sabato, 18 settembre 2021
Medinews
24 Settembre 2007

LE ITALIANE AMANO IL RISCHIO: SOLO IL 50% USA METODI SICURI. E LA PRIMA VOLTA? NESSUNA PRECAUZIONE PER UNA SU TRE

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Gli esperti della SIGO: “Dati allarmanti e ancora poca informazione”. Contro le gravidanze indesiderate il 26 settembre si celebrerà la 1a Giornata Mondiale della Contraccezione

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Berlino, 24 settembre 2007 – Le italiane arrivano impreparate al primo appuntamento importante con il sesso: la prima volta è senza “paracadute” per una su tre. E il 30% continua a sfidare la sorte, senza utilizzare alcun metodo contraccettivo oppure facendo affidamento sul coito interrotto (20%). In pratica, solo una su due usa metodi sicuri ed efficaci. Questi i risultati più allarmanti del sondaggio “Io e il sesso” promosso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), presentati oggi a Berlino, città scelta come capitale della Prima Giornata Mondiale della Contraccezione, che si celebrerà in tutto il pianeta il 26 settembre. “La fotografia che abbiamo scattato non è per nulla confortante. E ci spinge a insistere nella battaglia di informazione ed educazione sessuale che stiamo portando avanti in questi anni con la campagna “Scegli Tu” – commenta il prof. Emilio Arisi, Direttore dell’Ostetricia e Ginecologia del Santa Chiara di Trento e Consigliere Nazionale SIGO. Oltre 1.100 le ragazze che hanno aderito all’indagine. Questo l’identikit che si ricava: il 90% ha già avuto rapporti e l’età media della prima volta è 17 anni. Sesso è ancora uguale ad amore per 6 ragazze su 10, ma sono ormai rare quelle che attendono il giorno del sì: solo il 2% è contrario ai rapporti prematrimoniali. Sono “coppiste” e mammone: la maggioranza vive un rapporto stabile da oltre un anno e la mamma rimane la prima persona a cui si rivolgerebbero in caso di una gravidanza inattesa, anche se è in calo il ruolo della famiglia come fonte di informazioni su sesso e contraccezione.

“Si ritengono bene informate ma molte dichiarano una cultura “fai da te” (46% dei casi) – spiega il prof. Arisi – . E si vede. I dati indicano che non esiste ancora nel nostro Paese una cultura contraccettiva radicata: basti pensare che il 20% delle ragazze considera il coito interrotto come un metodo affidabile e lo sceglie”. Combattere le gravidanze indesiderate e tutelare la salute della donna è la missione principale della Società scientifica che, da quest’anno, ha trovato un importante alleato nel Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità: “Compiere liberamente, e con piena consapevolezza, le proprie scelte sessuali è un diritto inviolabile – dichiara il prof. Aldo Morrone, Direttore dell’ Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà di Roma e consulente del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità – ed è compito delle Istituzioni garantire che tutti abbiano la possibilità di accedere alle informazioni necessarie per goderne e prevedere norme che consentano di esercitarlo effettivamente. Per questo abbiamo accolto l’invito della SIGO, che ci ha chiesto di essere al suo fianco in questa importante Giornata e, più in generale, nel progetto di informazione sulla contraccezione “Scegli Tu”, in corso nel nostro Paese”. Il sondaggio rappresenta infatti la più recente iniziativa realizzata dalla Società Scientifica per la Campagna “Scegli Tu” (per saperne di più www.sceglitu.it). È stato promosso nell’agosto scorso su alcune delle più affollate spiagge italiane. “Ci regala uno spaccato che conferma ciò che noi specialisti abbiamo intuito da tempo: su sesso e contraccezione c’è ancora troppa confusione e le agenzie educative tradizionali, famiglia e scuola, non sono sufficienti a rispondere ai dubbi – continua il prof. Arisi – . Le ragazze cercano sempre di più anche altrove risposte di “qualità”: riterrebbero utili, in particolare siti internet, trasmissioni TV, servizi di counselling e opuscoli dedicati. Per questo ci siamo impegnati a diversificare le nostre proposte e i nostri canali di comunicazione, anche i più inconsueti. Ad esempio You Tube. Abbiamo registrato in un filmato alcune testimonianze delle ragazze che hanno aderito al sondaggio: ad oggi l’hanno visto oltre 100.000 persone. Il nostro obiettivo è parlare alle più giovani nella loro stessa lingua e offrire un’informazione certificata che le aiuti ad orientarsi e a vivere il sesso in maniera consapevole”. In occasione della Giornata Mondiale la SIGO lancia due nuove importanti iniziative: un numero verde completamente gratuito per rispondere a dubbi su sesso e contraccezione (800 555 323, dal 26 settembre tutti i giorni feriali dalle 14 alle 17) e uno spazio dedicato su Second Life. Nel mondo virtuale, all’interno di HEALTHY – Il Palazzo della Medicina e del Benessere inaugurato oggi, si trova un intero piano dedicato alla salute della donna in cui sarà possibile consultare materiale informativo e rivolgersi direttamente agli specialisti. La Giornata Mondiale della Contraccezione è promossa dall’associazione Marie Stopes International, dalla Società Europea della Contraccezione, dal Centro Latinoamericano Salud y Mujer, dall’ International Federation of Pediatric and Adolescent Gynecology e dall’ Asia Pacific Council on Contraception, con il sostegno di Bayer Schering Pharma AG. “Live Your Life Before You Start Another” è lo slogan scelto per questa prima edizione. Si stima che in tutto il mondo vi siano circa 210 milioni di gravidanze ogni anno di cui il 38% non pianificate: di queste, il 22% si conclude con un aborto. Ridurre le gravidanze indesiderate, soprattutto fra le giovanissime, è l’obiettivo individuato per la Giornata 2007. Un argomento estremamente attuale anche nel nostro Paese. “In Italia, a fronte di una diminuzione generale del numero di aborti, si registra invece un trend in costante aumento fra le donne immigrate – commenta il prof. Morrone- . In oltre un caso su 4 sono loro a richiederlo e nel 2004 hanno rappresentato il 27,2% del totale degli interventi richiesti. Il segno evidente che il nostro sistema, sociale e sanitario, non riesce ancora a rispondere in maniera adeguata alle esigenze di tipo educativo, informativo e assistenziale di questa fascia di popolazione, più vulnerabile e spesso esclusa dalle tradizionali reti di sostegno. Per questo crediamo, insieme alle Società Scientifiche e alle associazioni di tutela, che vadano sostenute azioni mirate per queste donne”.
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