mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
11 Febbraio 2004

LA ‘PRIMAVERA INFINITA’ DELLE ALLERGIE GLI ESPERTI: “RISCHIO IN AUMENTO PER I BIMBI”

La scomparsa delle stagionalità e il fenomeno della ‘poliallergia’ mettono a dura prova soprattutto i più piccoli. Per loro disponibili da oggi nuove armi terapeutiche

Milano, 29 aprile 2003 – Non è più solo la primavera il periodo dei pollini e degli starnuti: anche nel nostro Paese le allergie, che un tempo iniziavano a manifestarsi a fine aprile, colpiscono quasi tutto l’anno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il momento di massima diffusione dei pollini in Europa si è allungato, negli ultimi 20 anni, di almeno 10 giorni. “All’origine di questo fenomeno – spiega il prof. Attilio Boner, professore di pediatria all’Università di Verona – non vi sono solo i cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e dello smog e la scarsità delle piogge. A peggiorare la situazione si è aggiunta anche la diffusione, sia in parchi e giardini che in appartamento, di piante esotiche ornamentali d’importazione che hanno fasi di fioritura differenti, anche invernali”. Ecco dunque uno dei motivi di aumento di riniti, allergie e orticarie che – soprattutto nei bambini – sono balzate al terzo posto tra le malattie croniche più diffuse in Italia con una media del 10% e punte del 30%. Secondo i dati forniti recentemente dall’Istat nel nostro Paese ne soffre circa un bambino su quattro, con gravi conseguenze psicologiche e sociali. Oggi i nuovi antistaminici risolvono i sintomi senza dare sonnolenza, uno dei maggiori ostacoli al rendimento scolastico.
“Nei bambini allergici – spiega il prof. Maurizio Miraglia Del Giudice, ordinario di Pediatria alla II Università di Napoli – esistono problemi psicologici e comportamentali legati al continuo soffiarsi e strofinarsi il naso, all’istintiva tendenza alle smorfie, ai rumori di grattamento della gola, alle difficoltà respiratorie. Problemi che compromettono lo svolgimento delle attività più semplici come giocare, praticare sport e recarsi regolarmente a scuola, togliendo al bimbo la sensazione di benessere necessaria per una crescita corretta”. “Queste situazioni – aggiunge il prof. Alessandro Fiocchi, direttore del dipartimento materno-infantile dell’azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Milano, direttore di Melloni Pediatria e presidente della Associazione Italiana per la ricerca sull’allergia e l’asma infantili (Allegria) – modificano anche la vita dei genitori. Se riescono ad accettarle saranno genitori felici. Purtroppo alcuni conservano un acuto senso di sofferenza per la malattia del figlio, che recepisce questo segnale e sviluppa atteggiamenti negativi nei confronti delle medicina e della malattia. Questa sensazione di ‘diversità’ è molto diffusa nell’adolescenza ed è legata soprattutto agli aspetti estetici e terapeutici. Molti ragazzi si vergognano delle macchie sulla pelle, di usare le ‘pompette’ per l’asma allergico, di avere il fiatone quando giocano, di non poter praticare attività sportiva se non con molte precauzioni”.
Ad aggravare questi problemi un nuovo fenomeno: oggi le allergie arrivano ‘tutte insieme’. “Nei bambini – spiega il prof. Fernando Maria De Benedictis, Direttore della medicina pediatrica all’ospedale specializato materno infantile “Salesi” di Ancona – il processo evolutivo, conosciuto col termine di marcia allergica, solitamente inizia con la dermatite atopica per poi evolvere nella rinite allergica e nell’asma. Negli ultimi anni, invece, si è osservato il prevalere dell’associazione contemporanea delle tre malattie allergiche con sensibilizzazione a vari inalanti ed alimenti. Una sindrome poliallergica, va in tal modo sostituendo lo sviluppo e la trasformazione progressiva delle tre malattie”. Questo, naturalmente, con conseguenze immaginabili nella prevenzione, nella cura e nella qualità di vita del bambino.
Parallelamente all’aumento delle allergie, però, si sono registrati anche grandi progressi nello studio dei meccanismi che portano alla sensibilizzazione allergica, con nuovi scenari sia nella prevenzione che nel trattamento di queste malattie.
“La cura fondamentale per rinite e orticaria – spiega il prof. Miraglia Del Giudice – è basata sugli antistaminici, medicine che in passato inducevano sedazione e riducevano lo stato di attenzione sociale e scolastica del bambino, già disturbato dai sintomi della malattia”. Gli antistaminici di nuova generazione, invece, non danno sonnolenza, si somministrano una sola volta al giorno, sono in grado di ridurre i sintomi e di migliorare la qualità di vita. “Un reale progresso nella terapia della rinite allergica e dell’orticaria cronica – aggiunge il prof. Miraglia – si è ottenuto con l’introduzione in commercio di desloratadina, il più potente inibitore H1 oggi disponibile. Gli studi sperimentali hanno documentato che questa molecola induce il un blocco funzionale del recettore H1 più potente rispetto a quello degli altri antiistaminici; è inoltre capace di inibire tutti i mediatori della flogosi allergica, non ha effetti sul sistema nervoso centrale per cui non dà sedazione e non influisce sulle attività quotidiane. Desloratadina si è dimostrata rapidamente efficace nel controllare tutti i sintomi della rinite allergica (con un effetto particolarmente apprezzabile sull’ostruzione nasale) e dell’orticaria cronica. È particolarmente indicata per i pazienti pediatrici, grazie alla mancanza di interazione con il cibo e con antibiotici come l’eritromicina, alla possibilità di monosomministrazione quotidiana, alla elevata sicurezza e tollerabilità.” (Carlo Buffoli)
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