martedì, 24 novembre 2020
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24 Novembre 2008

INFLUENZA, PIÙ DI 5 MILIONI DI ITALIANI A LETTO ENTRO FINE ANNO. I MEDICI DI FAMIGLIA: “VACCINATEVI E SPAZIO AI TEST RAPIDI”

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La prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente. Ma con l’intervento tempestivo e gli antivirali si evitano complicanze che possono portare al ricovero in ospedale

Firenze, 20 novembre 2008 – Arriverà con le feste di Natale. L’influenza 2008 sarà la più aggressiva degli ultimi anni e metterà a letto dai 5 ai 7 milioni di italiani, l’8% della popolazione. Con costi sociali significativi, se si pensa che, come risulta da uno studio promosso da Federanziani, nel 2006 oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell’influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza che sono costate complessivamente, al Servizio sanitario nazionale, famiglie, Inps e datori di lavoro, oltre 2.860.000.000 di euro. Il vaccino, l’arma principale per la prevenzione e raccomandato a tutte le categorie a rischio (adulti con più di 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi ragazzi e adulti affetti da patologie croniche), quest’anno contiene tre ceppi inediti, mai utilizzati nelle stagioni precedenti. Per questo gli antivirali risultano essere un’importante arma a disposizione del medico per ridurre i sintomi dell’influenza e i giorni di malattia. Da qui l’appello dei medici di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) riuniti dal 20 al 22 novembre al Congresso di Firenze: italiani vaccinatevi, non sottovalutate il problema. Ma attenzione – spiegano i medici della SIMG – anche a non banalizzare i sintomi, visto che ogni anno si registrano circa 8000 decessi attribuibili alle complicanze della malattia. Oggi vi sono test rapidi che in 15 minuti possono diagnosticarla. “La diagnosi – afferma il dott. Aurelio Sessa, medico di medicina generale e componente del sottocomitato scientifico ‘Influenza e Pandemie influenzali’ del Ministero della Salute – non è sempre facile. Proprio nei casi di incertezza possono rivelarsi particolarmente utili questi nuovi strumenti. Nei pazienti che presentano i cosiddetti fattori confondenti (anziani, persone con immunodeficienza, bambini piccoli) e nelle persone a rischio, un intervento efficace e tempestivo consente di evitare le complicanze che possono portare all’ospedalizzazione”. Altri strumenti a disposizione del medico sono gli antivirali, di provata efficacia per la gestione corretta della patologia in periodo epidemico e per la riduzione delle complicanze. “Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG – stabiliscono che gli antivirali come oseltamivir e zanamivir, devono essere utilizzati in modo appropriato e solo nelle persone che realmente possono trarne beneficio sia in terapia che nella profilassi post-esposizione. In questo senso diventa centrale la figura del medico di famiglia che conosce la situazione clinica e personale di ogni paziente. Gli antivirali possono essere utili sia negli individui altrimenti sani, potendo ridurre, se presi entro le 48 ore dall’esposizione, anche del 40% la durata della malattia, sia in quelli a rischio, che, pur essendosi vaccinati, possono comunque presentare un quadro clinico di influenza”.

“Il 10-20% dei malati con influenza – spiega il prof. Fabio Franzetti della Clinica Malattie Infettive dell’Università di Milano – va incontro a complicanze, più o meno impegnative. Quelle meno gravi riguardano le alte vie respiratorie: si tratta, cioè, di sinusiti o di otiti medie (specialmente nei bambini), provocate sia dallo stesso virus influenzale che da sovrainfezioni batteriche. Meno frequentemente si possono verificare bronchiti e polmoniti. Particolare attenzione meritano quelle persone che presentano condizioni cliniche sottostanti che possono aggravarsi a causa dell’influenza, come è il caso di chi soffre di bronchite cronica o di insufficienza cardiaca. Per tutti costoro, andrà valutata l’opportunità di introdurre precocemente una terapia antivirale e di affrontare le eventuali complicanze con una terapia antibiotica”. Da non dimenticare il problema dei costi. Un giorno di ospedalizzazione costa al Servizio sanitario nazionale tra i 400 e i 600 euro. Il costo di un vaccino antinfluenzale comprato privatamente in farmacia oscilla tra i 10 e i 20 euro, mentre il Servizio sanitario nazionale, per i vaccini che acquista e mette a disposizione degli aventi diritto, spende circa il 50% in meno. “Il Servizio sanitario nazionale – afferma il prof. Paolo Tedeschi, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – non mette però necessariamente al riparo dall’impatto socio-economico dell’influenza, visto che la prevenzione pubblica si concentra sulle categorie più a rischio dal punto di vista epidemiologico (anziani e bambini), ma non da quello produttivo e lavorativo. Le aziende dovrebbero quindi essere maggiormente sensibili a questi temi, mettendo in atto un ‘Piano influenzale’ che preveda la vaccinazione volontaria dei propri dipendenti e l’accesso ai farmaci antivirali per la post-esposizione”. In Europa circa il 10% delle assenze dal lavoro è determinato dall’influenza, con un costo in termini di mancata produttività compreso tra gli 8,4 e i 12,9 miliardi di euro. L’influenza è un fenomeno sul quale esistono pochi dati sistematici poiché estremamente variabile per numero e gravità delle persone colpite. Se si prendono in esame gli anni dal 1999 al 2007, il punto minimo di casi di influenza registrati in Italia è stato di 1,4 milioni nel 2006-2007, anno caratterizzato da un inverno poco rigido, mentre il picco più elevato è stato toccato nel 2004-2005 con 5,5 milioni di casi. “La grande mobilità internazionale – conclude il prof. Walter Pasini, collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Travel Medicine – fa sì che vi sia una circolazione di virus influenzali anche al di fuori delle stagioni invernali e quindi che vi sia la possibilità di importare virus in periodi dell’anno in cui non vi dovrebbe essere una epidemia. È importante seguire alcuni consigli pratici che possono essere particolarmente utili: fare attenzione alle misure elementari di igiene, come lavarsi spesso le mani, e ad evitare di tossire e starnutire vicino ad altre persone. Si tratta di semplici regole che peraltro vengono indirizzate anche dal CDC (centro di controllo delle malattie) di Atlanta alle diverse autorità sanitarie per affrontare l’influenza stagionale. Un’ulteriore arma sono i farmaci antivirali, da mettere in valigia se ci si reca in una zona in cui è attivo il virus dell’influenza.”

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