martedì, 24 novembre 2020
Medinews
20 Maggio 2008

MENOPAUSA, GLI ESPERTI: “ATTENTE AL VOSTRO CUORE”. LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI PRIMA CAUSA DI MORTE

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Dopo i 50 anni sono il killer n. 1. L’ipertensione colpisce 1 italiana su 2 e si controlla con gli stili di vita e, quando serve con una terapia a base di un progestinico, il drospirenone

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Madrid, 20 maggio 2008 – Il 49% delle italiane in menopausa è iperteso, il 38% ha livelli di colesterolo superiori a 240, il 30% è obeso, il 10% è diabetico e il 33% presenta sindrome metabolica. La fine dell’età fertile porta con sé ben più dei tipici disturbi (vampate di calore, sudorazioni notturne, insonnia, irritabilità, depressione, ansia, calo del desiderio sessuale): aumenta in maniera drammatica il rischio di patologie cardiovascolari che dopo i 50 anni rappresentano la prima causa di morte nella donna, circa il 42% del totale. I maggiori esperti sono riuniti fino al 23 maggio a Madrid per il 12° Congresso Mondiale della Menopausa, un appuntamento che si ripete ogni tre anni, con l’obiettivo di mettere a confronto studi clinici, evidenze scientifiche e trattamenti terapeutici per migliorare la qualità di vita della donna in questa delicata fase della vita. “La menopausa non è una malattia – spiega la prof.ssa Rossella Nappi, ginecologa della Clinica Ostetrica-Ginecologica dell’Università di Pavia -. Si tratta però di un momento di grande vulnerabilità che giunge quando la donna è ancora attiva, nel pieno della vita lavorativa, sessuale e di relazione. Per questo abbiamo il dovere, come medici, di intervenire per limitarne il più possibile i disturbi, con trattamenti di tipo farmacologico e soprattutto migliorando l’informazione alle nostre pazienti”. Senza dubbio, uno fra i temi su cui vi è ancora scarsa consapevolezza sono proprio le patologie cardiovascolari: “Il rischio nella donna in menopausa si può contenere – commenta il prof. Giuseppe Rosano, cardiologo Direttore del Centro di Ricerca Clinica e Sperimentale dell’ IRCCS San Raffaele di Roma – . In primo luogo con stili di vita sani, attività fisica, dieta corretta, niente fumo, ma anche con l’ausilio di farmaci. La terapia ormonale sostitutiva, se iniziata entro pochi anni dalla menopausa nelle donne che presentano sintomi, riduce di circa il 35-50% il rischio cardiovascolare. In particolare, l’associazione estro-progestinica con drospirenone si è dimostrata la sola efficace nel modulare la pressione arteriosa. La abbassa (-9 mmHg la minima, – 12 mmHg la massima nelle ipertese) nelle ipertese, ma l’utilizzo regolare anche in donne normotese può avere effetti preventivi e limitare il numero di nuovi casi di ipertensione. Questi dati sono di estrema importanza clinica, basti pensare che la diminuzione della pressione arteriosa diastolica (minima) di 5mmHg si associa ad una riduzione del 40% del rischio di morte per stroke e del 25% per eventi cardiovascolari mentre una diminuzione di 2 mmHg di pressione sistolica (massima), comporta una riduzione del 10% di stroke e del 7% per eventi cardiovascolari”.
La menopausa si manifesta mediamente intorno ai 50 anni e: “pur essendo una situazione del tutto fisiologica – spiega il prof. Marco Gambacciani, della Clinica Ostetrico-Ginecologica del Santa Chiara di Pisa -, può comportare in alcune donne una notevole riduzione del benessere generale e della qualità della vita. Oltre al rischio cardiovascolare, aumenta drasticamente anche un altro grave problema tipicamente femminile, l’osteoporosi, dovuta alla mancanza degli estrogeni che rivestono un ruolo importante nel proteggere l’osso. Anche in questo caso, la terapia ormonale sostituiva può apportare un notevole beneficio, in particolare, quella a base di drospirenone. È stata infatti osservata una significativa riduzione del numero di fratture in donne in trattamento. In particolare, l’effetto protettivo sul metabolismo e la densità dell’osso è stato osservato anche utilizzando i bassi dosaggi con drospirenone. Si può quindi affermare che questa cura può essere una terapia di prima linea per la prevenzione di questa malattia e per chi presenta un aumentato rischio di fragilità ossea”. Nella fase avanzata della menopausa, è inoltre frequente l’associazione di più fattori di rischio quali ad esempio diabete e ipertensione: se presenti entrambi il rischio cardiovascolare aumenta di 4,6 volte nelle donne, rispetto a 2,3 volte nell’uomo. Peso corporeo, sviluppo di diabete e ipertensione arteriosa sono inoltre fattori strettamente correlati. “Il controllo della pressione è molto importante, tuttavia il 95% delle persone non si accorge di avere la pressione alta. È un problema che interessa un terzo della popolazione, i due terzi in età avanzata: il solo passaggio dalla pre alla post menopausa la innalza in maniera significativa – aggiunge Rosano –. L’aspettativa di vita è strettamente legata ai valori pressori, per questo è così importante tenerla sotto controllo anche nelle donne normotese. Ma al di là dei problemi strettamente connessi alla salute, le implicazioni della menopausa possono essere pesanti anche sotto il profilo del benessere psico-fisico. “La sessualità femminile subisce un vero “terremoto” con l’avvento della menopausa – conclude la prof. ssa Nappi -. Improvvisamente, gli estrogeni crollano portando ad un cambiamento della funzione sessuale. Sono soprattutto tre gli elementi da considerare in questo passaggio: il desiderio, l’eccitazione vaginale/genitale e l’orgasmo/soddisfazione. Ma non va sottovalutato un altro importante fattore: il cambiamento del proprio corpo. Durante la menopausa muta infatti la “forma” fisica della donna che tende ad accumulare grasso soprattutto sull’addome, sul petto e sulle braccia e spesso non si piace più. Ma con un’attenzione alla propria forma fisica e i consigli del proprio ginecologo di fiducia – come emerge con forza dal Congresso di Madrid – si può vivere con serenità e gioia anche la sessualità in questa fase della vita, un momento in cui la donna può dedicarsi pienamente a se stessa, alla propria vita di relazione e professionale”.“A questo proposito – conclude il prof. Gambacciani -, è ormai dimostrato chiaramente che la terapia ormonale iniziata precocemente, quando insorgono i sintomi menopausali, è capace di contrastare non solo l’innalzamento della pressione arteriosa, ma anche l’aumento del peso e la ridistribuzione del grasso corporeo, soprattutto se si utilizza come progestinico il drospirenone.”
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