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Medinews
15 Dicembre 2010

IL SESSO VIRTUALE RIDUCE LE PRECAUZIONI NELLA VITA REALE. LE BUFALE SULLA CONTRACCEZIONE NASCONO SU FACEBOOK

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Roma, 15 dicembre 2010 – Il prof. Arisi: ‘Il web abbassa le inibizioni dei giovani e crescono i rapporti non protetti’. I social network sono poco affidabili ma www.sceglitu.it dimostra come si possa usare la rete per informare

L’abitudine ad una sessualità sempre più esplicita su internet si traduce in rapporti non protetti nella vita reale. La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) lancia l’allarme: “La soglia del pericolo è più bassa nei giovani che trascorrono ore in rete scambiandosi messaggi, foto o video ad alto contenuto erotico. La nostra pratica clinica ci conferma quanto emerge da diverse indagini internazionali: gli adolescenti usano sempre meno precauzioni con un aumento di gravidanze indesiderate ma soprattutto malattie sessualmente trasmissibili. In Gran Bretagna, ad esempio, è stata riscontrata una forte correlazione tra le aree in cui Facebook è molto popolare e il numero di persone affette da sifilide: i dati parlano di più 400% dei casi di contagio – afferma il prof. Emilio Arisi, consigliere nazionale SIGO -. Gli indicatori chiave sono parlare di sesso sul web con amici o sconosciuti, cercare in rete un partner per un incontro reale (online dating), mandarsi immagini o filmati “hot”, lasciare il proprio numero di telefono o indirizzo. È necessaria un’attenta sorveglianza sull’attività dei giovani al pc per intervenire tempestivamente e scongiurare situazioni drammatiche”. Il tema è al centro del Convegno nazionale promosso oggi a Roma dalla SIGO. In Italia il 14% dei teenager manda proprie foto di nudo per ottenere regali, il 40% guarda abitualmente immagini o video a sfondo sessuale, il 22% ha rapporti intimi con qualcuno conosciuto solo in internet. “È dimostrato che un controllo più serrato dei genitori ha un effetto protettivo – aggiunge Arisi -, ma non possiamo delegare solo alla famiglia la responsabilità della prevenzione. La scuola è indispensabile, ma per gran parte del tempo i ragazzi sono soli con il computer. La sfida è quindi insegnare loro ad utilizzarlo nel modo corretto”. Una recente indagine pubblicata sul Journal of Adolescence Health svela che i social network sono fra le principali fonti di creazione di falsi miti sulla contraccezione, per esempio che la prima volta è impossibile rimanere incinta. “Ma possono essere usati anche in positivo – afferma il prof. Giorgio Vittori, presidente SIGO -. Il counselling deve esplorare e indagare le esperienze e le opinioni trasmesse tramite questi nuovi “luoghi” virtuali di aggregazione. Noi cerchiamo di farlo: il nostro sito www.sceglitu.it, con oltre 40.000 visitatori unici al mese, è diventato il portale italiano di riferimento sull’educazione sessuale. E stiamo anche sperimentando la consulenza via chat. Cosa ci chiedono i giovani? Le domande più comuni (44%) riguardano i metodi anticoncezionali, come sceglierli ed utilizzarli correttamente. Il 33% ha bisogno di capire come evitare una gravidanza indesiderata (molti i dubbi su petting e preliminari), il 15% vuole informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili e l’8% desidera essere messo in contatto con uno specialista o un consultorio”.

Sette teenager italiani su dieci hanno un profilo su Facebook e il 17,2% trascorre sul web più di tre ore al giorno. Ma anche la tv mantiene una grande influenza: “È la fonte più qualificata di informazioni sul sesso per il 10% degli adolescenti – continua Vittori – non a caso la SIGO ha lanciato nei mesi scorsi una proposta di collaborazione con le principali reti e testate per strutturare programmi ad hoc o definire i contenuti da inserire in alcune trasmissioni “cult” per i più giovani”. Un primo esempio di questo lavoro d’équipe prenderà il via domani sera in prima serata su Italia 1: la trasmissione “Focus 1” (ore 21, ogni giovedì fino al 6 gennaio), sarà infatti un programma per informare in maniera divertente e scientificamente ineccepibile su vari temi, fra cui l’educazione sessuale e contraccettiva. “L’incontro con il medico o una figura specializzata resta fondamentale – aggiunge il presidente SIGO -, ma è indispensabile attivare strumenti integrativi per sopperire alle oggettive difficoltà in cui versano oggi i consultori italiani”. Proprio da questo spunto nasce il convegno che si svolge questa mattina, dal titolo “Adolescenti, sesso, internet e tv: comportamenti virtuali e rischi reali – A 35 anni dalla nascita dei consultori le esigenze dei ragazzi oggi”. Queste strutture, nate nel 1975, sono in sofferenza: insufficienti per numero (sono 2.097 in Italia, circa il 30% in meno di quanto necessario), senza adeguato personale (solo nel 4% dei casi operano tutte e 8 le figure professionali previste) e spesso incapaci di assolvere a tutti i compiti che spetterebbero loro, solo una minima parte ad esempio garantisce i colloqui con gli adolescenti. “Il recente rapporto del Ministero della Salute dimostra che la situazione varia enormemente di regione in regione – afferma Arisi -. La Toscana, con il 91% è quella che meglio fornisce questo servizio. È quasi inesistente invece in Veneto e nel Lazio. I corsi di educazione sessuale sono garantiti nel 100% dei consultori in Umbria e Valle d’Aosta, appena nel 27% in Abruzzo. Il nostro Paese presenta tassi di abortività giovanile fra i più bassi in Europa (7.2 contro il 24 dell’Inghilterra, il 15.6 della Francia e il 13.5 della Spagna) ma le cifre sono comunque significative: nel 2008 (ultimi dati disponibili) gli aborti nelle under 19 sono stati 10.375: di questi 296 sono stati eseguiti da ragazze con meno di 15 anni. Il nostro impegno quindi – conclude Arisi – continuerà su tutti i fronti, perché siamo convinti che l’educazione e la conoscenza siano gli unici strumenti che possono davvero mettere al sicuro gli adolescenti da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili”.

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