martedì, 27 luglio 2021
Medinews
18 Giugno 2003

IPERTENSIONE, DONNE MENO TOLLERANTI ALLE TERAPIE ATTENZIONE ALL’USO DELLA PILLOLA ANTICONCEZIONALE

Milano, 4 mila esperti riuniti fino a domani al 13° Congresso della Società Europea

Milano, 15 giugno 2003 – “Nelle donne l’ipertensione è meno frequente che nei maschi solo fino alla menopausa, subito dopo vi è un marcato aumento specialmente nella pressione massima. Il sesso femminile dopo la fine dell’età fertile ha quindi una particolare predisposizione alla ipertensione, più frequente rispetto agli uomini nello stesso gruppo di età”. Lo ha sottolineato la prof. Renata Cifkova, segretario generale dell’European Society of Hypertension, nella lettura magistrale che il 13° congresso della Società Europea dell’ipertensione arteriosa (in corso a Milano fino al 17 giugno) ha voluto dedicare al rapporto fra ipertensione e sesso.
“Oltre i 70 anni, la prevalenza di ipertensione è del 70% nei maschi e significativamente più alta nelle donne: si può quindi affermare che, virtualmente, quasi tutte le donne ultrasettantenni hanno questa patologia. La migliore misura da adottare – ha spiegato la Cifkova – è utilizzare qualsiasi occasione per misurare la pressione e, se in più di un’occasione i valori risultano elevati, va senz’altro iniziato un trattamento. L’età per iniziare lo screening è di 40-45 anni, perché questa è l’età in cui si ha un brusco aumento dell’ipertensione in entrambi i sessi. E proprio sul trattamento, va sottolineato che le donne hanno una minore tolleranza ad alcuni farmaci: ad esempio, è più frequente la tosse con gli ace-inibitori e gli edemi alle caviglie con i calcio-antagonisti. La terapia sostitutiva estrogenica adottata da milioni di donne in menopausa, contrariamente a quanto si possa pensare, non ha assolutamente alcun effetto sulla pressione. Oltre a questo, non provoca effetti benefici sull’apparato cardiovascolare, può aumentare il rischio di trombosi venosa e di complicanze come l’infarto in donne che abbiano già avuto un attacco cardiaco. Gli estrogeni non sono quindi raccomandati per prevenire eventi cardiovascolari nonostante i loro effetti benefici per l’osteoporosi e i sintomi della menopausa. Attenzione, infine, all’uso della pillola: si è notato ormai da tempo che può esistere un rischio ipertensione associato all’anticoncezionale più diffuso. Nessun problema per chi la usa: ma va posto un occhio di riguardo alla misurazione della pressione: E se si registrano valori alti – ha concluso la professoressa – conviene sospendere l’uso della pillola e verificare se la pressione scende. In questo caso è opportuno ricorrere ad altri sistemi anticoncezionali”.
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