lunedì, 26 febbraio 2024
Medinews
8 Giugno 2007

LEUCEMIE: ORA ANCHE IN ITALIA IL FARMACO CHE VINCE LE RESISTENZE

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Il dasatinib arriva nel nostro Paese in classe H dopo il via libera dell’AIFA

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Vienna, 8 giugno 2007 – Nuove speranze per i malati di leucemia mieloide cronica e di leucemia linfoblastica acuta resistenti o intolleranti alle attuali terapie: è ora disponibile, anche in Italia dopo il via libera dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA), il dasatinib, nuovo trattamento mirato. La notizia giunge dal XII congresso della European Haematology Association (EHA) in corso da ieri e in programma fino al 10 giugno a Vienna, dove circa 7000 esperti provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento per discutere i più recenti risultati della ricerca nell’ambito delle malattie ematologiche. Evidenze cliniche, da un recente studio condotto in un centro europeo, indicano che la resistenza a imatinib mesilato, l’attuale terapia standard per la leucemia mieloide cronica, può verificarsi nel 25% circa dei pazienti in fase cronica, nel 41% dei pazienti in fase accelerata e nel 92% dei pazienti in crisi blastica. Fino ad oggi erano disponibili per questi pazienti limitate opzioni terapeutiche. Il nuovo trattamento ha già conquistato un record nella storia della medicina: dalla sintesi del primo prototipo di molecola (1999) all’assegnazione ufficiale dello status di farmaco orfano da parte delle agenzie sia americana – FDA – che europea – EMEA – (2005) sono passati solo 6 anni.

Approvato già in Usa e in molti Paesi europei, in Italia dasatinib è prescrivibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale (Classe H) con le seguenti indicazioni: trattamento degli adulti con leucemia mieloide cronica (LMC) in fase cronica, accelerata o blastica con resistenza o intolleranza ad una precedente terapia comprendente imatinib mesilato, e trattamento di adulti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) con cromosoma positivo (Ph+) e con LMC in fase linfoide blastica con resistenza o intolleranza ad una precedente terapia. La leucemia mieloide cronica e la leucemia linfoblastica acuta Ph+ sono patologie gravi per le quali l’insorgenza di resistenza e intolleranza ai trattamenti disponibili costituisce un problema concreto e di difficile gestione. La possibilità di sviluppare resistenza aumenta con il numero degli anni di trattamento e con la gravità della malattia. In base alle più recenti conoscenze, si ritiene possano essere 3 i principali meccanismi di resistenza alla terapia con imatinib: le mutazioni di BCR-Abl, proteina chiave responsabile sia della leucemia mieloide cronica che della leucemia linfoblastica acuta Ph+, la iper-espressione della stessa BCR-Abl, il coinvolgimento di altre proteine, come quelle della famiglia Src con l’attivazione di vie alternative di traduzione del segnale, che si pensa abbiano un ruolo nella progressione dei tumori. Le mutazioni producono delle alterazioni tali della proteina Bcr-Abl per cui imatinib mesilato, l’attuale trattamento standard, diventa incapace di svolgere la sua attività inibitoria. Dasatinib è una terapia multi-target orale, in grado di inibire l’attività di Bcr-Abl, anche quando questa proteina ha subito delle mutazioni che l’hanno resa resistente all’imatinib: dasatinib è attivo in presenza di tutte le mutazioni conosciute, fuorché una. Sin dalle prime fasi dello sviluppo clinico di dasatinib, condotto in oltre 30 Paesi, l’Italia ha partecipato attivamente alla ricerca con il coinvolgimento di centri clinici universitari ed ospedalieri di eccellenza in tutto il territorio.
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