martedì, 16 agosto 2022
Medinews
18 Giugno 2003

FARMACI: IL FUTURO NEGLI STUDI VIRTUALI

A Verona il Convegno PAGE (Population Approach Group Europe)

Verona, 13 giugno 2003 – Esperimenti virtuali, tecniche di simulazione e modelli matematici per scoprire i meccanismi di azione dei farmaci: sono questi tre approcci essenziali per selezionare le terapie migliori e più promettenti per l’uomo. Le applicazioni? Moltissime. Le più interessanti riguardano possibili cure per i tumori, per le malattie psichiatriche e infettive, per l’AIDS e per numerose malattie croniche come il diabete. Grazie a questi modelli virtuali, infatti, l’impatto dei nuovi farmaci sull’origine e l’evoluzione di molte gravi malattie può essere meglio studiato. Tutto questo è possibile grazie alla collaborazione tra farmacologi, epidemiologi, biologi e matematici al lavoro a Verona al 12o congresso PAGE 2003 (Population Approach Group Europe), uno dei più prestigiosi a livello internazionale e che riunisce una volta all’anno i ricercatori dei più importanti gruppi universitari e farmaceutici del mondo.
“Le sfide della ricerca – spiega il dr. Emiliangelo Ratti, Direttore del Centro Ricerche di GlaxoSmitKline, che ospita il convegno – sono sempre più difficili e la capacità di arrivare a scoprire e sviluppare farmaci innovativi, efficaci e sicuri è sempre più dipendente dalla disponibilità di conoscenze ed esperienze all’avanguardia, tempi rapidissimi e disponibilità finanziarie significative. Poter disporre di modelli matematici e di tecniche di simulazione quanto più predittivi possibile significa avere maggiori chances di successo e tempi più rapidi per portare a disposizione dei pazienti e dei medici i frutti migliori della ricerca scientifica”.
La rappresentazione dei meccanismi alla base dell’azione di un farmaco, e la loro interazione con sistemi viventi, è oggi disponibile e permette di integrare informazioni sulla cinetica e la dinamica dei nuovi composti farmaceutici e di studiarne gli effetti sia nei singoli individui che su gruppi di pazienti. Inoltre, la disponibilità di dati epidemiologici su larga scala permette di definire modelli di evoluzione delle malattie che, integrati ai modelli dell’azione dei farmaci, permettono di predire l’impatto di un nuovo composto sulla cura di una malattia. “A questi vantaggi oggettivi per il paziente – sottolinea il dr Ratti – si aggiungono anche importanti vantaggi economici. Infatti in questo modo è possibile valutare l’opportunità di sviluppo industriale e determinare la strategia migliore per un piano di sviluppo, ottimizzando tempo e risorse economiche. Infine, la ‘simulazione’ di esperimenti clinici permette di considerare la dimensione etica associata alla sperimentazione di nuovi farmaci, riducendo il numero dei pazienti e degli esami a cui devono essere sottoposti negli studi clinici necessari per scopi registrativi”.
Questo evento, per tradizione, è ospitato a turno da centri di ricerca. Quest’anno, in occasione dell’appuntamento veronese alla GlaxoSmithKline, registra un eccezionale interesse per il numero delle comunicazioni presentate (circa 100) e per il numero dei partecipanti (300). Tra questi farmacologi, medici, biologi, bio-ingegneri, e matematici provenienti da centri di ricerca accademici e farmaceutici così pure come da centri ospedalieri interessati ad approfondire l’uso di nuove tecnologie per ottimizzare le modalità di trattamento dei pazienti.
“GlaxoSmithKline, attraverso il suo Centro di Eccellenza in Drug Discovery per la Psichiatria e le strutture di Farmacologia Clinica e Discovery Medicine, Farmacocinetica e Modelling/Simulation con sede a Verona – conclude il dr. Ratti – ha il privilegio di ospitare presso il Centro Ricerche questo evento internazionale di livello elevatissimo. Ospitare PAGE è per la nostra organizzazione un onore e rappresenta un’occasione imperdibile di confronto e dibattito tra ricercatori appartenenti ai più importanti e quotati centri di ricerca pubblici e privati”.
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