martedì, 16 agosto 2022
Medinews
5 Maggio 2009

MEDICINE: SCORTE RIDOTTE DEL 30% CON RIORDINO INFORMATIZZATO

Roma, 29 gennaio 2009 – In Italia sempre più esempi virtuosi. In genere le giacenze non superano un mese di fabbisogno

“I farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali sono da anni impegnati nella gestione virtuosa dei materiali farmaceutici per evitare l’immobilizzazione di capitale, l’obsolescenza dei prodotti e per ridurre i costi delle scorte, applicando alcune fondamentali regole di gestione logistica”. E’ questa la nota della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) a proposito del tema della migliore gestione dei medicinali in Italia. Le regole sono: informatizzazione del sistema, monitoraggio della rotazione delle scorte, scorta minima, sottoscorta, punto di riordino. “Dove le aziende sanitarie hanno investito in tecnologie – afferma Laura Fabrizio, presidente SIFO – i risultati sono sicuramente migliori; esperienze italiane insegnano che con un sistema di gestione informatizzato a riordino automatico si riducono le scorte anche del 30%. Oggi possiamo disporre di software semplici e molto efficienti che ‘seguono’ la prescrizione del medico ospedaliero fino alla somministrazione, la prescrizione del medico di base fino alla registrazione del percorso terapeutico del singolo paziente, la gestione del farmaco in dose personalizzata fino a quella unitaria, degli armadi intelligenti e dei braccialetti identificativi del paziente”. “In Italia l’organizzazione sempre più avanzata e attenta delle farmacie ospedaliere è testimoniata da numerosi centri di eccellenza – spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO – come l’Azienda Ospedaliero Universitaria S. Giovanni Battista di Torino, l’ospedale S. Chiara di Trento, il Servizio farmaceutico dell’ASL 17 del Veneto, il Policlinico Gemelli di Roma, l’ISMETT di Palermo, per citarne solo alcuni, e tante altre realtà sempre più numerose”. “Dove non sono disponibili tecnologie – spiega Margherita Rinaldi, coordinatrice nazionale SIFO dell’area scientifica ‘Management e tecnologie gestionali’ – la gestione virtuosa delle scorte si realizza con determinate procedure scritte e inventari frequenti, con registri manuali di lotti e scadenze. La farmacia opera inoltre procedure su specifiche ‘check list’, cioè liste di parametri da controllare , quali rispetto della prescrizione, conservazione dei farmaci, volume delle scorte, e altri. La ‘check list’ è preparata dal farmacista in base alla realtà organizzativa e alle criticità dei propri reparti, a tempi predeterminati con un impiego limitato di risorse (un farmacista in 1 ora verifica una check list standard). Dalla collaborazione tra caposala e farmacista in reparto e in ambulatorio nasce la procedura gestionale delle scorte, così quantità e riordino vengono attentamente monitorati. Va ricordato anche che nella maggior parte dei casi le scorte in giacenza coprono da 20 giorni a un mese di fabbisogno e che alcuni farmaci o dispositivi vengono acquisiti su richiesta personalizzata per singolo paziente, senza essere immagazzinati. Inoltre che, tramite inventari di fine anno e periodici, si quantificano costantemente le giacenze fisiche dei prodotti farmaceutici ovunque immagazzinati”.

“Una delle attività del farmacista ospedaliero e ancor di più del farmacista di reparto – sottolinea il dr. Finocchiaro – è la consulenza e vigilanza sulla tenuta dei farmaci e dispositivi medici nell’armadio di reparto. La sicurezza e la prevenzione degli errori sono lo scopo primario, ma si valuta attentamente anche il sistema di controllo delle scadenze. Indipendentemente dall’organizzazione logistica, si può avere una buona gestione delle scorte dei beni farmaceutici siano essi in reparto, nel magazzino di farmacia ospedaliera o nel magazzino centralizzato per più ospedali”.
“Un problema diverso – sottolinea la dr.ssa Rinaldi – è l’aderenza alla terapia dei pazienti a domicilio dove le prescrizioni mediche potrebbero non sempre essere rispettare, vanificando così la cura e disperdendo risorse. In questo ambito i farmacisti delle Aziende Sanitarie sono impegnati in campagne di informazione indipendente sul corretto uso dei beni farmaceutici, rivolte sia agli operatori sanitari che ai pazienti. Analogamente al farmacista di reparto, quello di distretto o del servizio farmaceutico territoriale, conoscendo i flussi prescrittivi, è impegnato a promuovere il buon uso dei farmaci e a monitorare l’aderenza alle prescrizioni e quindi il consumo appropriato di medicinali e dispositivi medici. Per quanto riguarda la distribuzione diretta dei farmaci a pazienti non ricoverati da parte delle Aziende Sanitarie – continua Rinaldi – questa risponde a necessità di continuità assistenziale sancite dalla legge 405/01 e da successivi provvedimenti regionali che hanno regolamentato sia la distribuzione del primo ciclo di terapia alle dimissioni dal ricovero ospedaliero che la distribuzione dei farmaci del Prontuario della continuità assistenziale Ospedale Territorio (PHT) per il trattamento di importanti patologie”. “Nell’ambito dei percorsi di qualità e sicurezza – conclude la dr.ssa Laura Fabrizio, presidente SIFO – il sistema logistico dei farmaci e dei dispositivi medici nelle farmacie ospedaliere e nei servizi farmaceutici distrettuali è regolato da precise procedure, non di rado anche certificate e sottoposte a verifiche per l’accreditamento”.
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