martedì, 1 dicembre 2020
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23 Ottobre 2008

LA PRIMA FICTION IN 3D PER CONOSCERE IL TUMORE DEL SENO. ‘LA STORIA DI PAULA’: “ECCO COME HO VINTO IL CANCRO”

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Un’esperienza di vita vera ambientata al Dipartimento Oncologico di Modena riprodotto fedelmente. Il prof. Conte e i suoi collaboratori ‘attori’ del cartoon. Il DVD distribuito nei reparti e sul web

Roma, 23 ottobre 2008 – L’invito a sottoporsi a un controllo. La mammografia e la diagnosi: tumore del seno. L’intervento e le terapie, la paura e il sollievo. Il ritorno alla vita “normale” e l’impegno nell’associazione di pazienti “perché non accada ad altri”. È questa la “Storia di Paula”, l’esatto percorso di una donna malata ricostruito fedelmente in un cartone animato in 3D di 40 minuti. Protagonisti i medici che quotidianamente operano nel Dipartimento Oncologico del Policlinico Universitario di Modena, centro di eccellenza internazionale. Sono loro infatti, riprodotti con le stesse sembianze, gli attori della fiction. Un progetto innovativo, il primo mai realizzato al mondo, per aiutare a conoscere meglio e sconfiggere il tumore del seno. “L’esperienza di Paula è simile a quella di molte pazienti che incontriamo ogni giorno – commenta il prof. Pierfranco Conte, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia e ripropone il difficile percorso di chi scopre di avere un cancro, reagisce con coraggio e riesce infine a sconfiggerlo, grazie alle nuove terapie, ad un’assistenza di eccellenza, ma anche all’affetto e al sostegno di chi gli sta vicino. Con questo progetto ci siamo posti l’obiettivo di informare ma anche contrastare il più frequente pregiudizio, che considera tuttora il cancro un male incurabile”. Quello della mammella, che colpisce oltre 35.000 donne ogni anno nel nostro Paese, se viene diagnosticato quando è inferiore al centimetro, guarisce nel 95% dei casi. La fiction, ambientata nel dipartimento oncologico modenese riprodotto in second life, sottolinea l’importanza della prevenzione primaria, dell’adesione agli screening e mostra inoltre come siano ancora radicati lo stigma nei confronti del tumore e gli ostacoli per chi riesce a sconfiggerlo e torna a una vita “normale”. “È importante ribadire che di cancro si può guarire ma si può morire per disinformazione – afferma il Ministro per le Pari Opportunità, on. Mara Carfagna -. Le Istituzioni hanno il preciso dovere di promuovere campagne informative corrette, esaustive e di qualità, in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, e di favorire il reinserimento di chi guarisce, con particolare riferimento al ritorno al lavoro. Per questo abbiamo ritenuto importante concedere il nostro patrocinio ad un’iniziativa innovativa come questa, che ci vede schierati in prima linea accanto alle donne malate e ai medici che quotidianamente combattono la battaglia contro il cancro, a cui va il nostro particolare ringraziamento”. La Fiction, realizzata dall’agenzia Intermedia, sarà disponibile in DVD e verrà ora distribuita nei reparti di oncologia di tutta Italia, alle associazioni che si occupano di lotta ai tumori e via web nel sito del Policlinico di Modena.

“Gli oncologi medici italiani – commenta il prof. Francesco Cognetti, past president dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – vedono con estremo favore ed entusiasmo iniziative come questa, che si pongono l’ambizioso obiettivo di sfatare l’equazione cancro uguale morte. Oggi sono sempre più le persone che riescono a sconfiggere il tumore: nel nostro Paese un esercito di oltre un milione e mezzo. Mi auguro che questa fiction possa servire quindi da stimolo per realizzare iniziative analoghe, anche riferite ad altri tipi di neoplasia, così da rendere sempre più efficace la lotta alla malattia”. Il Policlinico di Modena non è nuovo a “esperimenti” sul fronte dei new media: è stato infatti il primo ad inaugurare in second life un proprio distaccamento virtuale. Aperto da marzo 2008, è una copia del tutto fedele della struttura reale, dove i pazienti possono trovare informazioni e dove, ogni lunedì dalle 15 alle 17, gli oncologi offrono ascolto e consulenza. “Oggi le moderne tecnologie informatiche consentono di migliorare la qualità dei servizi – spiega il Direttore Sanitario Maurizio Miselli – ma soprattutto di facilitare l’accesso alle prestazioni e accrescere il livello delle informazioni necessarie a rendere l’utente protagonista del processo di cura. L’attività in second life ci sta regalando grandi soddisfazioni ed abbiamo intenzione di intensificarla: a novembre, in contemporanea con l’importante Congresso Meet the professor – advanced course on breast cancer, che si svolgerà a Modena, realizzeremo ad esempio il primo convegno virtuale sul tumore del seno, con ospiti di assoluto livello internazionale”. Uno degli ulteriori elementi di pregio dell’intero progetto, così come della fiction, è l’assoluta mancanza di costi a carico della struttura pubblica. Il progetto, infatti, è reso possibile grazie ad un educational grant di Astrazeneca, azienda particolarmente impegnata sul fronte della comunicazione scientifica, che ha creduto nel valore di questo percorso innovativo: “Il nostro obiettivo – spiega il dr. Raffaele Sabia, Direttore Medico dell’azienda – è “fare la differenza” per il paziente, non solo sviluppando farmaci sempre più efficaci e tollerati, ma anche attraverso il sostegno ad attività legate alla Responsabilità Sociale. Con il supporto a questa iniziativa altamente innovativa intendiamo perseguire due priorità per noi di valore: sensibilizzare sull’importanza della prevenzione della malattia e offrire un’informazione scientifica sempre più completa, aggiornata e accessibile a tutti”. Il tumore del seno rappresenta la patologia oncologica in cui l’associazionismo è più vivo e presente. In parte proprio perché un così alto numero di persone riesce a sconfiggere la malattia, ma senza dubbio anche perché questa presenta tanti e tali riflessi biologici e simbolici nella vita di una donna, da cambiarla per sempre. “Come emerge con evidenza anche nella “Storia di Paula” – commenta il dr. Gabriele Luppi, vice presidente LILT di Modena – spesso si instaura in chi supera il cancro il desiderio di portare la propria testimonianza a favore di altre donne, di impegnarsi per aumentare il livello di conoscenza e la sensibilità della popolazione. Ecco quindi che le associazioni di volontariato, numerosissime e radicate sul territorio, possono rappresentare una valida risposta a questo bisogno di “rendersi utili”.

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