giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
28 Agosto 2003

MALATTIE CARDIOVASCOLARI: COLPITO UN DIABETICO SU 5NUOVA TECNICA PERMETTEDI SCOPRIRE IL RISCHIO

Presentati all’International Diabetes Federation di Parigi i risultati del primo studio al mondo condotto 1.100 pazienti: se il test è negativo la possibilità di un attacco ischemico è inferiore all’1%

Parigi, 28 agosto 2003– Si chiama Myocardial perfusion imaging (MPI). E’ una tecnica diagnostica che grazie ad una sostanza radioattiva, il Cardiolite, permette di misurare il flusso sanguigno attraverso il cuore e di identificare la malattia coronarica in fase precoce nelle persone con diabete di tipo 2. Se il test con Cardiolite risulta negativo, il rischio di eventi cardiaci nei 12 mesi successivi è inferiore all’1%. I risultati preliminari della ricerca sull’utilizzo del Cardiolite – lo studio denominato DIAD (detection of ischemia in asymptomatic diabetics), è il primo a investigare la diagnosi di ischemia silente in pazienti affetti da diabete – sono stati presentati al XVIII Congresso della International Diabetes Federation in corso a Parigi e dovrebbero permettere un intervento tempestivo per il 50% dei pazienti diabetici (oltre 1.500.000 solo in Italia) che, pur non manifestando sintomi, sono ad alto rischio di manifestare malattie del cuore e subire un attacco cardiaco fatale.
Il Cardiolite permette la diagnosi di cardiopatia ischemica silente allo stadio iniziale. Diagnosticare la cardiopatia ischemica nelle persone con diabete è difficile perché molti di loro non mostrano i segnali caratteristici dell’angina e dell’infarto, come il dolore al petto. Il risultato è che la sofferenza ischemica del cuore rimane silente fino a quando la malattia è ormai in stato avanzato determinando potenzialmente un attacco di cuore o la morte. “Questi risultati sono di enorme importanza dal momento che molti pazienti affetti da diabete non sono consapevoli del loro rischio di manifestare malattie cardiache – afferma Frans J. Th. Wackers, professore di medicina alla Facoltà di Medicina della università di Yale e uno dei ricercatori principali nello studio. – I risultati di questa ricerca dimostrano che uno screening precoce con il Cardiolite può offrire enormi benefici a questa categoria di pazienti, in particolare ridurre il rischio di serie malattie coronariche, tra le maggiori cause della ridotta aspettativa di vita per questa popolazione”.

Lo studio DIAD è il primo trial che studia l’schiemia silente del cuore in pazienti con diabete di tipo 2 Lo studio coinvolge 1.100 paziente con età compresa tra i 50 e i 75 anni e senza cardiopatia ischemica nota. I pazienti arruolati sono stati randomizzati per ricevere il Cardiolite durante test da sforzo o stress farmacologico, e sottoposti a controlli a cinque anni. I risultati dello studio presentato a Parigi nascono dall’analisi di 522 pazienti che hanno ricevuto il Cardiolite. In base a questi risultati 113 pazienti (22%) manifestavano anomalie che suggerivano la presenza di cardiopatia ischemica silente. A 83 di questi pazienti (73%), sono state riscontrate anomalie del flusso sanguigno cardiaco, mentre ai restanti 30 (27%) sono state diagnosticate altre anomalie, prevalentemente alterazioni dell’elettrocardiogramma di tipo ischemico.
Il diabete, in particolare quello di tipo 2, è una malattia in continuo aumento nei Paesi industrializzati: nel 1985 nel mondo si contavano circa 30 milioni di diabetici. Dieci anni più tardi, questo numero si è più che quadruplicato, attestandosi sui 135 milioni. In Italia le proiezioni indicano che nel 2025 questa cifra salirà a 3.300.000. Il problema centrale dell’assistenza ai pazienti diabetici è rappresentato dalla prevenzione e cura delle sue complicanze croniche, in particolare il rischio di cardiopatia ischemica che è 2-4 volte più alto rispetto ai non diabetici. Nel diabete tipo 2 l’infarto miocardico è la principale causa di disabilità e mortalità costituendo il 50-75% dei decessi.
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