sabato, 18 settembre 2021
Medinews
11 Giugno 2008

MESTRUAZIONI? TROPPO ABBONDANTI PER UNA SU CINQUE. MOLTI I DISAGI MA IL 77% NON RINUNCEREBBE AL CICLO

sez,578

La prof.ssa Graziottin: ‘Flussi troppo copiosi possono compromettere la qualità di vita’. Il prof. Arisi: ‘I rimedi non invasivi vanno proposti come prima scelta’. I ginecologi presentano una guida

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Milano, 11 giugno 2008 – Per il 60% delle donne italiane le mestruazioni sono un fastidioso appuntamento mensile con cui convivere, ma tuttavia il 77% non vi rinuncerebbe. “Questo perché il ciclo rappresenta il vero ‘pilastro’ della femminilità, anche se in alcuni casi può limitare fortemente la qualità di vita – commenta Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano. Per valutare il rapporto delle italiane con le mestruazioni la SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha condotto nel maggio di quest’anno un sondaggio che ha coinvolto 497 donne in età fertile “I dati ci dicono che il 28% lamenta problemi di concentrazione e affaticabilità – afferma la Graziottin -, il 23% ammette di dover talvolta rinunciare all’attività fisica perché troppo spossata, il 14% dice di doversi cambiare ogni ora, a quasi una su 10 capita di trovare il letto macchiato”. “Si stima che il 20% delle donne che si rivolge al ginecologo presenti un problema di sanguinamento eccessivo, che diventa vera e propria patologia in una su 20 – aggiunge Emilio Arisi, consigliere della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) – . Fino a pochi anni fa per risolverla si ricorreva spesso all’asportazione dell’utero, ora si privilegiano modalità più conservative e meno traumatizzanti, anche dal punto di vista psicologico. In particolare, esiste un sistema intrauterino a rilascio del progestinico levonorgestrel (Mirena) che i ginecologi considerano come prima scelta terapeutica nella maggior parte dei casi: assicura fino al 97% di riduzione del sanguinamento e una protezione della parete dell’utero oltre ad una copertura contraccettiva”. I flussi mestruali abbondanti sono un problema che può colpire la donna in ogni fascia d’età. “Il 75% dei casi di sanguinamenti eccessivi non dovuti a cause organiche riguardano ragazze con meno di 20 anni, per cui la scelta terapeutica è un progestinico unito ad un antiemorragico oppure un contraccettivo ormonale, o donne sopra i 45 – continua la Graziottin. – Due grandi polarità, con problematiche fisiche, psicologiche e sociali ben distinte. Nell’adolescente c’è una ferita della femminilità fin dal suo esordio, mentre nella fascia 35-50 i flussi mestruali abbondanti vanno ad impoverire la donna nella sua ‘età dell’oro’, con pesanti ripercussioni di tipo medico, ad esempio l’anemia, personali, familiari e sociali”. Per migliorare la consapevolezza delle donne la SIGO ha realizzato l’opuscolo “Flussi mestruali abbondanti? Una guida per vivere meglio”, che sarà distribuito da oggi negli ambulatori ginecologici e nei consultori.

I risultati dell’indagine confermano la “rassegnazione” delle donne: il 76% ritiene che i disagi legati alle mestruazioni siano inevitabili, solo il 29% ne ha parlato con il proprio medico di famiglia, il 41% con il ginecologo. Ma dimostra anche che, quando il problema viene sollevato, le soluzioni proposte non sempre sono soddisfacenti: se il 37% dei sanitari consiglia un approfondimento diagnostico per capirne le cause, il 32% dice che non esistono rimedi. “Secondo le pazienti affette da mestruazioni abbondanti, i due terzi dei ginecologi affrontano rigorosamente il problema, un terzo invece minimizza considerandolo un fatto fisiologico. E nelle età più avanzate questa “omissione diagnostica e terapeutica” rischia di tradursi in un abuso di asportazioni dell’utero, mentre si potrebbe intervenire nella gran parte dei casi in maniera farmacologica e non invasiva – commenta la prof.ssa Graziottin – L’assunzione di responsabilità sulla terapia però non deve essere solo medica, ma significa attenzione anche all’aspetto psico-sessuale e psico-sociale sia nell’adolescente che nelle altre fasi di vita della donna”.
Le cause dei flussi mestruali abbondanti possono essere diverse, di origine organica o disfunzionale, ma per fortuna nella gran parte dei casi è possibile risolvere definitivamente il problema. “In generale va sempre privilegiato l’approccio conservativo con le terapie farmacologiche, e solo in seconda istanza sono previste le terapie chirurgiche – spiega Arisi -. Fra i trattamenti di tipo medico, sicuramente ha un ruolo importante il sistema intrauterino a rilascio di levonorgestrel (Mirena), perché presenta una grande efficacia terapeutica, l’assorbimento sistemico è minimo e quindi gli effetti collaterali sono trascurabili. Esistono inoltre in letteratura numerosi studi che confermano come il suo utilizzo riduca di molto la necessità di procedere ad asportazioni dell’utero. Vogliamo trasmettere queste informazioni alle donne, con un opuscolo che affronti in modo completo il problema dei “Flussi Mestruali Abbondanti”, dalle cause alla terapia. La SIGO farà in modo che questa guida sia diffusa in ogni ambulatorio, perché le donne sappiano, e sappiano anche come agire”.
I flussi mestruali abbondanti possono portare a conseguenze cliniche notevoli, come l’anemia, e causano poi una serie di altri disturbi fortemente invalidanti per la qualità di vita: “L’importanza di fornire informazioni corrette e di attivare un processo di sensibilizzazione e di cambiamento attraverso il confronto e la condivisione, ci ha spinto nel 2003 a lavorare sul progetto salva-utero – spiega il dr. Giampietro Gubbini, responsabile del progetto (www.mestop.com) -. L’obiettivo principale è ridurre il numero di asportazioni dell’utero attraverso una corretta informazione rivolta alle donne, l’organizzazione di incontri e convegni per i medici (informazione e formazione permanente) e l’attivazione di Centri Mestop dedicati, pubblici e privati. Nel sito abbiamo attivato un forum rivolto alle donne e l’analisi delle domande evidenzia la necessità di ricevere informazioni più chiare ed esaustive rispetto al percorso terapeutico: maggiore chiarezza e proposte terapeutiche convincenti su un problema che per molte di loro è presente da anni. L’accesso a maggiori informazione sull’argomento, anche attraverso internet, e ora con l’opuscolo SIGO – conclude Gubbini – sta offrendo alle donne la possibilità di informarsi e capire che queste situazioni di disagio, possono essere affrontate per migliorare la loro qualità della vita”
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