domenica, 31 maggio 2020
Medinews
20 Maggio 2020

I PAZIENTI REUMATICI: “IL VENETO ATTIVI SUBITO LE VISITE IN TELEMEDICINA”

Silvia Tonolo: “Così possiamo garantire continuità terapeutica, una migliore assistenza e ridurre rischi di contagio. Gli strumenti digitali migliorano inoltre la collaborazione tra specialisti e i medici territorio”

Venezia, 20 maggio 2020 – “Per garantire la ripresa delle cure e la continuità terapeutica, indispensabile all’assistenza dei pazienti reumatici, chiediamo che le visite specialistiche siano effettuate con lo strumento della telemedicina.”. E’ questa la richiesta contenuta in una lettera che ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) e l’Osservatorio CAPIRE ha inviato alle istituzioni sanitarie della Regione Veneto. “I malati reumatologici, come tutti i pazienti affetti da patologie croniche, hanno necessità che l’assistenza e le cure vengano garantite attraverso l’interazione tra medici di medicina generale e specialisti reumatologi – afferma Silvia Tonolo, Presidente ANMAR -. Senza dubbio l’interconnessione digitale, la teleconsultazione e la telecooperazione possono agevolare i contatti e la collaborazione tra i diversi professionisti. Siamo perciò convinti che, anche grazie alla telemedicina, lo specialista reumatologo potrà rimanere in contatto con i pazienti e rispondere così più rapidamente ai loro dubbi e richieste di cura. Inoltre verrà migliorato l’approccio terapeutico e ridotti i rischi di contagio per i malati”. “Per tutti questi motivi chiediamo alla Regione Veneto di rendere subito esecutiva una sua delibera dello scorso 5 maggio – aggiunge la presidente di ANMAR -. Il provvedimento autorizzava l’attivazione di servizi sanitari con la modalità di telemedicina. A nostro avviso nel progetto va coinvolta anche la medicina territoriale e delle cure primarie e quindi medici e pediatri di famiglia. Sarebbe inoltre opportuno far rientrare anche il farmacista allo scopo di garantire il necessario approvvigionamento dei farmaci ed una veloce dispensazione, anche attraverso servizi di consegna al domicilio del paziente. Vanno anche stabiliti criteri che assicurino sicurezza delle cure e del malato ed al contempo riservatezza dei dati sulla salute. L’interconnessione tra sistemi digitali utilizzati in telemedicina devono rispettare le regole dettate dal Garante della Privacy il quale recentemente ha sollecitato una revisione della disciplina sul Fascicolo Sanitario Elettronico”. “Auspichiamo una risposta positiva e in tempi brevi da parte delle istituzioni – conclude Silvia Tonolo -. Il Veneto è stato uno dei territori più colpiti da questa terribile pandemia. Ora per tutti si apre una fase molto complessa e delicata. Vanno studiate e rese operative, il prima possibile, nuove soluzioni per garantire una migliore assistenza sanitaria ai malati reumatologici. Il progetto di telemedicina del Veneto se correttamente implementato potrà diventare un modello virtuoso anche per altre Regioni”.

 

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