martedì, 24 novembre 2020
Medinews
3 Aprile 2008

INFARTO, STUDIO ITALIANO RILANCIA GLI STENT A RILASCIO DI FARMACO: DIMEZZANO MORTI E RECIDIVE

L’équipe di cardiologi di Ferrara ha pubblicato la ricerca su Jama

Chicago, 3 aprile 2008 – Dall’American College of Cardiology, massimo appuntamento mondiale di cardiologia tenutosi a Chicago, arriva una riabilitazione tutta italiana degli stent a rilascio di farmaco (dispositivi inseriti nelle coronarie infartuate e capaci di evitare la ri-occlusione), la cui efficacia e sicurezza erano state messe in dubbio dalla comunità scientifica internazionale. La ricerca della cattedra di cardiologia dell’Università di Ferrara diretta dal prof. Roberto Ferrari, presidente eletto della Società Europea di cardiologia, ha particolare valore scientifico in quanto si tratta di un lavoro completamente indipendente e quindi non sponsorizzato. A dimostrare la validità del trial, il cui principale coordinatore e ideatore è Marco Valgimigli dell’Università di Ferrara, il fatto che la ricerca sia stata immediatamente pubblicata 2 minuti dopo la comunicazione su Jama on line. Lo studio chiamato ‘Multistrategy’ è stato condotto su 750 pazienti in 16 centri tra 2004 e 2007, e evidenzia che a 8 mesi dall’intervento di angioplastica primaria, i decessi, le recidive dell’infarto e le ri-occlusioni coronariche erano il doppio (14,5% rispetto a 7,8%) per gli stent non medicati rispetto a quelli medicati: questi ultimi hanno permesso una rivascolarizzazione del miocardio infartuato e non hanno dato alcuna problematica. Lo studio inoltre ha preso in considerazione la strategia migliore per il paziente infartuato paragonando quale sia il farmaco in appoggio all’angioplastica da utilizzare e quindi ha confrontato un farmaco noto e costoso, l’abciximab a tirofinab, farmaco meno costoso e scarsamente utilizzato in questa indicazione. I risultati suggeriscono un’equivalenza terapeutica che nel contesto è importante perché permette con la stessa spesa di utilizzare uno stent medicato e tirofinab rispetto ad uno stent non medicato e abciximab.
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