giovedì, 21 ottobre 2021
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6 Luglio 2015

I GINECOLOGI: “NO A LEGGI SUL PARTO SENZA IL PARERE DEGLI ESPERTI”

Roma, 6 luglio 2015 – I proff Scollo, Trojano, Colacurci e Vicario: “Non si può scrivere un provvedimento che parla di gravidanza senza sentire l’opinione di chi tutti i giorni assiste madri e neonati. I legislatori devono ascoltare le Società Scientifiche e coinvolgerle in specifiche commissioni tecniche come quelle istituite dal Ministero della Salute”

“I ginecologi e le ostetriche italiani esprimono il loro totale disappunto per non essere stati coinvolti nell’elaborazione della proposta di legge Norme per l’incremento del livello di sicurezza del parto naturale. Non si può scrivere un provvedimento sulla sicurezza del percorso nascita e del parto, che parla di gravidanza, senza sentire il parere di chi tutti i giorni lavora con madri e neonati”. E’ quanto affermano i proff Paolo Scollo (Presidente Nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia SIGO), Vito Trojano (Presidente Nazionale Associazione Ostetrici Ginecologi Italiani AOGOI) Nicola Colacurci (Presidente dell’Associazione ginecologi Universitari Italiani AGUI) e Maria Vicario (Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi Ostetriche FNCO) in merito ad una proposta di legge che viene presentata oggi presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. “Non vogliamo sostituirci al legislatore ma la politica deve ascoltarci – aggiungono i presidenti SIGO, AOGOI, AGUI e FNCO -. Le Società scientifiche e il Collegio Italiano delle Ostetriche sono gli organi ufficiali e giuridicamente riconosciuti per poter affrontare l’importante parte tecnica e formativa del percorso nascita con particolare attenzione all’evento parto. Il Ministero della Salute in questi anni ha istituito commissioni specifiche per risolvere problemi importanti come l’eccessivo ricorso alla medicina difensiva, il calo della fertilità degli italiani o il miglioramento dell’assistenza pediatrica e neo natale. In questi organi erano presenti esponenti delle Società Scientifiche competenti. Chiediamo quindi al Parlamento di seguire l’esempio del dicastero della sanità. Legiferare senza il supporto degli esperti del settore è pericoloso – concludono i ginecologi e le ostetriche italiani -. Si rischia di far passare messaggi che non sono conformi alla realtà dell’assistenza alla gestazione”.
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