venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
2 Marzo 2004

FORUM GLOBALE DELLE BIOTECNOLOGIE. SANTI: “L’ITALIA SARA’ PROTAGONISTA”

Da domani in Cile fino al 5 marzo, più di 600 esperti mondiali a confronto. Paesi ricchi e in via di sviluppo discuteranno del miglior utilizzo delle più innovative ricerche.

Roma, 1 marzo 2004 – Italia protagonista del Global Biotechnology Forum, che vedrà riuniti i rappresentanti di governo, della comunità scientifica ed economica e della società civile per discutere le opportunità e le sfide offerte dalle biotecnologie nei paesi in via di sviluppo. All’incontro, che avrà luogo dal 2 al 5 marzo a Concepcion, Chile, sono attesi più di 600 partecipanti tra cui premi Nobel. L’Italia sarà presente non solo come paese impegnato nello studio delle biotecnologie e delle scienze della vita, ma anche come rappresentante dell’Europa. “Il ruolo dell’Italia sarà certamente strategico –- afferma il professor Leonardo Santi, presidente del comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie e capo della delegazione italiana al forum – L’esperienza maturata durante il semestre di presidenza europea imporrà infatti il nostro Paese come rappresentante delle posizioni assunte dall’Unione Europea sul tema delle biotecnologie, già presentate a Roma”. L’evento è organizzato dal United Nations Industrial Development Organization (UNIDO) e dal governo cileno, in collaborazione con l’Università di Concepcion. In questa occasione anche esponenti della società civile avranno voce in capitolo. “Un segnale positivo – commenta Santi – È soprattutto la prova della volontà delle nazioni di superare gli interessi particolaristici alla ricerca di programmi comuni a favore delle popolazioni nel mondo”.

Decidere i futuri programmi di sviluppo delle biotecnologie a favore delle popolazioni mondiali, trovare il denominatore comune tra gli interessi delle nazioni coinvolte, valutare e stringere alleanze: sono questi gli obiettivi del Global Biotechnology Forum. L’evento è particolarmente importante: le biotecnologie infatti sono spesso fonte di dissensi, soprattutto per le implicazioni etiche che un intervento sul patrimonio genetico di organismi viventi comporta. “Le biotecnologie hanno diviso il mondo e gli interessi di nazioni come quella americana si sono già scontrati in passato con quelli dell’Europa o dei paesi emergenti. – spiega il prof. Santi – La partecipazione di tante nazioni al forum, la presenza allo stesso tavolo di paesi industrializzati, in transizione e in via di sviluppo, testimoniano però la volontà di accordarsi. L’ingresso aperto anche agli esponenti dei movimenti di opinione garantisce inoltre il rispetto del punto di vista e delle esigenze della società civile, che avrà finalmente una voce in una tribuna internazionale, solitamente considerata poco democratica”.
Il forum sarà anche l’occasione ideale per i Paesi partecipanti per stringere alleanze, firmare accordi, trovare compromessi. “L’Italia si sta muovendo su più fronti. Ha già avuto incontri con gli Stati Uniti e, per quanto sussistano posizioni diverse su temi come l’etichettatura dei prodotti o il principio di precauzione, molte divergenze sono state appianate. – dichiara il prof. Santi – Anche l’America Latina sta cercando di trovare un terreno di incontro con l’Unione Europea sulle questioni attinenti lo studio e l’utilizzo delle biotecnologie. L’ antica tradizione di rapporti e relazioni con i paesi sudamericani, pone il nostro Paese come referente preferenziale nei dibattiti che avranno luogo nel forum cileno, capaci di guidare le discussioni per accordi e parternship”.
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