mercoledì, 2 dicembre 2020
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21 Marzo 2006

MEDICINA: PREMIO BELLISARIO A MARIA GRAZIA MODENA. IL PRIMO PRESIDENTE DONNA DEI CARDIOLOGI ITALIANI

Roma, 10 giugno 2005 – Maria Grazia Modena, prima donna a guidare la Società Italiana di Cardiologia (SIC) e a diventare professoressa di cardiologia in Italia nel 1994, riceve oggi pomeriggio all’Auditorium di Confindustria a Roma il premio Bellisario, riconoscimento dell’omonima Fondazione dedicata alle donne che più si sono distinte nell’imprenditoria, nelle arti, nelle scienze e nella politica. L’edizione di quest’anno – organizzata in collaborazione con Confindustria e il Sole24Ore sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica – è dedicata alla sanità. La prof.ssa Modena, specializzata in Cardiologia e Pediatria, è ordinario di Cardiologia all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore del Dipartimento integrato di emergenza-urgenza del Policlinico modenese. Da appena qualche mese guida anche la più importante società scientifica italiana di cardiologia, la SIC, che rappresenta oltre 2.500 cardiologi tra cui alcuni dei più autorevoli docenti universitari del nostro Paese. “In campo cardiologico, una volta dominato dagli uomini, oggi le donne stanno superando i colleghi maschi”, afferma la prof.ssa Modena, secondo la quale, per quanto riguarda le donne in carriera, “l’Italia è oggi più avanti degli Usa dove prevale una più rigida separazione”, anche se permangono difficoltà oggettive come la maternità: “quando la donna sceglie di dedicarsi alla famiglia – spiega – è spesso costretta ad abbandonare la carriera”. Nel ’99 le primarie universitarie di cardiologia in Europa erano 11 oggi sono 18 di cui 2 in Italia: una situazione che va dunque lentamente migliorando.

Le motivazioni del premio alla Modena sono per l’esclusività dei ruoli ricoperti, per la produzione scientifica e per l’attività di ricerca sulla salute cardiovascolare al femminile. Dopo l’esperienza americana alla Mayo Clinic, uno dei più grandi e specializzati ospedali del mondo, la Modena creò infatti nel capoluogo emiliano un centro per le donne in post-menopausa con problemi ginecologici, cardiovascolari, ormonali, di osteoporosi e psicologici. Un centro ancora attivo che finora ha visitato e curato 35.000 donne. “Da un lato forniamo un servizio assistenziale unico – spiega la prof.ssa Modena – diversificando i casi nelle varie branche specialistiche. Dall’altro cerchiamo di comprendere e studiare le differenze di genere delle malattie e perché la donna, superata la menopausa, si ammali in modo accelerato”. E’ proprio in seguito a questa e ad esperienze analoghe che, sulla scia di quanto fatto dall’American College of Cardiology, anche la Società Europea di Cardiologia (ESC) e la Federazione Italiana di Cardiologia hanno deciso di attivare programmi assistenziali che mettano al centro dell’attenzione le malattie cardiovascolari delle donne. Un argomento che sarà centrale al prossimo congresso ESC di settembre a Stoccolma e al congresso nazionale SIC che si svolgerà dal 10 al 13 dicembre a Roma.
Il premio internazionale è andato invece a Tara Gandhi, Fondatrice del Kasturba Gandhi National Memorial Trust, mentre gli altri 2 riconoscimenti per le professioniste della medicina sono andati a Maria Gabriella Santoro che insegna Virologia all’università Tor Vergata di Roma e ad Elena Cattaneo della cattedra di Biotecnologie Farmacologiche dell’Università di Milano.
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