venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
21 Dicembre 2007

FESTE DI NATALE, ECCO I CONSIGLI PER NON AFFATICARE IL FEGATO

L’alimentazione eccessiva e le abbondanti libagioni sono un pericolo che si ripresenta ogni anno in questo periodo. Oltre all’aumento di peso, attenzione anche a danni da superlavoro epatico

Roma, 21 dicembre 2007 – Un tris di primi piatti, carne a volontà, cotechino, zampone o cappone. Il tutto bagnato con abbondante vino e, per finire, panettone o pandoro farciti e il brindisi con lo spumante. Inizia il periodo più a rischio per il nostro fegato. Durante i festeggiamenti natalizi fino a Capodanno siamo portati ad eccedere nel consumo di alimenti e di bevande alcoliche. E come ogni anno gli esperti avvertono: attenzione a non esagerare, perchè il fegato, che nel tempo accumula troppi grassi, può ammalarsi e, attraverso un’ infiammazione cronica, arrivare fino a gravi problemi come fibrosi o cirrosi. Sono 58.000 i casi di cirrosi diagnosticati in Italia ogni anno e il carcinoma epatico, che spesso ne deriva, è causa di morte nel 3% della popolazione. Che fare allora? Per salvare il fegato la prevenzione è l’arma vincente. Afferma Carmela Loguercio, Professore Associato di Gastroenterologia alla Seconda Università di Napoli: “La cosa più importante è privilegiare un’alimentazione tradizionale, basata su cibi poveri di grassi e sul consumo limitato di alcolici, dolci e zuccheri semplici, fruttosio in testa. Bene, invece, l’olio di oliva e le fibre, con pesce e verdure”.

Controllare l’alimentazione però non è sufficiente e anche nel periodo delle feste non bisogna dimenticare di svolgere un’adeguata attività fisica. “Vanno cambiate le abitudini troppo sedentarie e concedersi regolarmente una passeggiata – afferma ancora la Loguercio. Un recente studio ha dimostrato che venti-trenta minuti di moto, tre volte a settimana, assicurano, associati ad una dieta bilanciata, la normalizzazione della funzione epatica in pazienti con ‘fegato grasso’ o ‘steatosi epatica’. Questa condizione colpisce il trenta per cento degli adulti italiani, il venti per cento di bambini e adolescenti, l’ottanta per cento dei diabetici. Il suo ruolo è diventato rilevante per la più o meno lenta progressione verso estremi, come la cirrosi ed il tumore epatico. “Per contrastare questi meccanismi, diciamo così, degenerativi e che si orientano verso la ‘cronicità’ – dice la Professoressa Loguercio – buoni risultati clinici, in particolare per la steatosi epatica, sono stati ottenuti con un integratore a base di silibina, un estratto del cardo mariano, fosfolipidi e vitamina E, in grado di agire sui meccanismi implicati nella formazione del fegato grasso e dei danni che da esso conseguono”. La parola d’ordine, dunque, è sempre la stessa. Nessun digiuno forzato, ma una scelta alimentare che prediliga pochi grassi, poco alcool, frutta e verdura. E non tralasciare la passeggiata giornaliera, magari rinunciando all’auto per lo shopping.
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