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19 Giugno 2026

IN ITALIA IL 30% DELLA POPOLAZIONE SOFFRE DI CARENZA DI FERRO UN NUOVO INTEGRATORE ASSICURA UNA “DOPPIA FONTE” DEL MINERALE

GlobiFer presenta una formulazione combinata (di ferro eme e ferro non-eme) che garantisce un maggiore assorbimento dall’organismo con minori effetti collaterali a livello gastro-intestinale

19 Giugno 2026 – Nel nostro Paese il 30% della popolazione soffre di carenza di ferro. Sanguinamenti, alcune malattie infiammatorie, mestruazioni e alimentazione scorretta sono tra le principali cause della diminuzione della biodisponibilità del minerale. Se questa non viene corretta, ne può derivare un’anemia. È possibile ovviare a questo problema attraverso l’assunzione di integratori. Il nuovo nutraceutico GlobiFer, presenta una formulazione che garantisce una “doppia fonte” di ferro. Inoltre, ha mostrato un miglior assorbimento in un modello intestinale validato e caratteristiche compatibili con una buona tollerabilità gastrointestinale. È quanto evidenziato dai risultati di uno studio presentati al Congresso Nazionale della SINUT-Società Italiana di Nutraceutica in corso in questi giorni a Bologna. “Il ferro è fondamentale per il benessere, soprattutto quello di donne e bambini – sottolinea la Prof.ssa Sara De Martin del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova. In natura, esiste il ferro eme che è altamente assorbibile e si trova nella carne, nel pollame e nel pesce. Vi è poi il ferro non-eme che è invece reperibile negli alimenti d’origine vegetale e risulta però meno assorbibile. Il nuovo nutraceutico combina entrambe queste forme”. L’obiettivo dello studio è stato analizzare l’uso combinato di ferro eme e ferro non-eme e valutare se il nutraceutico potesse compensare le carenze. Attraverso analisi compiute in un modello in vitro valido a fini regolatori, i dati ottenuti sono stati confrontati con quelli di altri integratori. È stato dimostrato come il nutraceutico che contiene sia ferro eme sia ferro non-eme non compromette l’integrità della barriera intestinale nel modello sperimentale utilizzato – prosegue la prof. De Martin -. Gli effetti collaterali a livello gastro-intestinale sono la principale sfida che dobbiamo affrontare quando bisogna fornire un’integrazione di ferro all’organismo. La presenza di una doppia fonte consente di utilizzare modalità di assorbimento differenti con vie complementari d’ingresso nelle cellule intestinali. Lo studio ha permesso di osservare un aumentata espressione del trasportatore DMT1, che è quello principalmente coinvolto nell’assorbimento del ferro non-eme. Lo stesso avviene per l’HCP-1 che è una proteina associata all’assorbimento del ferro-eme. Sfruttando queste due vie si aumentano le capacità fisiologiche dell’intestino di assimilare il ferro. Analisi successive hanno poi riscontrato incrementi significativi delle proteine ferritina e ferroportina. La prima permette di immagazzinare il ferro nelle cellule mentre la seconda ne consente il rilascio verso la circolazione. Ne consegue che, con la somministrazione del nutraceutico GlobiFer, il ferro assorbito possa essere gestito in modo più efficiente a livello cellulare, attraverso processi coordinati di accumulo e rilascio. Non c’è solo un maggiore ingresso del minerale nelle cellule intestinali ma anche una sua più efficiente gestione”.

 “Una carenza quantitativa e qualitativa di ferro nella dieta è la principale causa dell’anemia: una condizione in cui i globuli rossi dell’organismo sono inadeguati, per carenza di emoglobina, a soddisfare le esigenze fisiologiche – conclude la prof.ssa De Martin -. Il minerale è davvero importante soprattutto per la crescita umana e influisce in modo significativo sullo sviluppo cerebrale. Emicrania, dispnea, affaticamento, palpitazioni, tachicardia e angina sono tutti possibili segni di carenza di ferro. Questo può determinare anche dolori addominali, nausea, perdita di peso, alterazioni del flusso sanguigno intestinale e altri disturbi. Si tratta di una condizione che non deve essere sottovalutata e bisogna quando necessario ricorre a trattamenti sicuri ed efficaci. I risultati del nuovo studio evidenziano interessanti potenzialità legate al ricorso della nutraceutica. Aspettiamo ora altre ricerche per confermare ulteriormente in ambito clinico efficacia e tollerabilità clinica di GlobiFer”.

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