martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
22 Gennaio 2004

MALATTIE DEL RESPIRO: COSTI SOCIALI SEMPRE PIÙ ALTI. CARENZE NELLA PREVENZIONE E NELLA DIAGNOSI

Importanti novità del 7° Congresso Nazionale sull’asma e Bpco in corso a Verona

Verona, 22 gennaio 2004 – In questo caso non è colpa dell’Euro se i costi sociali delle malattie del respiro stanno crescendo a dismisura, sia in termini di perdita di ore di lavoro, ospedalizzazioni, visite specialistiche e di urgenza, sia di cure. Il “listino prezzi” vede al primo posto la Bpco e l’asma da reflusso, le più ‘care’ non solo economicamente ma anche e soprattutto in termini di qualità di vita dei pazienti affetti da queste patologie. È quanto emerge dai dati presentati alla settima edizione del Congresso Nazionale “Asma bronchiale e BPCO. Obiettivi Rimedi e Strategie” in corso a Verona dal 21 al 23 gennaio. Parte della responsabilità per questi costi lievitati è da attribuire a campagne di prevenzione inadeguate e a metodologie diagnostiche spesso inefficaci. Carenze che comportano diagnosi di asma o di BPCO ritardate e una tendenza a somministrare cure inadeguate. “L’asma – ha spiegato il professor Roberto Dal Negro, presidente del congresso e primario della divisione di Pneumologia dell’ULSS 22 della Regione Veneto – colpisce il 6% della popolazione adulta e il 10-11% di quella infantile ed i costi di questa alta incidenza sono notevoli, soprattutto dal punto di vista sociale. La situazione appare particolarmente difficile soprattutto quando l’analisi si concentra sulla BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva). Solo nel Veneto, che comunque rispecchia la media nazionale, i costi medi associati a questa patologia sono doppi rispetto all’asma. Pur con una incidenza nettamente inferiore alle forme asmatiche (3%) il costo della BPCO si aggira intorno ai 280 milioni di euro, contro i 207 milioni dell’asma”. Non solo. Considerando l’impatto della malattia in base allo stadio di avanzamento – lieve, moderata, grave – è stato evidenziato come il 60% dei costi derivi dalle forme più gravi ma meno diffuse. Dato sconfortante se si considera che, prese in tempo, sia l’asma che la BPCO possono essere tenute sotto controllo, migliorando notevolmente la qualità di vita del paziente e incidendo meno sui budget sanitari. Proprio l’importanza della prevenzione nelle malattie respiratorie è all’origine del progetto GOLD, della costituzione di un sito interamente dedicato alla BPCO e a un numero verde (800.585.558) a disposizione di chi vuole ottenere informazioni sulla malattia, i fattori di rischio, gli esami di accertamento, i centri specializzati.
Anche in Veneto l’asma è in costante aumento nella popolazione, arrivando a colpire circa il 6% della popolazione generale adulta e il 10-11% dei bambini. Questa incidenza comporta costi elevati, soprattutto indiretti come il numero di giorni di lavoro persi. Per l’asma è stato calcolato un costo medio di 1005 euro per persona all’anno. Nel dettaglio l’asma lieve, che colpisce il 63% dei pazienti, costa 600 euro a persona, quella moderata, che riguarda il 24% dei casi, ne costa 1000, quella grave (13% di casi) circa 2500 euro. “Questi dati – ha precisato il professor Dal Negro – confermano l’importanza, già più volte sottolineata, di concentrare gli sforzi nella prevenzione della malattia e nelle campagne informative, rendendo noto cos’è la malattia, come diagnosticarla, come evitare i fattori di rischio”. Questo è particolarmente vero quando consideriamo la BPCO. “Il paziente affetto da broncopneumopatia cronico ostruttiva è un paziente che arriva a costare, nelle forme più gravi, fino a 3900 euro. Queste sono cifre significative non solo per gli operatori sanitari. Danno un’idea del dramma di persone costrette ad essere curate, agli stadi più gravi, in regime ospedaliero, condannate a frequenti ricoveri per le riacutizzazioni della malattia, a condurre una vita qualitativamente peggiore. Il fatto che l’insorgere della patologia sia associato a fattori ambientali e in particolare al vizio del fumo, rende strategico il ruolo delle istituzioni, che possono giocare un ruolo di primo piano nella lotta alla malattia”.
Perché la situazione cambi è necessario un progetto organico che preveda l’intervento congiunto degli specialisti e delle istituzioni. Per quanto riguarda la città di Verona, l’intervento del sindaco al Congresso è un segnale positivo ed indica che si sta procedendo nella giusta direzione.
www.pneumologiabussolengo.it
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