sabato, 18 settembre 2021
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9 Luglio 2009

LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA: IN SICILIA NASCE IL REGISTRO. 12 I CENTRI IN RETE GRAZIE ALLA SINERGIA PUBBLICO-PRIVATO

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Catania, 8 luglio 2009 – È un progetto virtuoso, fra i primi in Italia, che valorizza le risorse regionali. Il monitoraggio della malattia esteso a tutti i pazienti. Stop alla migrazione sanitaria

Un censimento completo dei casi di leucemia mieloide cronica (LMC) in Sicilia. Da oggi è possibile con l’istituzione del registro epidemiologico, a seguito dell’accordo triennale tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria V. Emanuele Ferrarotto S. Bambino di Catania e Bristol-Myers Squibb. Non solo. Sarà favorito il costante monitoraggio della malattia con i test, verrà creata la scheda paziente per la valutazione precoce dell’efficacia della terapia e implementata la rete informatica di collegamento tra i 12 centri coinvolti. Ogni persona colpita da una malattia grave come la leucemia mieloide cronica può quindi recarsi alla struttura più vicina al proprio domicilio. L’iniziativa, fra le prime in Italia, è stata presentata oggi a Catania in un incontro con la stampa e si colloca all’interno della rete siciliana per la LMC. “Dalla collaborazione pubblico-privato – spiega il dott. Paolo Cantaro, Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Catania – si sviluppa un progetto virtuoso di assistenza sanitaria che valorizza le risorse regionali a esclusivo vantaggio del paziente e della comunità scientifica. Abbiamo le professionalità adeguate e la capacità di rispondere al bisogno di salute di tutti i siciliani”. Le cosiddette “migrazioni sanitarie”, a cui appena qualche anno fa faceva ricorso circa il 60% delle persone colpite da malattie oncoematologiche, sono destinate a calare ulteriormente. “Il progetto di partnership – afferma il dott. Giorgio Ghignoni, Direttore Market Access di Bristol-Myers Squibb – entra ora nella fase operativa. Riteniamo che il percorso che si apre con la firma della convenzione possa rappresentare uno standard di collaborazione tra pubblico e privato, con l’obiettivo di fornire benefici concreti e utilizzare al meglio le risorse a favore della salute”. A testimonianza dell’alto valore scientifico dell’accordo, l’Assessorato alla Sanità della Regione Sicilia ha concesso il patrocinio all’iniziativa. “La LMC – sottolinea il prof. Francesco Di Raimondo, Direttore dell’Istituto di Ematologia dell’Università di Catania – è una malattia complessa da gestire, è infatti importante effettuare regolarmente i test molecolari per verificare se i pazienti sviluppino resistenze alla terapia convenzionale e, se necessario, modificarla”. La rete, che riguarda una patologia rara – ogni anno in Sicilia si registrano poco meno di 100 nuovi casi di LMC -, può rappresentare un modello per costituire un network regionale esteso anche ad altre malattie ematologiche più diffuse. Ha infatti permesso la standardizzazione di avanzate tecniche diagnostiche e l’uso di farmaci di seconda e terza linea, riservandoli ai malati che ne avevano realmente bisogno. Il valore della rete è quello di creare una stretta sinergia fra le strutture ematologiche del territorio, anche le più piccole, in modo da coordinare l’approccio diagnostico e terapeutico e mettere a disposizione di tutti quelle tecnologie più sofisticate che sono presenti nei centri più grossi.

L’incidenza della LMC aumenta con l’età (solo il 2% delle LMC si manifesta sotto i 20 anni d’età), rappresenta il 15% di tutte le leucemie degli adulti e il 4% delle leucemie dell’infanzia. In Italia si registrano circa 1000 nuove diagnosi ogni anno. “La rete siciliana per la LMC – continua il dott. Cantaro – è stata istituita nel 2005 con il supporto offerto dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), successivamente è stata supportata anche dalla Regione Siciliana e ha visto la partecipazione di tutte le Unità operative di Ematologia della Sicilia. In questi anni ha prodotto risultati importanti e ha operato sia nell’ambito della ricerca scientifica che della clinica, permettendo di condividere conoscenze e competenze”. È un importante esempio di una sempre più incisiva capacità di intervento sul territorio, uno strumento per intercettare la mobilità sanitaria verso altre regioni del Paese e un punto di unione tra specialisti che operano sull’intero territorio. Che oggi cresce. I test, eseguiti nei vari centri coinvolti, saranno inviati presso il Laboratorio di Patologia Generale del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Catania per la valutazione. “Il mantenimento della rete siciliana per la LMC – spiega il prof. Di Raimondo – consente che i pazienti siciliani continuino ad essere seguiti secondo le più avanzate linee guida internazionali mentre uno studio osservazionale europeo UNIC (Abstract 126 pubblicato su Haematologica 2008;93 supplement no 1), ha rilevato che anche quando il paziente è dichiarato resistente alla terapia di prima linea, solo un terzo dei casi viene sottoposto ai test per la ricerca di mutazioni, necessari per procedere alle alternative terapeutiche disponibili”. “L’ampliamento del network in seguito alla convenzione con Bristol-Myers Squibb – conclude il dott. Grignoni – risponde inoltre a concrete esigenze cliniche, perché, con il rafforzamento della rete informatica, sarà più facile la condivisione e lo scambio di dati tra strutture di diverso livello per consentire la continuità terapeutica”. Ciò permetterà una migliore gestione del rischio clinico, attraverso l’utilizzo di protocolli standardizzati condivisi, con un’evidente razionalizzazione nell’uso delle risorse disponibili.

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