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3 Giugno 2015

MIELOMA MULTIPLO: ELOTUZUMAB RIDUCE DEL 30% IL RISCHIO DI PROGRESSIONE DELLA MALATTIA

3 giugno 2015 – Importanti dati di fase III pubblicati sul New England Journal of Medicine. I risultati evidenziano l’efficacia dell’immuno-oncologia nei tumori ematologici. Significativo il ruolo dell’Italia nello sviluppo del farmaco

Passi in avanti significativi nel trattamento del mieloma multiplo. Elotuzumab, anticorpo sperimentale immuno-stimolante, ha dimostrato di ridurre del 30% il rischio di progressione della malattia o di morte. I dati emergono da ELOQUENT-2, studio randomizzato di fase III in aperto, pubblicato nell’edizione online del New England Journal of Medicine. E l’Italia ha svolto un ruolo di primo piano in questo studio. ELOQUENT-2 ha valutato elotuzumab in combinazione con il trattamento standard lenalidomide e desametasone rispetto a lenalidomide e desametasone nel mieloma multiplo in recidiva o refrattario. Lo studio ha dimostrato un aumento della sopravvivenza libera da progressione e della risposta obiettiva.
“Il mieloma multiplo, nonostante i passi in avanti nei trattamenti, è una malattia ancora in gran parte non curabile”, ha affermato Sagar Lonial, M.D. chief medical officer al Winship Cancer Institute of Emory University School of Medicine. “I dati di ELOQUENT-2 sono significativi perché mostrano che aggiungendo elotuzumab al trattamento standard si ottiene una sorprendente riduzione del rischio di progressione della malattia, che si mantiene nel tempo. È la dimostrazione del beneficio del trattamento immuno-oncologico nel mieloma multiplo”. I risultati dello studio ELOQUENT-2 sono stati presentati a Chicago al Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) che si è concluso ieri.
Presentati all’ASCO anche i risultati di uno studio di fase II che ha valutato elotuzumab in combinazione con bortezomib e desametasone rispetto a bortezomib e desametasone in pazienti con mieloma multiplo in recidiva o refrattario. In linea con i dati di ELOQUENT-2, i risultati di questo studio di fase II hanno mostrato una riduzione del 28% del rischio di progressione della malattia o di morte nel braccio elotuzumab, bortezomib e desametasone rispetto a bortezomib e desametasone.
“Questi studi, che hanno valutato elotuzumab in combinazione con un immuno-modulatore o un inibitore del proteasoma, dimostrano che elotuzumab, un anticorpo immuno-stimolante, possiede potenzialità come nuova modalità di trattamento del mieloma multiplo”, ha commentato Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology, Bristol-Myers Squibb. “Continuiamo a fare grandi progressi nel nostro obiettivo di espandere il ruolo dell’immuno-oncologia nei tumori ematologici, come il mieloma multiplo. Siamo in attesa dei risultati di un follow-up prolungato di ELOQUENT-2 perché un miglioramento dei risultati a lungo termine, inclusa la sopravvivenza, è fondamentale per i pazienti”.
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