venerdì, 24 settembre 2021
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10 Ottobre 2008

FARMACI ESSENZIALI: NIENTE TICKET CON LA DISTRIBUZIONE DIRETTA

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Se applicata dimezzerebbe anche la spesa pubblica. Ma, osservano gli esperti, questa modalità ‘virtuosa’ non è ancora diffusa in modo omogeneo nel nostro Paese

Roma, 9 ottobre 2008 – Nel 2007 la spesa per i farmaci essenziali (fascia A) è scesa del 5%, ma i ticket pagati dai cittadini sono saliti del 30% rispetto al 2006. I conti sono in rosso, va trovato un rimedio, ma quale? Si può provare con la distribuzione diretta e gratuita dei medicinali attraverso le farmacie ospedaliere o i distretti ASL a chi deve continuare le cure dopo un ricovero. Secondo la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), ‘saltare’ il passaggio dalle farmacie private permette ai pazienti di non pagare il ticket e allo Stato di risparmiare il 50-60% sul prezzo finale della terapia. Prevista già da una legge del 2001, la distribuzione diretta è stata però attivata a macchia di leopardo: ogni regione e provincia è un caso a sé. E le diversità regionali balzano agli occhi: ci sono regioni ‘generose’ che all’uscita del paziente dall’ospedale assicurano 30 giorni di terapia, altre solo 10, così il malato è costretto, se la cura a casa si protrae, ad andare dal suo medico e poi in farmacia, pagando il ticket se non esente. Disequilibri che pesano, sia direttamente sui cittadini che sul bilancio dello Stato. La società scientifica dei farmacisti ospedalieri e delle ASL chiede collaborazione delle istituzioni, confermando il proprio impegno a trovare soluzioni concrete. E’ uno degli argomenti di cui si discuterà durante il XXIX Congresso Nazionale della SIFO in calendario dal 12 al 15 ottobre a Napoli alla Mostra d’Oltremare.

“Un problema molto sentito in questo momento è il contenimento della spesa farmaceutica e la sostenibilità delle cure – afferma Laura Fabrizio, presidente SIFO – vi sono molti modi per razionalizzare la spesa farmaceutica. La distribuzione diretta dei medicinali ad alto costo attraverso le ASL e gli Ospedali, per particolari categorie di pazienti cronici o al momento delle dimissione, rappresenta una via certa e percorribile. Nelle realtà dove la distribuzione diretta è stata attivata, si sono registrati risultati molto interessanti sul fronte del contenimento dei costi, dell’appropriatezza prescrittiva e della qualità dell’assistenza farmaceutica. Risparmiare in questo ambito vuol dire liberare risorse preziose che possono essere investite per assicurare ai pazienti, che ne hanno veramente bisogno, farmaci innovativi molto costosi (per la cura del cancro, delle malattie rare, etc) e per contenere l’onere a carico dei cittadini”.
In Abruzzo, grazie ai risparmi della distribuzione diretta, il ticket sui medicinali essenziali di fascia ‘A’, tanto più “odioso” perché proprio su medicine di cui non si può fare a meno, è sceso ad 1 euro. In Sicilia è di 4 euro, ma la stessa regione in compenso da pochi mesi ha attivato la distribuzione diretta dei farmaci della continuità assistenziale ospedale-territorio o PHT (cioè diversi medicinali essenziali per la cura di patologie e condizioni croniche e gravi), in modo da risparmiare i 25 milioni di euro spesi nel 2006 solo per la consegna in conto ai privati di questi farmaci. E c’è chi – caso unico la Sardegna – ha imposto ai privati di distribuire i farmaci PHT gratuitamente, senza esigere percentuali. “E’ indubbio che la riduzione della spesa registrata nel 2007 è riconducibile alla diminuzione dei prezzi dei farmaci e all’aumento dell’utilizzo dei farmaci generici – spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO – ma è altrettanto vero che a questa riduzione ha partecipato la farmacia ospedaliera e le farmacie distrettuali delle ASL, con la distribuzione diretta sia dei farmaci del PHT (Prontuario Ospedale Territorio), sia dei farmaci dispensati come primo ciclo di terapia. Se si usasse il metodo del buon padre di famiglia – continua Finocchiaro – si dovrebbe incrementare la distribuzione diretta attraverso le strutture farmaceutiche pubbliche e far sì che venga attivata compiutamente e in modo omogeneo in tutte le regioni”. “Il 2008 è stato caratterizzato dalla scomparsa formale del Ministero della salute e dall’evoluzione verso un sistema che accentua le differenze regionali secondo un piano che è tutto da costruire – sottolinea Annamaria Nicchia, presidente del congresso ‘SIFO e Istituzioni – funzioni e competenze del farmacista per un paese ed un SSN in evoluzione’”.
Un altro forte risparmio viene dalle gare basate sull’equivalenza terapeutica di farmaci della stessa categoria, prodotti da aziende diverse. Il Servizio Sanitario Nazionale è un ente pubblico che ha l’obbligo di attivare procedure di gara per tutte le categorie di farmaci. “Le gare – spiega Finocchiaro – rappresentano un’arma molto efficace proponendo un maggiore sconto per la struttura pubblica che ormai si aggira intorno al 60% circa del prezzo al pubblico”. “Oltre alla distribuzione diretta è necessario insistere sui farmaci equivalenti – spiega la dr.ssa Fabrizio – è importante correggere la percezione che il farmaco equivalente è meno sicuro o dotato di efficacia inferiore rispetto ai farmaci “di marca”. Il medicinale equivalente, infatti, offre le stesse garanzie di qualità e sicurezza di tutti i medicinali immessi in commercio nel nostro Paese, ed ha un valore aggiunto, in quanto consente di risparmiare risorse a vantaggio della collettività”. “Il convegno di Napoli – sottolinea la dr.ssa Nicchia – vuole fornire l’occasione per un’analisi collegiale su come l’identità culturale ed operativa di una Società scientifica può evolversi per offrire non solo un servizio ma anche innovazione. Far sì cioè che strategie concentrate unicamente su obiettivi di contenimenti dei costi e di efficienza aziendale convergano con la ricerca di azioni che privilegino i bisogni più inevasi della popolazione. Ci si augura che questo congresso, con i suoi contenuti che non analizzano solo la realtà del settore farmaceutico italiano, ma quella del mondo intero, porti tutta la SIFO a fare dello sviluppo culturale, organizzativo e di ricerca nel Meridione, uno degli obiettivi più concreti, in modo che il passaggio ad un sistema strutturalmente regionale del SSN coincida con una diminuzione e non con un aumento delle disuguaglianze”.“Infine – conclude Finocchiaro – merita citare quanto espressamente riportato nella relazione OsMed 2007: ‘la distribuzione diretta ad opera delle strutture sanitarie rappresenta una valenza non solo ed esclusivamente di carattere economico, ai fini cioè della riduzione della spesa a livello territoriale, ma anche e soprattutto di tutela clinica del paziente e di garanzia di continuità farmaco-terapeutica ospedale-territorio, nonché di appropriatezza di utilizzo dei farmaci’”.

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