mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
13 Febbraio 2004

HIV, NUOVO INIBITORE DELLA FUSIONE ORALE RIDUCE LA CARICA VIRALE IN OTTO GIORNI

San Francisco, 13 febbraio 2004 – Sono incoraggianti i primi risultati clinici di BMS-488043, un nuovo inibitore della fusione orale messo a punto dai laboratori di Bristol Myers Squibb, presentati all’11° Conference on Retrovirus and Opportunistic Infections (CROI), conclusasi mercoledì a San Francisco. La molecola, sperimentata in monoterapia su 30 sieropositivi non solo ha mostrato la capacità di ridurre sensibilmente la carica virale, ma anche di essere ben tollerata. Il farmaco fa parte dell’ultima generazione di composti anti HIV, gli inibitori della fusione, e si avvale di un nuovo meccanismo d’azione che blocca l’ingresso del virus nelle cellule bersaglio.
Per valutare l’efficacia di BMS-488043 è stato condotto uno studio denominato AI 430-003 in cui sono stati arruolati 30 pazienti HIV positivi che rispondevano a queste caratteristiche: naive alla terapia antiretrovirale oppure non in terapia da oltre 16 settimane, una conta di CD4 maggiore di 250 cellule per millimetro cubo e una carica virale tra 5000 e 500.000 copie/mL. I due gruppi di 15 pazienti ciascuno (12 venivano trattati con il farmaco e 3 con placebo) hanno ricevuto 800 o 1800 mg del farmaco o placebo ogni 12 ore per 8 giorni La maggioranza dei pazienti di entrambi i bracci (7 nel gruppo che ha assunto 800 mg al giorno dell’inibitore e 8 in quello da 1800 mg) hanno visto una riduzione della carica virale di almeno un logaritmo già all’ottavo giorno.
Bristol Myers Squibb ha già annunciato che la sperimentazione proseguirà in altri studi clinici.
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