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14 Settembre 2004

LINFOMI IN AUMENTO, L’ITALIA SENZA IL FARMACO PER LE COMPLICANZE AL CERVELLO

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Approvato in Europa ma non ancora nel nostro Paese

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Milano, 14 settembre 2004 – I linfomi, tra le più diffuse neoplasie ematologiche, sono in costante e preoccupante aumento: colpiscono infatti circa 6mila persone ogni anno nel nostro Paese con un tasso di mortalità attorno al 50%. La causa è sconosciuta, ma si sa che le persone con grave deficit del sistema immunitario, come gli HIV positivi, sono molto a rischio. Una complicanza estremamente grave, anche se rara (si stimano poche decine di pazienti) è la meningite linfomatosa che coinvolge il sistema nervoso centrale. “La sintomatologia – spiega il prof. Sante Tura, docente di Ematologia all’Università degli Studi di Bologna – è dominata da una cefalea spesso insopportabile da disturbi dalla mobilità degli occhi, della bocca e altri difetti legati alla sede di interessamento del cervello. La clinica impone una terapia perché i sintomi sono inaccettabili”.
Per la bassa incidenza, la meningite linfomatosa resta una ‘malattia orfana’, per cui non esistono attualmente farmaci con l’indicazione al trattamento. Gli ematologi italiani utilizzano abitualmente citarabina o metotrexate per via intratecale, cioè la somministrazione direttamente nel liquido cefalorachidiano (liquor), con la necessità di sottoporre il paziente a 8-10 trattamenti al mese. Recentemente l’EMEA ha autorizzato un farmaco, la citarabina liposomiale, che, per la sua maggior efficacia, prevede due sole somministrazioni al mese. Ma in Italia non è ancora stato registrato, pur rappresentando un notevole vantaggio per il paziente e per il Sistema Sanitario Nazionale.

Aumento di volume di uno o più linfonodi, febbre, sudorazione, perdita di peso sono i segnali da non sottovalutare. “Nell’ultimo decennio – spiega il prof. Sergio Amadori, presidente della Società Italiana di ematologia e ordinario di Ematologia all’Università di Roma Tor Vergata – in Italia e in tutto l’Occidente si è registrato un incremento della frequenza di comparsa dei linfomi. Secondo gli ultimi dati, la frequenza globale di questa forma di tumore è calcolata intorno a 10 casi su 100.000 abitanti per anno”.
Al centro dell’attenzione dei clinici vi è soprattutto la qualità di vita dei pazienti e la possibilità di alleviare i sintomi più dolorosi utilizzando terapie farmacologiche efficaci secondo le indicazioni degli ultimi studi clinici internazionali e già disponibili in altri Paesi Europei, come la citarabina liposomiale.
“Il vantaggio di questo farmaco – aggiunge il prof. Amadori – è dato dal fatto che, grazie alla emivita molto più lunga, è sufficiente una dose ogni 2 settimane. Il paziente fa quindi un quarto delle iniezioni lombari, che teme e che provocano frequentemente cefalee e mal di schiena, rispetto al farmaco tradizionale; si tratta inoltre di iniezioni da effettuare in ospedale, magari costringendo il paziente a lunghe trasferte. Spesso i dolori post iniezioni non consentono alla persona di rientrare immediatamente a casa con un impatto negativo sulla qualità di vita e sull’accettabilità del trattamento. A causa dell’emivita molto più lunga, questo nuovo farmaco è anche più efficace, com’è documentato dai recenti studi clinici condotti in cui si è osservato che le cellule linfomatose spariscono dal liquor in una maggiore percentuale di pazienti rispetto al trattamento tradizionale. È più attivo perché, rimanendo più a lungo nel liquor, è in grado di colpire in maniera più efficace le cellule tumorali, leucemiche e linfomatose.”
Anche in ambito oncologico si possono sviluppare metastasi cerebrali generando in questi casi la meningite neoplastica, un’altra forma in aumento proporzionalmente all’incremento della sopravvivenza dei pazienti con tumore. “Per quanto riguarda il trattamento – spiega il dr. Marco Venturini, Oncologo all’Istituto dei Tumori di Genova e Tesoriere dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica se l’estensione della malattia è limitata si può ricorrere alla radioterapia; se invece è più ampia, l’elezione è l’utilizzo di farmaci quali il metotrexate e la citosina arabinoside in somministrazione intratecale. I sintomi neurologici possono essere devastanti per il paziente e per questo devono essere assolutamente trattati. Da qui la necessità di avere farmaci efficaci a disposizione”.
Il farmaco, unico con indicazione, sarà distribuito anche in Italia da Mundipharma ed è attualmente in attesa di ottenere la rimborsabilità dal Ministero della Salute, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’Emea e la commercializzazione in molti paesi europei.
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