Medinews
28 Maggio 2004

MALATTIE CARDIOVASCOLARI: LA PROTEINA A-I MILANO QUATTRO VOLTE PIÙ EFFICACE DELLE STATINE

sez,328

Gli straordinari scenari dell’impiego della molecola al convegno “HDL Therapy” che dal 28 al 30 maggio riunisce a Limone del Garda i maggiori esperti internazionali

Scarica la cartella stampa



Milano, 28 maggio 2004 – Scioglie le placche nelle coronarie, responsabili di aterosclerosi, infarto e ictus, prima causa di morte al mondo. E oltre a rimuovere il colesterolo, la proteina A-I Milano mostra efficacia trombolitica, antinfiammatoria e ripara le lesioni vascolari. Queste sue caratteristiche sono alla base della ‘HDL Therapy’, una straordinaria prospettiva di cura non solo efficace nel ristabilire la salute del paziente, ma anche nell’abbattere i costi economici. È quanto sostengono i ricercatori impegnati nella sperimentazione del farmaco, derivato dalla proteina mutante scoperta nel sangue di alcune decine di abitanti di Limone 30 anni fa, in alternativa ai tradizionali farmaci impiegati per abbassare il colesterolo. I presupposti di questa rivoluzione vengono dallo studio americano condotto dal dottor Steven Nissen e pubblicato sulla rivista Jama, che indica nella HDL therapy il trattamento salvavita da sviluppare in futuro. A spiegarlo è il prof. Cesare Sirtori, ordinario di farmacologia clinica dell’Università di Milano e scopritore della A-I Milano: “Dopo la dimostrazione della significativa riduzione delle placche ateromatose nelle coronarie umane – ben il 4,2% sull’intera area esaminata, sino a quasi il 10% nella zona con le placche più gravi dopo solo 6 settimane – quello ottenuto con il derivato dell’A-I Milano si è confermato il miglior risultato mai ottenuto prima con l’utilizzo di altri farmaci. Le statine al massimo dosaggio, ad esempio, hanno permesso di ottenere riduzioni delle placche di poco superiori all’1% dopo 18 mesi di trattamento”. Questo significa che una volta iniziata la produzione industriale del farmaco si potrà fare a meno di molti altri, costosi, farmaci tradizionali, ipotesi già considerata nei piani di intervento del National Health Institute americano.

La terapia tradizionale per abbassare il colesterolo richiede tempi lunghi e costi elevati. I farmaci più utilizzati oggi sono le statine, per cui solo in Italia si spendono circa 400 milioni di euro all’anno. Nel mondo, due soli farmaci di questa classe (atorvastatina e simvastatina) hanno determinato una spesa globale annua di oltre 17 miliardi di dollari. Cifre enormi che potrebbero essere tagliate grazie all’utilizzo dell’Apo A-I Milano, proteina che non solo ha un effetto, accertato, sulle coronarie molto superiore alle statine ma potrebbe richiedere minori accertamenti diagnostici per verificarne l’efficacia. E per dimostrare questa ipotesi sta per partire un progetto italiano, presentato da un gruppo di ricercatori coordinati dal prof. Cesare Sirtori, al Ministero dell’Università e Ricerca Scientifica (per avere accesso al Fondo Incentivazione Ricerca di Base). Il progetto, denominato “Laboratorio di diagnostica non invasiva dell’infarto del miocardio trattato con terapie biologiche innovative” propone, tra l’altro, un’alternativa alla classica, costosa e invasiva angiografia: l’utilizzo di tecniche ecografiche e la risonanza magnetica che permetterebbero di valutare ripetutamente il malato senza interventi esterni. Alcuni dati: nel 2003 negli USA sono state eseguite oltre un milione di angiografie coronariche diagnostiche al costo di 15-20 mila dollari l’una (per un totale di 15-20 miliardi di dollari). Nel nostro Paese si spendono circa 600 milioni di euro per accertare la presenza di malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel mondo e responsabili solo in Italia di 242 mila decessi ogni anno.
“Anche per la diagnosi, dunque, il risparmio è sicuro – conclude il prof. Sirtori – con la proposta del Progetto FIRB i ricercatori italiani potranno fornire un’alternativa alla classica, e costosa, angiografia. La macchina per la risonanza magnetica costa, ma richiede poco personale e funziona giorno e notte. Fra pochi anni renderà visibili le coronarie bene come l’angiografia. E non sarà nemmeno più necessario dosare il colesterolo nel sangue”. Queste tecniche diagnostiche poco invasive potranno essere utilizzate inoltre per esaminare le coronarie di persone giovani ma ad alto rischio (perché obese, perché fumano, perché consumano quantità elevate di grassi ecc.). Se si riscontreranno eventuali placche si potrà procedere a una serie di infusioni terapeutiche di A-I Milano. “Il costo attuale è elevato (intorno ai 15 mila dollari per ciclo di trattamento) spiega il prof. Sirtori – ma studi in corso sembrano dimostrare che la proteina funzioni anche in dosi significativamente più basse di quelle impiegate nelle precedenti osservazioni. Diminuiranno dunque i costi per il farmaco, senza intaccarne l’efficacia clinica.”
TORNA INDIETRO