mercoledì, 1 febbraio 2023
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27 Aprile 2010

EDUCAZIONE SESSUALE: ITALIANI I PIÙ IGNORANTI D’EUROPA. IL 10% SI AFFIDA SOLO ALLA TV. LA SIGO: ‘FORMIAMO I PRESENTATORI’

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Roma, 27 aprile 2010 – Vittori: ‘I VIP più ascoltati di genitori o insegnanti: a noi il record di chi impara dal piccolo schermo’. Graziottin: ‘Contraccezione tabù anche tra partner. Serve più confronto fra esperti e idoli giovanili’

La tv è la fonte di informazione più qualificata sulla sessualità per oltre 300 mila teenager italiani. Secondo una recente indagine internazionale è infatti ritenuta il punto di riferimento da ben il 10%, la stessa percentuale di chi si rivolge in primo luogo a insegnanti, fratelli o sorelle. Ed è il primato europeo. Una responsabilità educativa che grava su conduttori, speaker e volti noti, spesso impreparati ad affrontare con competenza questi temi. “Quando si toccano argomenti che riguardano l’educazione sessuale vanno utilizzate grandi prudenza e professionalità – spiega Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) -. Nel nostro Paese le esperienze sono a macchia di leopardo e probabilmente richiedono una strategia illuminata. Nelle scuole non viene sempre insegnata, anche se il 64% degli studenti lo chiede e il 44% auspica più dialogo su questi temi a casa. In mancanza di punti di riferimento gli adolescenti si rivolgono a internet, radio e piccolo schermo: gli idoli dello spettacolo possono quindi influenzarli con comportamenti e messaggi. È indispensabile formare questi personaggi e la SIGO è pronta a mettersi in gioco per un percorso comune”. “Siamo purtroppo il fanalino di coda del continente anche sulla contraccezione – aggiunge Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano -: oggi il grado di conoscenza sui metodi disponibili è in Italia il più basso in Europa, a pari merito con la Turchia. Ben il 27% degli under 19 dichiara di non utilizzare attualmente alcun anticoncezionale, percentuale che sale al 35% fra le ragazze. Inoltre solo il 18% delle femmine e il 29% dei maschi si sente a proprio agio nel parlare di contraccezione con il/la partner e, rispettivamente il 61% e il 39% rimpiange di aver avuto il rapporto troppo presto o in condizioni negative”. Come è possibile invertire questa tendenza? “Attraverso un confronto aperto, progetti condivisi e, se serve, veri e propri corsi in cui i medici insegnino a presentatori e deejay come trasmettere contenuti chiave per vivere una sessualità responsabile e serena – prosegue Graziottin – : talvolta rappresenta ancora un tabù, così come altri aspetti chiave della salute femminile di cui non si parla abbastanza, dalla depressione post partum alla parola mestruazioni, impronunciabile in tv”. Questa la proposta lanciata oggi dalla SIGO durante il Convegno nazionale “Adolescenti, sessualità e media” promosso a Roma. E un volto noto come la campionessa e star tv Margherita Granbassi accetta di buon grado: “È vero, rivestiamo un ruolo importante e sta a noi interpretarlo al meglio. Ben venga l’impegno di una Società scientifica che si rende disponibile per migliorare le nostre competenze”.
Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Pediatrics, organo ufficiale dell’Accademia americana dei pediatri, immagini e dialoghi troppo espliciti e ripetuti nel tempo possono anticipare l’età del primo rapporto. Che, in Italia, secondo i dati SIGO, avviene senza precauzioni per il 37% delle ragazze. Non solo: “La continua visione di corpi seminudi e di atteggiamenti ammiccanti è dannosa per la crescita degli adolescenti – come spiega la prof.ssa Chiara Micheletti, psicologa e psicoterapeuta della Bocconi di Milano, relatore al Convegno -: può rendere precoci e aumentare la probabilità che non utilizzino autoprotezione contraccettiva e nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili. Cresce inoltre il rischio di rapporti sotto l’effetto di alcool o droghe”.
La SIGO da tempo è impegnata su questo fronte, con un’attenzione costante alla comunicazione. “Ci rivolgiamo soprattutto agli adolescenti – commenta il prof. Vittori –: la conoscenza della salute riproduttiva è scarsa e i ragazzi non sempre possiedono gli strumenti per decidere quando avere il primo rapporto, quali sono le informazioni necessarie e soprattutto quali conseguenze e valori sono collegati alle esperienze sessuali. Il risultato? Aumento drammatico delle malattie sessualmente trasmissibili (clamidia, sifilide, gonorrea e AIDS), tassi di interruzione volontaria di gravidanza inaccettabili e 10.000 nascite ogni anno nelle teenager. Gli indicatori scientifici e di farmacoeconomia parlano chiaro: siamo purtroppo arretrati sulla contraccezione, intesa come indicatore di utilizzo di strumenti di gestione della salute riproduttiva”. Per migliorare questa situazione la SIGO promuove il progetto Scegli tu (www.sceglitu.it), attivo da cinque anni, e reso possibile grazie ad un educational grant di Bayer Schering Pharma. Questa campagna si propone di migliorare il livello di conoscenza sulla sessualità e la contraccezione responsabile. L’impegno della Società scientifica si sta sempre più concentrando sui media, anche attraverso la definizione di un decalogo, presentato nel febbraio scorso, da condividere con autori e conduttori tv per utilizzare i vari format come veicolo di informazioni certificate. Tra le regole proposte spiegare che la responsabilità della contraccezione deve essere condivisa, informare sui duplici rischi di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili) e sfatare luoghi comuni e convinzioni errate, come quella sull’efficacia del coito interrotto.

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