sabato, 4 febbraio 2023
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5 Novembre 2010

GLI ONCOLOGI: “A RISCHIO LA QUALITÀ DELLE CURE. IL RISPARMIO A OGNI COSTO MINA LA SICUREZZA DEL PAZIENTE”

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Roma, 5 novembre 2010 – Il presidente Carmelo Iacono: “Assistiamo a un progressivo declassamento del livello delle prestazioni sanitarie. L’economicità si deve accompagnare all’appropriatezza clinica”

“Il diritto del paziente malato di cancro di ricevere le cure migliori non può essere compromesso in nome del risparmio. Esistono segnali che fanno presagire una progressiva e preoccupante involuzione del sistema”. Il grido d’allarme viene dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che al tema della “Sicurezza del paziente oncologico fra compatibilità economiche e tutela dei diritti” dedica oggi un convegno a Roma a Palazzo Giustiniani con il patrocinio del Senato. L’incontro inaugura il XII Congresso nazionale della Società scientifica che riunirà da domani fino all’8 novembre a Roma (Marriott Park Hotel) più di 3000 esperti. Ogni anno in Italia oltre 250mila persone sono colpite da tumore, un dato in costante crescita. “Stiamo vivendo un momento delicato dell’assistenza sanitaria, in cui sembra prevalere una valutazione esclusivamente economica con il rischio di abbassare il livello delle prestazioni erogate – spiega il prof. Carmelo Iacono, presidente AIOM -. In alcune Regioni, ad esempio, assistiamo al fenomeno allarmante del trasferimento dell’attività di chemioterapia in ambulatorio. Ciò non è adeguato clinicamente perché vi sono alcune terapie che devono essere fornite in regime di ricovero ordinario o in day hospital per le particolari esigenze del paziente. Questa scelta pericolosa è stata adottata in maniera diffusa sul territorio nazionale, dalla Lombardia alla Sicilia. Il risparmio deve in realtà favorire l’ottimizzazione e non il declassamento della prestazione”. Il progressivo taglio dei posti letto e degli organici ha modificato i percorsi di cura e derubricato, talvolta in modo indiscriminato, prestazioni un tempo eseguite prevalentemente in regime di ricovero, poi diventate rimborsabili solo se effettuate in day hospital e oggi commutate in ambulatoriali o di day service. “L’appropriatezza – sottolinea il prof. Francesco Boccardo, presidente della Fondazione AIOM – dovrebbe essere uno strumento virtuoso per garantire ai pazienti l’accesso alle cure in una logica che offra loro l’opportunità di ricevere tutta l’assistenza di cui necessitano in relazione al proprio stato di malattia, piuttosto che un mezzo per contenere i costi e ‘stare’ nel budget. Il tentativo, razionale e legittimo, di contenere la spesa sanitaria è talvolta vissuto dall’opinione pubblica come un sistema per risparmiare a ogni costo, con il rischio di generare disparità”.


Esistono condizioni che strutturalmente creano difficoltà al sistema, come quelle legate alla rimborsabilità delle cure: in termini assoluti su 25 miliardi di euro di spesa farmaceutica totale, i costi per i farmaci oncologici equivalgono a 3. Ma, al termine di complesse procedure amministrative, solo il 25% di questo ammontare viene rimborsato dalle case farmaceutiche alle aziende ospedaliere. L’abbassamento della qualità dell’assistenza rischia di tradursi in rischio clinico ai danni del paziente. “È dovere di una società scientifica come la nostra vigilare e suggerire soluzioni – spiega il prof. Marco Venturini, presidente eletto AIOM -. Proponiamo al gestore pubblico la sovrapponibilità dell’appropriatezza clinica e di quella prescrittiva. Se i due elementi coincidono, la sicurezza del paziente sarà garantita. Non si possono favorire percorsi terapeutici più brevi solo per rispondere a esigenze di economicità. Vogliamo arginare questa tendenza e segnalare i possibili rischi. Il nostro è un monito per il futuro, per evitare l’involuzione definitiva del sistema”. Un richiamo che si applica anche alla scelta delle terapie. “Riteniamo – afferma il prof. Iacono – che i farmaci generici e biosimilari rappresentino una risorsa da utilizzare, soprattutto in un periodo in cui è necessario attuare interventi ispirati ai principi dell’efficacia e dell’economicità. Un loro uso corretto può determinare risparmi considerevoli, favorendo l’accesso ai trattamenti innovativi, ma seguendo un percorso che garantisca la sicurezza del paziente. Ogni nuova indicazione terapeutica dovrebbe quindi essere sottoposta ad iter registrativo specifico”. Il problema della sicurezza investe anche settori spesso trascurati, ma di importanza strategica non certo secondaria. “È il caso delle cure riabilitative – conclude il prof. Boccardo -. Come evidenziato dal Libro Bianco AIOM, pubblicato nel marzo di quest’anno, i servizi che si prendono cura dei pazienti, dopo le terapie oncologiche, sono tra i più carenti nel nostro Paese: la riabilitazione oncologica è assicurata infatti in poco più di 4 strutture su 10. Eppure sono questi gli aspetti che spesso più contano per chi ha vissuto, o vive, l’esperienza difficile della malattia e delle cure necessarie per debellarla o controllarla. E in queste circostanze diventa fondamentale la capacità di ascolto da parte di tutti gli operatori sanitari, anche per percepire correttamente i bisogni e identificare le soluzioni. È inutile che il Sistema si attrezzi per offrire agli utenti alcune risorse tecnologiche, se poi non è in grado di umanizzare i percorsi e stare vicino alla gente che soffre”.

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