mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
2 Giugno 2004

ITALIANI FARMACODIPENDENTI E SUPERFICIALI. IL PROF. GARATTINI: “SERVE PIÙ SPIRITO CRITICO”

Parte domani il ciclo di sette Incontri “Verona Salute”, organizzato dall’Università di Verona, dalla Fondazione SmithKline e dal Centro OMS

Verona, 18 maggio 2004 – Sarà il prof. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, l’ospite del primo dei sette appuntamenti pubblici di Verona Salute, il ciclo di incontri organizzato dall’Università di Verona e dalla Fondazione SmithKline in collaborazione con il Centro di Riferimento OMS per l’educazione e l’informazione sul farmaco. L’argomento dell’incontro che si terrà mercoledì 19 maggio alle 18 al polo didattico ‘Giorgio Zanotto’ all’Università, sarà Farmaci e salute. “I farmaci – spiega Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano – hanno rappresentato e rappresentano uno strumento di salute molto importante, consentendo l’allungamento della vita media degli uomini e il miglioramento della sua qualità. Il farmaco è pero vittima del suo successo. Si è sviluppata infatti nella nostra società una mentalità ‘farmacocentrica’, convinta che per ogni tipo di problema esiste un farmaco che in grado di risolverlo”.

Al centro dell’attenzione il rapporto tra farmaci e pazienti, in un’epoca come la nostra in cui si tende a credere troppo a ciò che si legge, senza spirito critico. Perché i farmaci sono strumenti di salute se utilizzati correttamente, ma che possono provocare danni superiori a i vantaggi se diventano semplici beni di consumo. In quest’ottica saranno quattro le categorie di farmaci che verranno analizzate e spiegate al pubblico. La prima categoria comprende farmaci inutili. “Inutili – spiega Garattini – perché mancano le evidenze scientifiche della loro efficacia. E si tratta non solo di medicinali in libero commercio ma talvolta anche di farmaci prescritti dai medici. Parliamo di ricostituenti, antiossidanti, antiradicali liberi, integratori alimentari, farmaci per la memoria, dimagranti, che non hanno base scientifica”. La seconda categoria riguarda i medicinali utilizzati per contrastare cattive abitudini di vita, “a dimostrazione di come poco e male si svolgono le campagne di prevenzione in Italia”. Quindi verrà affrontata la problematica dei farmaci efficaci ma che vengono utilizzati per indicazioni che non sono riconosciute. Infine si parlerà di farmaci non convenzionali, alternativi, ricavati da omeopatia ed erboristeria. “Queste attività – continua Garattini – vengono presentate come se fossero una soluzione moderna, mentre invece fanno parte di un’era prescientifica. Mancano di evidenza scientifica. Utilizzandole si corre il rischio di non intervenire in tempo con farmaci che invece potrebbero essere efficaci”.
Ad ogni modo è molto importante non essere selettivi pregiudizialmente. “È la nostra capacità di critica sulla medicina ufficiale – spiega il professore – ciò che ci autorizza ad essere critici con la medicina alternativa. Anche nella medicina ufficiale infatti ci sono molti farmaci che non servono.”
Un problema che dovrebbe essere affrontato soprattutto in sede legislativa. “Ma sia in Italia che in Europa la legge spesso non rispecchia l’interesse del paziente. Oggi inoltre non sempre è obbligatorio eseguire confronti per l’approvazione di una nuova molecola. Invece dovrebbe essere un procedimento automatico. Non ha senso infatti immettere in commercio farmaci come se ci trovassimo in una sorta di ‘vuoto terapeutico’. Con il rischio, infine, che quelli nuovi siano peggio di quelli vecchi”.
Al convegno parteciperà anche il prof. Giampaolo Velo, direttore del centro OMS e il dr. Paolo Rizzini, Vicepresidente e Direttore Generale della Fondazione Smith Kline. “L’esperienza clinica e medica – racconta il prof. Velo – insegna come spesso il rapporto del cittadino con i farmaci sia scorretto. La pigrizia spesso vince su uno stile corretto di vita e si preferisce una comoda pasticca”. “Con questa iniziativa – sottolinea Paolo Rizzini, Vice-Presidente e Direttore Generale – la Fondazione Smith Kline si impegna nell’educazione alla salute con l’obiettivo di stabilire un rapporto di comunicazione con i cittadini che abbia caratteristiche divulgative nella forma, ma i cui contenuti siano basati su dati di ricerca consolidati e non su opinioni o notizie derivanti da ricerche preliminari e non riproducibili. Come ad esempio notizie miracolistiche su ricerche molto preliminari e che forse non produrranno mai terapie efficaci. Questo nuovo impegno si affianca ad altri storici, come quello della formazione degli operatori sanitari, impegno per il quale la Fondazione Smith Kline è da molti anni riconosciuta come centro collaborativo dell’OMS”.

Scarica il comunicato

TORNA INDIETRO