giovedì, 2 febbraio 2023
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1 Dicembre 2010

MENOPAUSA, LE ITALIANE “RINASCONO” A 50 ANNI. MA I DISAGI RESTANO NASCOSTI E LE DONNE NON CHIEDONO AIUTO

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Roma, 1 dicembre 2010 – Hanno voglia di nuovi amori, sono molto più in forma rispetto alle loro madri, ma sottovalutano i rischi di questo passaggio e quelli cardiovascolari. La terapia sostitutiva con drospirenone ha effetto protettivo

Il fatidico traguardo del mezzo secolo non coincide più con il tramonto della femminilità, anzi: le donne oggi affrontano questa tappa come una seconda giovinezza, molte raggiungono il culmine della carriera e vivono un nuovo rapporto (l’età media femminile al divorzio è 43 anni). Nel 2008 vi sono state anche ben 107 neomamme a 50 anni e oltre. “Hanno una vita più piena ed attiva e sono mediamente molto più in forma rispetto alle loro madri – spiega la dr.ssa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -. Il fatto che oggi si parli molto di madri over 50 non è casuale ma riflette il diverso approccio moderno rispetto all’avanzare dell’età, anche nei confronti della vita sessuale e procreativa. Tuttavia l’arrivo della menopausa può non essere “indolore”: per il 10% circa, i disturbi e i disagi possono minare significativamente la qualità di vita ed i medici di medicina generale devono essere pronti a cogliere questo messaggio”. Un sondaggio condotto a novembre su un campione di 200 camici bianchi italiani rivela che il 94% delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49% sbalzi di umore, il 39% sudorazioni, il 35% aumento di peso. Nel 57% dei casi viene prescritta una terapia per i disturbi, e per il 67% delle donne è quella ormonale sostitutiva (TOS). “Sopportano disagi anche pesanti per paura degli effetti collaterali – commenta il prof. Marco Gambacciani, dell’Unità di Menopausa e Osteoporosi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana -. Dobbiamo informare le donne sulla sicurezza di questa terapia iniziata prima dei 60 anni. In particolare, nuove formulazioni a base di drospirenone hanno dimostrato anche di ridurre i fattori di rischio cardiovascolare. Migliora quindi non solo la qualità ma anche l’aspettativa di vita: in pazienti tra 50-59 anni trattate con TOS vi è una riduzione del 30% della mortalità per queste malattie”. Il 77% dei medici conferma che le donne sottostimano questo pericolo, che rappresenta la prima causa di morte nel sesso femminile dopo i 50 anni. La misura preventiva più praticata è la misurazione periodica della pressione, prevista dal 97% del campione. “L’ipertensione è il fattore di rischio indipendente più importante nella donna – spiega il prof. Giuseppe Mercuro, ordinario di cardiologia all’Università degli studi di Cagliari -. La terapia con Angeliq (drosperinone 2 mg e 17beta-estradiolo 1 mg) ha dimostrato di abbassarla fino a 9 mmHg in donne ipertese già trattate e, in pazienti ai limiti dell’ipertensione arteriosa l’ha riportata a valori più accettabili. Recentemente, si è inoltre dimostrata efficace anche nel ridurre lo spessore dell’intima-media carotidea, una lesione “preclinica” importante nel definire il rischio cardiovascolare e prevedere gli eventi morbosi futuri”. Nell’esperienza del medico di famiglia, l’85% delle pazienti che ha provato questa formulazione ha riscontrato benefici.

Obiettivo dell’indagine fra i medici di famiglia della SIMG è capire come sia cambiata la percezione delle donne riguardo alla menopausa rispetto a un decennio fa, quando furono pubblicati i risultati dello studio Women’s Health Iniatitive (WHI), poi messi in discussione. Oggi l’età media per la perdita della fertilità nel nostro Paese è 50 anni ma il fumo di sigaretta può anticiparla di quasi 2. “Le donne stanno sviluppando stili di vita sempre più simili a quelli maschili, ad esempio per il consumo di sigarette (in crescita) o di alcol e per l’obesità – commenta la Michieli -. Servirebbe un cambio di mentalità: cominciare a pensare fin da giovani anche alla salute del cuore; soprattutto perché viviamo per un terzo in età post-menopausale, quando il rischio aumenta per il venir meno dell’effetto protettivo degli estrogeni”. “Fin dalla premenopausa possono comparire fattori di rischio importanti che poi negli anni successivi evolvono nella patologia cardiovascolare vera e propria, che in genere si manifesta nella donna intorno ai 65 anni, cioè 10-15 anni dopo la menopausa – aggiunge Mercuro -. È perciò corretto guardare a questa tappa della vita con particolare interesse, perché ci offre l’occasione per mettere in evidenza il problema e definire interventi preventivi (a partire dagli stili di vita) e strategie terapeutiche. La TOS è una delle opzioni disponibili e può presentare, se prescritta alla paziente giusta, vantaggi anche sotto il profilo di rischio cardiovascolare”. La selezione delle donne e dei trattamenti rappresenta oggi il vero obiettivo per i clinici. “L’anamnesi deve essere estremamente accurata, così da indirizzare la scelta del tipo di terapia e del dosaggio – spiega Gambacciani -. La somministrazione in presenza di disturbi costituisce già un criterio. La sintomatologia infatti non insorge con la stessa intensità in tutte le donne e indica infatti un peculiare assetto biologico. Ad esempio, le vampate di calore sono un marker della sensibilità del sistema nervoso centrale, ma si associano anche a modificazioni organiche e funzionali dovute alla deprivazione estrogenica anche a carico di altri organi ed apparati. Oggi si preferisce somministrare basse dosi di estrogeni natrurali, associati a progestinici di nuova generazione, ad azione non androginica. Angeliq determina un notevole miglioramento della sintomatologia climaterica, con una riduzione delle vampate, delle sudorazioni notturne, della depressione, migliorando la qualità del sonno e la libido. La presenza del drospirenone riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica – conclude -, rivelandosi particolarmente efficace nel controllo della pressione arteriosa e del metabolismo”.

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