martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
30 Agosto 2008

I CARDIOLOGI: ‘RIPRENDIAMOCI LA DIETA MEDITERRANEA’. NASCE IN ITALIA IL PRIMO OSSERVATORIO PERMANENTE

Il prof. Ferrari, presidente ESC: “È un patrimonio da difendere: nell’ultimo anno 6 famiglie su 10 nel nostro Paese l’hanno abbandonato”. Ecco i progetti in cantiere

Monaco 30 agosto 2008 – Basta con gli attacchi alla dieta mediterranea: torniamo alla sana alimentazione “made in Italy”. Questo l’appello che Roberto Ferrari, primo italiano alla guida della Società Europea di Cardiologia (ESC), lancia da Monaco, in apertura del Congresso annuale, che vede riuniti 35.000 esperti da tutto il continente. Questo regime alimentare, noto in tutto il mondo per i suoi effetti positivi sulla salute e il suo effetto preventivo, è infatti sempre più “snobbato” proprio nel nostro Paese: ben sei famiglie su dieci hanno cambiato nell’ultimo anno le proprie abitudini. In calo il consumo di pane, frutta, verdura e olio d’oliva mentre aumentano i consumi di grassi e calorie. Colpa dei rincari? Forse, ma non solo. Lo dimostra una recente indagine della FAO: negli ultimi 45 anni la dieta mediterranea è stata gradualmente abbandonata proprio nei luoghi in cui origina. “Un vero peccato – commenta il prof. Ferrari,– perché mangiar sano è il modo più efficace, per mantenersi in salute”. In Italia si stimano circa 15 milioni di ipertesi, 3 milioni di diabetici e 4 milioni di cardiopatici. Un cittadino su 5 presenta valori di colesterolo troppo elevati. Proprio per rafforzare le evidenze scientifiche e migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini su questo tema nasce in Italia il primo Osservatorio per la valorizzazione della dieta mediterranea. “Una struttura permanente, con una sede messa a disposizione dalla Regione Sicilia – partner del progetto -, che coinvolgerà le più rilevanti discipline – continua il prof. Ferrari, che presiede il comitato scientifico dell’Osservatorio -. Oltre a cardiologia, oncologia, diabetologia ma anche le malattie metaboliche e la pediatria. Perché questo regime alimentare è davvero la vera arma vincente per la prevenzione delle patologie “figlie del benessere”.

L’Osservatorio, che avrà un sito dedicato (www.dietamediterraneaesalute.org) e sarà operativo da metà settembre, prevede la partecipazione di alcuni fra i più autorevoli esperti del nostro Paese: fra gli altri Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), Ele Ferrarini Presidente della Società Europea del Diabete (EASD), Leonardo Fabbri, Presidente della Società Europea delle Malattie Respiratorie (ERS), gli oncologi Francesco Cognetti e Pierfranco Conte, Michele Carruba (già presidente della Commissione sull’alimentazione), il siciliano Achille Caputi, presidente della Società Italiana di Farmacologia, il prof. Giorgio Vittori, Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), . “La prima iniziativa a cui ci dedicheremo – spiega il prof. Ferrari – sarà la definizione di Raccomandazioni su alimentazione e salute: un documento condiviso che conterrà analisi retrospettive sugli studi pubblicati e interventi degli esperti per mettere in evidenza i benefici della dieta mediterranea rispetto alle altre. Un ruolo di eccellenza che ci auguriamo verrà riconosciuto anche dall’UNESCO: è stata infatti depositata una petizione, a cui ha aderito anche l’Italia, perché questo regime alimentare diventi patrimonio dell’umanità. Ci adopereremo per portare avanti questa causa, su cui l’ente si pronuncerà nel maggio 2009”. L’Osservatorio è una proposta che va nella direzione di investire nella prevenzione, la vera “chiave di volta”, e il filo conduttore della Presidenza italiana dell’ESC. “Questa iniziativa si inserisce infatti in un più vasto progetto di sensibilizzazione, “Il cuore al centro” – aggiunge infatti il professore –: una campagna, in collaborazione con le Istituzioni, per ridare centralità alla salute cardiovascolare di ogni individuo e per mettere le politiche di sensibilizzazione su questo tipo di rischio in cima alla lista delle priorità dei sistemi sanitari”. Le malattie cardiovascolari resteranno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il principale problema sanitario nel mondo fino al 2030. Ma l’Osservatorio vuole dimostrare il ruolo chiave di questa dieta anche ma anche nella prevenzione di altre patologie, come quelle respiratorie e soprattutto i tumori. Aree in cui esistono ad oggi poche ricerche dedicate. Verranno quindi prodotte pubblicazioni, convegni, seminari per consolidare i dati, censire pubblicazioni, diffondere notizie corrette. Saranno inoltre coinvolti i media per favorire la sensibilizzazione della popolazione.
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