venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
3 Ottobre 2003

MAL DI TESTA, GLI ESPERTI: RIMEDI ‘SOFT’ CONTRO LA CEFALEA DA ABUSO DI FARMACI

Antiossidanti e magnesio sempre più utilizzati per prevenire gli attacchi; in calo i medicinali per la profilassi: troppi gli effetti collaterali e scarsa l’efficacia

Roma, 3 ottobre 2003 – Non è ‘impasticcarsi’ la soluzione per il mal di testa, ma prevenire l’insorgenza degli attacchi. In alcuni tipi di emicrania, infatti, la profilassi funziona. Non con i vecchi farmaci carichi di effetti collaterali e di scarsa efficacia, ma con un nuovo approccio ‘soft’ suggerito dai maggiori esperti del settore. Secondo gli studi del prof. Alexander Mauskop del New York Headache Center, uno degli studiosi più noti a livello mondiale, è necessario approfondire le conoscenze sulle sostanze naturali, come il magnesio o alcuni antiossidanti, per affrontare il dilagare della cefalea da abuso di farmaci, una forma recentemente inserita nella nuova classificazione della International Headache Society, che anche in Italia interessa una percentuale tra l’1 e il 4% della popolazione. “Oggi gli scienziati si concentrano sulle possibilità di prevenzione – concorda il prof. Virgilio Gallai, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Perugia e past-president della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee –. Antiossidanti, magnesio e altri rimedi vanno meglio studiati perché possono essere estremamente vantaggiosi per contrastare uno dei meccanismi alla base della crisi, cioè la sincronizzazione dei neuroni legata all’eccesso di sostanze eccitatorie. Gli antiossidanti riescono insomma a ‘spengere’ i neuroni ipereccitati, contrastando la propensione per le crisi.”

“Nell’attività clinica del mio centro – spiega il prof. Mauskop – la maggior parte dei pazienti giunge all’osservazione dopo una lunga storia di mal di testa spesso con una storia familiare di cefalea. Il primo approccio terapeutico che adottiamo è suggerire integrazioni di prodotti come il magnesio o la vitamina B2. In particolare, la mancanza di magnesio porta ad una costrizione e spasmo dei vasi sanguigni del cervello e rende il sistema ipereccitabile, entrambi meccanismi alla base del mal di testa. Le ragioni della carenza di magnesio sono da ricercare nello stress, nella quantità troppo bassa di magnesio contenuta nei cibi e nell’acqua e in motivi genetici. Abbiamo potuto verificare che somministrare magnesio alle persone che ne sono carenti risolve il deficit ed il mal di testa scompare. La sostanza, in uso da moltissimo tempo, anche negli ultimi anni è stata testata in 3 studi scientifici che ne hanno dimostrato l’efficacia.”. Per questo i medici vanno informati anche delle altre opzioni – magari meno rapide nell’azione ma che possono far diminuire, nel tempo, l’utilizzo di analgesici e antidolorifici.
“Si può iniettare il magnesio – aggiunge il prof. Mauskop – per risolvere un attacco molto severo o assumerlo per bocca in modo costante per prevenire gli attacchi. E nella nostra esperienza clinica abbiamo constatato che funziona nel 50% dei pazienti. La terapia – a dosaggi adeguati – non provoca alcun disturbo, è utilizzabile anche in gravidanza ed è altrettanto efficace dei medicinali per la prevenzione dell’emicrania, come si sa gravati da pesanti effetti collaterali”.
Ma qual è la dieta migliore per avere il corretto quantitativo di magnesio? “Consumare vegetali a foglia larga, noci e nocciole, piselli e cereali integrali – conclude l’esperto –. Anche certi tipi di acqua minerale sono da preferire perché contengono una maggiore percentuale di magnesio; infine, limitare i grassi: possono provocare difficoltà nell’assorbimento del magnesio. È importante raccomandare a chi soffre di cefalea uno stile di vita adeguato, praticare regolare attività fisica e evitare la caffeina.”
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