venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
13 Febbraio 2003

LA COMUNITA’ DI S. EGIDIO APRE LA STRADA PER VINCERE L’AIDS NEI PAESI PIU’ POVERI

Presentati i primi risultati del Progetto Dream, realizzato in Mozambico su 440 donne sieropositive. Crolla la mortalità, migliora sensibilmente la qualità di vita

Boston, 13 febbraio – Mortalità ridotta sensibilmente, carica virale abbassata in poche settimane e nel 90% dei pazienti che assumono la terapia, virus sotto le 500 copie. Sono questi i risultati, clamorosi, realizzati dal Progetto Dream della Comunità di San Egidio in Mozambico, uno dei Paesi più poveri al mondo. I risultati vengono presentati per la prima volta alla Decima Conferenza sui Retrovirus e le infezioni opportuniste in corso a Boston fino al 14 febbraio. “Si tratta di una delle due prestazioni orali affidate agli italiani – spiega il prof. Leonardo Palombi, epidemiologo dell’Università Tor Vergata di Roma – a sottolineare l’interesse scientifico e sociale verso questo progetto, realizzato dalla Comunità in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, lo Spallanzani, Tor Vergata”.

Il Progetto Dream è partito nel novembre 2001 ed è diventato operativo nel febbraio 2002. Si pone l’obiettivo di introdurre la terapia antiretrovirale in persone colpite da Hiv per valutare l’incremento di sopravvivenza e il diminuito rischio di morte. Sono state coinvolte 440 donne sieropositive, con un particolare approccio nei confronti delle donne gravide, anche per valutare gli effetti della terapia sulla trasmissione materno-fetale. Di queste, 240 hanno iniziato a seguire la terapia standard usata nei Paesi Occidentali. “Altre caratteristiche che rendono unico il Progetto – sottolinea il prof. Palombi – è che è completamente gratuito, si svolge in centri governativi e nell’intero territorio nazionale del Mozambico. I risultati presentati a Boston non lasciano dubbi: il modello funziona, la mortalità si riduce, la qualità di vita dei pazienti migliora notevolmente, la carica virale si abbassa sensibilmente. E soprattutto si conferma la buona aderenza alla terapia, punto considerato a rischio per iniziative del genere in Paesi terzi come il Mozambico”.
L’interesse degli scienziati alla conferenza è forte, perché da un lato non esistono analoghe esperienze così strutturate e scientificamente inattaccabili, dall’altro perché si dimostra che anche in nazioni con sistema sanitari poco adatti è possibile sperimentare un modello terapeutico capace di incidere in maniera significativa sulla progressione dell’infezione da Hiv.
“Dopo questi primi risultati, ora parte la grande sfida della Comunità di San Egidio: riuscire a realizzare nei prossimi anni un deciso aumento dei pazienti fino a raggiungere la quota ipotizzata di 30.000 persone curate l’anno”. Il Mozambico è uno dei Paesi più poveri al mondo, con una prevalenza di Aids nella popolazione del 13%. La Comunità di San Egidio è un movimento presente in oltre 60 Paesi con 40 mila iscritti. E’ particolarmente legata al Mozambico perché è stata una delle artefici della pace firmata a Roma nel 1994, dopo due anni di trattative fra le diverse fazioni in guerra. Da allora la pace ha permesso di stabilire quegli indispensabili rapporti di fiducia con il governo che hanno reso possibile l’avvio di Dream. Dando speranze a milioni di pazienti con Aids nei Paesi in via di sviluppo.

Autore dall’inviato Mauro Boldrini

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