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27 Settembre 2008

EMILIA-ROMAGNA, GENERAZIONI A CONFRONTO. DAI GIOVANI MEDICI L’APPELLO PER UNA NUOVA CARDIOLOGIA

Faccia a faccia tra maestri e allievi senza i filtri dei protocolli accademici

Ferrara, 27 settembre 2008 – La cardiologia dell’Emilia-Romagna cambia marcia con un faccia a faccia stimolante, alla pari, tra maestri e allievi, superando le barriere e le formalità del mondo accademico. L’Unità Operativa di Cardiologia di Ferrara organizza martedì 30 settembre a Ferrara (Villa Belfiore, Via Pioppa 27 Ostellato), dalle 8.30 alle 18, un incontro che si preannuncia innovativo già dalle premesse: non si è ammessi con la cravatta, non si può parlare se si è ultratrentacinquenni, non sono concesse diapositive. È “Cardiogiovani 2008”, un evento che nasce sotto l’egida dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e dell’Università di Ferrara. I giovani cardiologi faranno una critica provocatoria per sottolineare ciò che va migliorato a livello cardiologico nella Regione, per raccontare la cardiologia ideale e discutere alla pari con i loro maestri. E a recepire le idee e le provocazioni dei giovani vi sarà il “gotha” della cardiologia nazionale ed emiliano-romagnola. Alcuni nomi: Roberto Ferrari, presidente della Società Europea di Cardiologia (ESC); Giuseppe Di Pasquale, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia; Salvatore Pirelli, presidente dell’ANMCO; Francesco Chiarella, presidente uscente dell’ANMCO; Attilio Maseri, presidente dell’Heart Care Foundation; Roberto Grilli, direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale dell’Emilia-Romagna. Tra i giovani ricordiamo il gruppo di Rimini, guidato dal dott. Piovaccari, che si interesserà della cardiorisonanza; il gruppo di Reggio Emilia, che fa capo al dott. Menozzi, che si occuperà del ruolo dell’eco-stress; i parmensi, con il dott. Ardissino e il dott. Zoni, che interverranno sulla valutazione della perfusione e della vitalità miocardica; il gruppo di Bologna, con, da un lato i maestri, proff. Branzi e Rappezzi, e dall’altro i giovani, che si occuperanno dello scompenso cardiaco; il gruppo di Forlì, diretto dal dott. Galvani, che dirà come i giovani vogliono il Centro dello Scompenso; il gruppo di Modena, capeggiato dalla prof.ssa Modena, che si esprimerà sull’uso dell’ecocardiografia tridimensionale.

Tra gli obiettivi dell’incontro la sensibilizzazione sulle problematiche cardiologiche della Regione per promuovere soluzioni innovative. “L’informalità e la spontaneità – spiega il dott. Donato Mele, organizzatore dell’incontro insieme al prof. Ferrari – possono permettere un’analisi critica profonda e ‘senza veli’”. “Saper ascoltare – afferma il prof. Ferrari – dovrà essere la parola d’ordine. È una sfida e nello stesso tempo un processo essenziale di crescita per generazioni che dovrebbero più spesso trovare occasioni di scambio”. La nostra società è proiettata troppo in avanti, in medicina i giovani hanno chance reali quando non sono più giovani e questo crea problemi in rapporto ad altre realtà europee. In Italia si è indipendenti più tardi, ci si sposa più tardi, i cordoni ombelicali con la famiglia sono più solidi e questo, se da un lato è un bene, dall’altro costituisce un limite che si riflette anche in medicina.
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