mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
5 Giugno 2011

MELANOMA, NUOVE ‘ARMI’ CONTRO TUMORE TRA PIU’AGGRESSIVI

Chicago, 5 giugno 2011 – Il melanoma, il cancro alla pelle che e’ una delle forme con piu’ alta incidenza di mortalita’ e per la quale poche erano finora le ‘armi’ a disposizione, oggi fa meno paura.

Il trattamento con una nuova molecola ‘rafforza-difese immunitarie’ (ipilimumab), insieme alla tradizionale chemioterapia, ha infatti aumentato ”significativamente” la sopravvivenza dei pazienti con melanoma metastatico: a tre anni, sono vivi il 20-25% dei pazienti trattati, contro il 5% del passato. La buona notizia arriva da uno studio del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, presentato al Congresso della Societa’ americana di oncologia (Asco) in corso a Chicago e in pubblicazione sul ‘New England Journal of Medicine’. Nello studio di fase III, 500 pazienti con melanoma metastatico e non trattati prima sono stati curati con la ‘combinazione’ del nuovo farmaco piu’ la chemioterapia tradizionale: ”La ricerca – sottolinea l’autore Jedd Wolchok – analizza per la prima volta la sopravvivenza a tre anni di questi pazienti, e mai finora per questo tipo di cancro pazienti erano stati seguiti cosi’ a lungo. Si e’ visto cosi’ che, ad un anno, sopravvive il 47.3% dei pazienti trattati contro il 36.3% di quelli curati solo con chemio e placebo; a due anni sopravvive il 28.5% contro il 17.9%, e a tre anni il 20.8% contro il 12.2%”. Si tratta, affermano i ricercatori, di un risultato mai raggiunto prima: con la terapia standard, infatti, il 50% di questi malati aveva una sopravvivenza media di 6 mesi e solo il 5% sopravviveva piu’ a lungo”. Lo studio dimostra dunque l’efficacia del nuovo farmaco, gia’ testato con successo su pazienti pre-trattati. Ma come funziona la molecola ‘rafforza-difese’? Si tratta, spiega il direttore della Divisione di oncologia e immunoterapia del Policlinico di Siena Michele Maio, dove parte dei test sono stati condotti, ”di trattare il melanoma con un approccio nuovo e rivoluzionario, quello appunto dell’immunoterapia: in pratica – spiega – e’ la manipolazione del sistema immunitario per renderlo piu’ aggressivo contro il cancro. Gli effetti sono meno veloci della chemio ma piu’ duraturi. La molecola – chiarisce Maio – agisce infatti rafforzando le cellule T del sistema immunitario, che diventano cosi’ in grado di cercare e distruggere le cellule tumorali”. Un approccio, quello dell’immunoterapia o immuno-oncologia, che gli esperti definiscono ‘di svolta’ e che sta gia’ cambiando il paradigma dei trattamenti in oncologia: la nuova molecola si sta ora sperimentando anche su altri tipi di tumore, come quello al polmone e alla prostata. Lo studio, per la sua novita’, e’ stato presentato all’Asco in sessione plenaria dinanzi a migliaia di specialisti. Il melanoma, infatti, resta una delle forme di cancro piu’ difficili da combattere ed i numeri lo dimostrano: questa forma di cancro colpisce sempre di piu’ anche i giovani, e’ aumentata di 10 volte negli ultimi 50 anni e ogni anno nel mondo sono diagnosticati 138.000 nuovi casi (si stima che i casi raddoppieranno entro il 2019); in Italia, i nuovi casi sono 7-8.000 l’anno e 1.500 i decessi. Oggi, pero’, c’e’ una nuova arma a disposizione: ”L’immunoterapia – commenta il direttore della Ricerca della Bristol-Myers Squibb, azienda produttrice del farmaco, Renzo Canetta – e’ uno strumento potente che stiamo imparando ad usare nel modo migliore e che crediamo diventera’ – conclude – un nuovo pilastro decisivo per la lotta al cancro”.
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