diverse malattie.
“La giornata scientifica di Milano valuterà le varie aree di interesse della proteomica – – sottolinea la prof. Elena Tremoli, direttore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università di Milano – non solo in disturbi molto diffusi ma anche nella comprensione di malattie fino ad ora poco caratterizzate, come l’atassia di Fridreich, una patologia degenerativa non rara. In questa, come in altre malattie neurologiche di cui si parla molto oggi, è mancata fino ad ora una adeguata caratterizzazione a livello molecolare: la proteomica ha messo in luce elementi proteici ben caratterizzati, che consentono anche diagnosi precoci. La proteomica – continua la prof. Tremoli – Consente anche di valutare direttamente numerose malattie del ricambio dei grassi, come alcuni deficit enzimatici che possono portare a patologie renali o cardiache precoci. Il nostro Gruppo per lo Studio della Proteomica e della Struttura delle Proteine si è distinto a livello internazionale in questa nuova area di ricerca che ha portato a risultati di grande prestigio per la ricerca milanese e italiana”.
Sono stati infine aperti spiragli su importanti novità nel settore dietetico. Le proteine della soja, in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, come risulta da quasi 30 anni di studi condotti presso l’Ospedale di Niguarda, stanno svelando i propri misteri. Oggi le più recenti indagini condotte a Milano in collaborazione con ricercatori tedeschi hanno messo in luce che all’interno delle proteine della soja si trovano componenti proteiche specifiche, la più importante delle quali si chiama alfa’, direttamente in grado di ridurre il colesterolo, anche se somministrate in piccole quantità. Questa proteina è ora disponibile sperimentalmente ed offre potenzialità terapeutiche simili a quelle di farmaci di sintesi come le statine.
(Carlo Buffoli)
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